Pubblicati da Rossella Capetti

Creuza De Mä, Genova e i sentieri che uniscono

Questo articolo è dedicato a Genova e a tutte le città di mare che affascinano sempre il viaggiatore, non solo per la loro privilegiata posizione geografica, ma anche per i particolari tratti che le caratterizzano, delineatisi nel corso del tempo grazie ai numerosi passaggi e movimenti di cui sono state testimoni.

Vivere on the road

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare» Il popolo dei viaggiatori è fatto, si sa, di tante sfumature; tra le varie ci sono, ovviamente, i camminatori, ma, in mezzo a loro e al di là, esiste una tonalità cromatica che varia al variare delle emozioni […]

Il taccuino di viaggio

Il Taccuino di viaggio

Non puoi partire per una nuova avventura senza portare con te il taccuino di viaggio dove poter scarabocchiare o scrivere i tuoi appunti che potrai leggere e rileggere col passare del tempo.

Il classico e piccolo taccuino di viaggio non passa mai di moda: dal Medioevo fino ai giorni nostri, artisti, intellettuali, esploratori e viandanti hanno utilizzato questo strumento per tenere traccia dei loro movimenti, annotando tutto ciò che, da diversi punti di vista, attirava la loro attenzione.

Inizialmente adoperati con un approccio metodico, come quaderni dove prendere nota di particolari edifici, dettagli costruttivi e paesi visitati, con il Rinascimento diventano una raccolta di osservazioni, studi e annotazioni a sostegno del nascente umanesimo, per lasciare spazio, poi, nel Settecento, importante passaggio di trasformazione sociale, alla descrizione di scene urbane e paesaggi. 

Un crescente sviluppo che trova il suo apice espressivo nel XVII secolo quando, col diffondersi del Grand Tour (l’itinerario culturale nella bella Italia, considerato momento irrinunciabile della formazione di qualsiasi pittore, scrittore o giovane di nobile famiglia) nacque il carnet de voyage: un nuovo modo di raccontare le proprie esperienze fatto di schizzi ed acquerelli, atmosfere suggestive e scorci pittoreschi, angoli esotici e cieli tempestosi, realizzato sia per studiare opere e monumenti che per poterne conservare la memoria e l’emozione.


Un taccuino di viaggio, tante sfumature

Un mondo vario ed affascinante, ricco di spunti e ispirazioni, che unisce la scrittura all’arte, la grafia al disegno e dà vita a bozzetti, descrizioni, poesie, diari, notes d’appunti, giornali di bordo. Una sintesi di emozioni e di ricordi, di immagini, colori e sfumature che narrano di costumi e tradizioni lontane, strade polverose e città abbandonate, porti, fermate e aree di ritrovo, sguardi e narrazioni, una collezione di avventure e scoperte.

Da Van Gogh a Picasso, da Hemingway a Chatwin, infinite pagine di quadernetti hanno raccolto storie, impressioni e suggestioni di uomini e luoghi che continuano tuttora a far sognare appassionati di arte, lettura e viaggi: numerosi sono infatti i libri pubblicati che ne testimoniano il valore artistico e culturale.

Il taccuino di viaggio rappresenta una forma espressiva, intima o pubblica, che non ha perso fascino nemmeno con l’avvento delle macchine fotografiche e della tecnologia e che, ai giorni nostri, viene ben interpretata dagli urban sketchers, camminatori di città che si soffermano a disegnare all’aperto, sui loro pezzi di carta, afferrando attimi e visioni.

Perché tenere un diario di viaggio

Esistono molti modi di viaggiare e molte destinazioni, ma c’è un comune denominatore che unisce tutti i viaggiatoti: il ricordo. Chi di voi, infatti, indipendentemente dalla meta e dalla modalità, non ha il desiderio di serbar memoria dei momenti che vive e dei luoghi che visita? Chi di voi, durante i suoi spostamenti, non raccoglie fotografie, souvenir o piccoli oggetti da portare a casa?

Niente come il taccuino di viaggio può aiutarvi a tenere traccia dei vostri ricordi, in tutte le loro forme, soprattutto se amate il viaggio lento, ascoltate i vostri sensi, volete allenare la creatività, oltre che dare continuità e significato alle esperienze fatte.  

Il taccuino di viaggio è:

  • -un compagno fidato che raccoglie ogni piccola confidenza, dalla gioia dell’arrivo alla tristezza della partenza
  • -una piccola guida che traduce ciò che lo sguardo coglie, da rileggere o condividere con gli amici al ritorno
  • -un tesoro di cose preziose, da tenere custodite
  • -un esercizio di riflessione sul proprio percorso personale, sulle opportunità, le difficoltà e gli insegnamenti
  • -un collage di biglietti, menu di ristorante, fiori, foglie e conchiglie
  • -un insieme di fogli sparsi, in libertà
  • -un’opera d’arte.

Cosa aspetti? Inizia ora a scrivere il tuo racconto disegnando il tuo prossimo viaggio! 

Rossella Capetti
Rossella Capetti

Mi chiamo Rossella e, forse non a caso, il rosso è il mio colore preferito, per me rappresenta la passione e l’amore per la vita. Mi piacciono moltissimo anche gli spazi verdi, quelli della natura, dove spesso mi rifugio per rigenerarmi. In realtà, durante il giorno mi lascio avvolgere da tutte le sfumature poiché c’è sempre qualcosa che attira la mia curiosità! Uso la creatività per dare forma alle mie idee, ma ciò che guida i miei passi è principalmente un forte desiderio di spiritualità.Sono sul Cammino della mia auto-realizzazione dal 1980, pesci ascendente scorpione, costantemente immersa nelle acque delle emozioni e delle sensazioni.
Lavoro da diversi anni come consulente nell’ambito della comunicazione, ma oggi sono principalmente impegnata in attività e progetti di crescita personale come Life Coach e Operatrice Olistica.
Amante dei viaggi, dopo l’esperienza sul cammino di Santiago, ho riscoperto il piacere di andare a piedi e oggi non ne posso più fare a meno! Camminare è la mia principale fonte di benessere.

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Riflessologia in cammino: una tecnica, molti benefici

Riflessologia in cammino: una tecnica, molti benefici

Tecnica antichissima, oggi indiscussa terapia di benessere, la riflessologia plantare si basa sul riequilibrare le energie del nostro corpo attraversa il massaggio e la pressione su alcuni punti del piede. La riflessologia in cammino diventa così uno straordinario strumento di benessere.

La riflessologia plantare è una pratica antichissima che si basa sul massaggio e la stimolazione dei piedi. Nata in maniera spontanea attorno al 3000 a.C., è stata nel tempo approfondita e studiata fino ad arrivare, nei primi anni del Novecento, ad essere sperimentata e teorizzata come vera e propria terapia del benessere.

Grazie ad una particolare tecnica di digitopressione, che sfrutta il movimento del pollice, è possibile riequilibrare l’energia all’interno del nostro corpo, inviando importanti input a organi e apparati e promuovendone l’autoguarigione.

Secondo le ricerche effettuate, infatti, sulla pianta del piede e in alcune zone del dorso, è stata individuata una sorta di mappa che indica quali punti trattare in base al sintomo o problema manifesto.

In particolare, gli organi centrali, come colonna vertebrale e stomaco, si riflettono metà su un piede e metà sull’altro; quelli di destra (fegato, cistifellea, colon ascendente, appendice) sul piede corrispondente e così anche quelli di sinistra (cuore, colon discendente, intestino retto e milza); gli organi doppi, come ad esempio i polmoni e i reni, sono su entrambi i lati; le cinque dita rispecchiano il viso e la testa.


I benefici della riflessologia in cammino

La riflessologia plantare può essere molto utile quando si è in cammino proprio perché porta sollievo ad una parte fondamentale del corpo che viene continuamente sollecitata e che, allo stesso tempo, può dare indicazione rispetto a qualche eventuale squilibrio in altre zone.

I principali benefici che si possono ottenere sono:

  • Rilassamento: chi non desidera alleggerire i piedi stanchi e sciogliere le tensioni dopo aver macinato chilometri? Un leggero massaggio è l’ideale per stimolare la produzione di endorfine e abbandonarsi serenamente al riposo.
  • Miglioramento della circolazione linfatica e sanguigna: favorire il fluire dei liquidi e l’ossigenazione è fondamentale per smaltire l’acido lattico ed essere pronti e scattanti per la tappa successiva
  • Attenuazione dei dolori: grazie ai recettori presenti sul piede, direttamente collegati al sistema nervoso, mal di testa, schiena o collo, problemi gastro-intestinali, ansia e morsa allo stomaco possono trovare un po’ di pace 
  • Depurarazione: agendo sugli organi emuntori, ovvero quelli deputati all’eliminazione delle tossine, è possibile evitare un eccessivo accumulo di sostanze nocive

Il massaggio nella riflessologia plantare

Anche se spesso non prestiamo attenzione ai nostri piedi, prendersene cura è davvero fondamentale, visto l’importante funzione di sostegno che hanno per l’intero corpo, soprattutto dopo un’intensa attività fisica. Ecco quindi che la riflessologia in cammino può venirci in soccorso!

È buona cosa per chiunque dedicare un po’ di tempo al massaggio di questa parte, sia auto trattandosi sia con l’aiuto del partner o di un amico. Un impegno di 15 minuti può essere sufficiente per donare un po’ di benessere, senza provocare danni, anche per mani non esperte. Le uniche avvertenze sono per chi ha la febbre o infiammazioni in stato acuto, micosi, gravidanza oppure in caso di gravi patologie, malattie mentali, degenerative o si è a rischio trombi ed emboli.

Per un effetto rilassante, dopo aver scaldato il piede con un leggero strofinamento, è consigliabile  iniziare dalla zona laterale interna e spostarsi fino all’alluce con un movimento del pollice a “lombrico”, avanti e indietro, o delle pressioni, per sciogliere le tensioni di colonna vertebrale e testa.

Successivamente o in alternativa è possibile poi concentrarsi sulle altre dita, in particolare su melluce e trillice, per alleggerire la pesantezza degli occhi, sul tallone, dall’esterno verso l’interno in diagonale, per migliorare la condizione degli arti inferiori o nelle zone interne dove sono presenti i vari organi.

I piedi sono altamente sensibili: su ognuno di essi sono presenti 7.200 terminali nervosi; è importante, quindi, iniziare con un tocco delicato e aumentare progressivamente la pressione in base alle reazioni e sensazioni o di chi si sta massaggiando.

Rossella Capetti
Rossella Capetti

Mi chiamo Rossella e, forse non a caso, il rosso è il mio colore preferito, per me rappresenta la passione e l’amore per la vita. Mi piacciono moltissimo anche gli spazi verdi, quelli della natura, dove spesso mi rifugio per rigenerarmi. In realtà, durante il giorno mi lascio avvolgere da tutte le sfumature poiché c’è sempre qualcosa che attira la mia curiosità! Uso la creatività per dare forma alle mie idee, ma ciò che guida i miei passi è principalmente un forte desiderio di spiritualità.Sono sul Cammino della mia auto-realizzazione dal 1980, pesci ascendente scorpione, costantemente immersa nelle acque delle emozioni e delle sensazioni.
Lavoro da diversi anni come consulente nell’ambito della comunicazione, ma oggi sono principalmente impegnata in attività e progetti di crescita personale come Life Coach e Operatrice Olistica.
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