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Trekking a Tokyo

Chi l’ha detto che una metropoli come Tokyo non offra escursioni nella natura? Ecco un’interessante trekking a Tokyo, raggiungibile con i mezzi pubblici e dal panorama mozzafiato sul Monte Fuji

Tokyo (東京, letteralmente “capitale orientale”) è una città metropolitana di 37.832.000 abitanti. E’ per questo in cima alla classifica delle aree metropolitane più popolose al mondo (al secondo posto Shanghai con “solo” 34.865.000 abitanti).

Capitale del Giappone dal 1868 (prima era Kyoto, lett. “città capitale”, e Tokyo si chiamava Edo, lett. “estuario”), vi risiedono sia l’imperatore che il parlamento.

I trasporti pubblici sono particolarmente sviluppati: dalla stazione di Shinjuku passano 3,7 milioni di passeggeri al giorno e 1,3 miliardi di passeggeri all’anno.

Oltre ai grattacieli, le linee di metro, gli ombrellini da sole, Tokyo offre tanta natura, sia nei parchi cittadini che, soprattutto, nelle zone circostanti. Scegliere un percorso di trekking nella zona di Tokyo permette di essere ampiamente indipendenti: i trasporti pubblici raggiungono praticamente ogni percorso e i sentieri sono ben tracciati e ordinati. Inutile aggiungere che la popolazione locale si farà letteralmente in quattro per aiutarvi in caso di dubbio.

Dove fare trekking a Tokyo

La regione di Tokyo offre molte alternative a un weekend in poltrona. Oltre la zona pianeggiante protetta dalla cinta di rilievi, denominata Kanto Plain, ci sono i monti Takao, i monti Tanzawa e il Monte Kumotori. E poi c’è il Monte Fuji: è possibile cimentarsi nella salita notturna, oppure si può scegliere di avvicinarsi piano piano, ammirandolo dai rilievi che lo circondano e che forse offrono opportunità di fotografie più gratificanti.

Il panorama è molto piacevole e in pieno stile giapponese, anche se ovviamente non ci si può aspettare natura incontaminata nelle vicinanze di una metropoli da più di 35 milioni di abitanti: il risultato è comunque garantito!

Qui di seguito una proposta di trekking a Tokyo di due giorni attraverso le montagne ricoperte da fitte foreste sui rilievi a ovest della città, all’interno del Chichibu-Tama-Kai National Park. Le alternative sono comunque tante, sia per le escursioni di una giornata sia per percorsi più lunghi con pernottamento.

Trekking da Musashi Itsukaichi a Okutara via Monte Odake

Distanza totale: 30,7 km
Dislivello in ascesa: 2.034 m
Dislivello in discesa: 1905 m
Elevazione massima raggiunta: 1.230 mslm (Monte Odake)

Il Chichibu-Tama-Kai National Park è il parco nazionale più vicino a Tokyo e quindi più rapidamente raggiungibile. La cima più alta del parco è il Monta Kinpu (2598 m) mentre quella più frequentata dai camminatori è il Monte Kumotori (2017 m).

Il percorso che qui ti proponiamo va da Musashi Itsukaichi a Okutara, passando per il Monte Odake. Questo piacevole trekking di due giorni permette di addentrarsi una bella foresta di cedri e di raggiungere il placido villaggio di Mitakesan, dove sarà possibile pernottare in stile autenticamente giapponese.

Di grande effetto è poi il panorama dal Monte Odake, il secondo giorno, dal quale è possibile ammirare, in lontananza, il Monte Fuji.

Il punto di partenza e il punto di arrivo sono comodamente raggiungibili da Tokyo con i mezzi pubblici.

Giorno 1: Musashi Itsukaishi – Mitakesan

Distanza totale: 30,7 km
Dislivello in ascesa: 2.034 m
Dislivello in discesa: 1905 m
Elevazione massima raggiunta: 1.230 mslm (Monte Odake)

Le foreste del Monte Mitake sono ricoperte di cedri e cipressi, oltre agli occasionali sakura (ciliegio giapponese, Prunus serrulata), che fanno sempre bene alla vista.

Il punto di partenza di questo trekking a Tokyo è la stazione del treno di Musashi Itsukaichi, a circa 1 ora e 20 minuti di viaggio dalla stazione urbana di Shinjuku.

E’ consigliabile portarsi qualcosa per pranzo e un’adeguata scorta d’acqua perché lungo il percorso non si incontrano centri abitati e attrezzati.

L’arrivo è il villaggio di Mitakesan, che ha il suo fulcro nel tempio shintoista locale. Si trova a 831 mslm e vi risiedono stabilmente circa 150 persone. La zona del tempio si dice sia adibita ad uso religioso dal 90 d.C. ma la costruzione attuale è il risultato delle trasformazioni di un edificio religioso del 1874. E’ raggiungibile anche con una funicolare ed è diventata una popolare meta di gite fuori Tokyo. Il villaggio è punteggiato di negozietti e vale la pena visitare il tempio shintoista sulla vetta del Monte Mitake e fare una passeggiata fino alla funivia. Per il pernottamento v. sotto.

Giorno 2: Mitakesan – Okutama via Monte Odake e Monte Nokogiri

Distanza: 14,12 km
Dislivello in ascesa: 894 m
Dislivello in discesa: 1.419 m
Massima altitudine raggiunta: 1.233 m (Monte Odake)

Dopo una piacevole e rilassante colazione casalinga, il primo obiettivo della giornata è il Monte Odake, raggiungibile seguendo due percorsi: meglio scegliere quello in cresta in modo da avere una visuale migliore. Dalla cima del Monte Odake, nei giorni limpidi, è possibile ammirare il Monte Fuji in tutta la sua maestosità. Non male!

La seconda vetta della giornata è il Monte Nokogiri (1109 m) per poi iniziare la discesa verso la Tama-gawa Valley.

In dirittura di arrivo verso Okutama, segui le indicazioni per la pagoda a quattro piani dedicata ai caduti giapponesi. La fine del percorso è alla fine della scalinata di soli 200 gradini che parte appunto dalla pagoda.

Dalla stazione del treno di Okutama si può prendere il treno che con circa 2 ore di viaggio ci porterà a Shinjuku.

Anche in questo caso è opportuno dotarsi di qualche genere di conforto per la giornata, visto che durante l’intero percorso non ci sarà accesso a villaggi o aree attrezzate. A Mitakesan comunque dovresti essere in grado di recuperare tutto il necessario.

Dove alloggiare per un trekking a Tokyo

Un aspetto molto apprezzato quando si decide di camminare in Giappone è l’accoglienza degli alloggi: molti dei percorsi di più giorni permettono di fermarsi in piccoli villaggi che vivono ancora a un ritmo tutto loro, ben diverso da quello della capitale, e gli alberghi consistono spesso in case private convertite o in ryokan (alberghi tradizionali) curati fino all’ultimo dettaglio. Aspettati futon, pareti di carta e dolcetti di riso. Queste soluzioni prevedono di solito tariffe che comprendono la cena, il pernottamento e la colazione. Frequenti sono anche gli onsen, vasche termali naturali scaldate dall’energia geotermica (forse l’unico aspetto positivo di vivere in un paese ad altissima attività tellurica!).

Anche nel caso di Mitakesan la scelta di alloggi non manca. La maggior parte degli alberghi prenotabili online sono case tradizionali con poche camere e gestite a livello famigliare. Tra tutti spicca il Shukubo Komadori Sanso: aprì nel 1776 come bagno pubblico ed è oggi un modesto ryokan con bellissime vedute sulle colline circostanti.

Quando andare per un trekking a Tokyo

Tokyo è in una zona con clima umido subtropicale con estati calde e umide e inverni miti. Nevica poco ma tutti gli anni, mentre le piogge sono soprattutto nel periodo estivo.

La stagione migliore per camminare nella regione di Tokyo è la primavera (Aprile e Maggio) e l’autunno (Settembre-Novembre). Inutile aggiungere che in entrambi i periodi i veri protagonisti delle tue fotografie saranno i fiori di sakura prima e il foliage poi.

E’ bene notare che l’ascesa del Monte Fuji rispetta invece un calendario tutto suo: è aperto solamene dal 1° luglio al 31 agosto.

Scopri i cammini in Giappone

Cosa altro vedere a Tokyo

Tokyo è una metropoli affascinante e merita sicuramente qualche giorno di perlustrazione. Programmate almeno due giorni pieni, meglio tre. E’ una città che combina un elevato grado di modernità e scorci ancora molto tradizionali, soprattutto nei quartieri meno commerciali.

Ce ne è per tutti i gusti: i giardini, l’architettura, i negozi di Ginza, i teatri di kabuki, le folle che attraversano l’incrocio di Shibuya, i templi shintoisti. E poi c’è il cibo, così “giapponese” come non si può trovare in nessuna altra parte del mondo.

A Tokyo vale la pena anche solo mettersi sull’angolo di una strada e vedere il mondo che scorre davanti.

Un po’ di storia sulla città di Tokyo

La città, inizialmente periferica e conosciuta con il nome di Edo, ha iniziato la sua ascesa dopo l’incursione della marina americana del 1853, a seguito della quale il Giappone fu obbligato ad aprire i porti dopo secoli di isolazionismo. L’ultimo shogun Tokugawa, che aveva assunto il potere nel 1600 dopo aver sconfitto l’Imperatore Hideyori, fu accusato di non aver saputo proteggere a dovere il proprio paese e il potere passò nelle mani dell’Imperatore Meiji. Meiji rinominò Edo con il nome attuale Tokyo.

L’era Meiji fu determinante per la crescita del paese e della città in termini moderni. Fu dato un impulso all’industria e ai settori militari. Nel 1872 fu aperta la prima rete ferroviaria che collegava Tokyo con il nuovo porto di Yokohama e nel 1889 il paese adottò una costituzione di stampo occidentale. A livello militare, in breve tempo il Giappone vinse contro la Cina (1894-95) e la Russia (1904-05) e conquistò Taiwan (1895), parte della Korea (1910) e parte della Micronesia (1914), andando così a creare un impero coloniale simile a quelli esistenti all’epoca nel mondo occidentale. Nel 1880 arrivò l’energia elettrica e anche l’architettura fu influenzata grandemente dai modelli occidentali.

La crescita inarrestabile del Giappone e di Tokyo si interruppe nel 1923, con il grande terremoto del Kanto che causò 142.000 vittime e inestimabili danni.

Durante la Seconda Guerra mondiale, dopo aver dichiarato guerra alla Cina (con l’invasione della Manciuria nel 1931), il Giappone si alleò con Germania e Italia adottando un sistema in tutto simile a quello nazista. Queste decisioni, e l’attacco a Pearl Harbour del 7 dicembre 1941, causarono la reazione americana che rispose bombardando Tokyo e il resto del Giappone, fino alla capitolazione del 15 agosto 1945.

Nel 1947, dopo l’occupazione americana, il Giappone adottò una costituzione post-bellica che impediva di intraprendere azioni militari. Già nel 1951 Tokyo era sulla via della ripresa e negli anni ’60 e ’70 assunse un ruolo determinante in Asia, attraendo studenti e imprese. L’apice di questa crescita si ebbe con le Olimpiadi estive del 1964.

L’economia della città crebbe fino agli anni ‘80, quando il prezzo dei terreni raggiunse livelli esagerati. Fu questa la perfetta anticamera per la crisi economica degli anni ’90 durante la quale molte aziende e banche fallirono avviando così la città, e l’intero paese, verso una fase di recessione che in qualche modo dura tutt’ora, anche se in maniera controllata.

Tokyo ospiterà di nuovo le Olimpiadi estive del 2020.

Siti utili

  •  Flavia Cusaro & Simone Ciampi

    Siamo Flavia & Simone e viviamo in Cina da 8 anni dove lavoriamo, viaggiamo e camminiamo. Siamo appassionati di Asia e abitando qua possiamo viaggiare in lungo e in largo attraverso deserti sconfinati, città caotiche, montagne altissime, campi di tè verde smeraldo e albe silenziose. Pur vivendo in una città da 23 milioni di persone, appena possiamo rallentiamo l’andatura e… Leggi
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