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10 motivi per mettersi in cammino

Da qualche anno a questa parte il numero delle persone che sta riscoprendo la magia del camminare è in netto aumento. I vari cammini spagnoli verso Santiago de Compostela, la Via Francigena in Italia, così come il Cammino di San Francesco tra Toscana e Umbria, e i tanti altri  trekking a lunga percorrenza sparsi nel mondo stanno attirando l’attenzione di sempre più persone.

Ma cos’è che spinge migliaia di persone ogni anno a mettersi in cammino? Cos’è che chiama i viandanti di mezzo mondo sulle antiche vie di pellegrinaggio? Cosa provano a camminare per centinaia o migliaia di chilometri, giorno dopo giorno?

SI tratta di domande a cui nessuno è in grado di rispondere in modo univoco e oggettivo. Ogni persona affronta il Cammino a modo suo e ne trae col tempo le proprie personali conclusioni e riflessioni. Ci sono però degli aspetti del camminare che accomunano i pensieri di tutti i pellegrini, che si riflettono uguali in tutte le loro esperienze. Ecco quindi per voi una sorta di sintesi, un elenco “ragionato” dei 10 motivi per mettersi in cammino.

1. Camminare

Sebbene l’atto del camminare sia uno dei gesti più ancestrali e naturali che un essere umano possa compiere, nel corso del tempo è diventato quasi uno scomodo modo per spostarsi. Fortunatamente oggi una grande quantità di persone ne ha riscoperto i benefici, ritrovando in questo gesto una cura alla frenesia dello stile di vita quotidiano, un metodo sano e naturale per spostarsi e fare attività fisica, e un modo di viaggiare “diverso”, più a misura d’uomo.

2. Libertà

Dopo qualche giorno di cammino ci si rende conto di quanta libertà è possibile godere: si è liberi di scegliere a che ora partire, quando e perché fermarsi, liberi di decidere la strada, di scoprire dove porta quel bivio o cosa si cela dietro a quel colle. Liberi dalle “quattro mura” nelle quali molti di noi lavorano e spendono la maggior parte del proprio tempo. Liberi di stare tutto il giorno senza un soffitto sopra la testa se non per dormire.

Come organizzare il Cammino di Santiago

3. Natura

Chi vive nelle metropoli e in grosse città presto inizierà a capire quanto sia facile e piacevole camminare per ore lungo i sentieri, tra campi e boschi, e riscoprire non solo la bellezza della natura, ma la facilità con la quale entriamo in sintonia con lei. Dagli alberi che regalano ombra e fresco, al sole che riscalda e asciuga, alla pioggia che ravviva d’incanto i colori dell’erba, si impareranno ad apprezzare cose fino a poco tempo prima considerate senza importanza.

4. Lentezza

Siamo abituati a correre. Il mondo in cui viviamo ogni giorno lo richiede per poter rispondere “presente” a tutte le cose che abbiamo da fare. In cammino invece, la distanza che generalmente in auto si copre in mezz’ora, la si fa in un intero giorno. É la fatica e il tempo impiegato che permettono di apprezzare pienamente il piccolo ma importante obbiettivo raggiunto. Inutile dire che il suono dei passi diventerà il ritmo su cui scandire le giornate.

5. Empatia

In cammino ci si sente fra pari, e le differenze diventano un modo per arricchire la propria personalità. L’incontro con gli altri pellegrini, lo scambio di esperienze, il vivere a stretto contatto con persone mai viste prima, sono tutte cose che “allenano” lo spirito di adattamento. Camminando per un giorno intero, dividendo fatica, gioie e dolori, quale altro miglior modo c’è per imparare a mettersi nei panni degli altri?!

6. Contatto con il mondo esterno

Non c’è esperienza che porti al cambiamento più di questa. Chi sceglie di mettersi in cammino spesso non si rende conto a cosa sta andando incontro: tutte le barriere che siamo abituati a costruire per difenderci dal mondo esterno cadranno, una dopo l’altra, e la condizione di bisogno in cui ci si porrà porterà ad essere più apertie più in sintonia con il mondo attorno a noi.

7. Contatto con sé stessi

Molte persone si mettono in cammino proprio per questo motivo, per ritrovare sé stessi. Le lunghe giornate passate per i sentieri permettono di guardarsi dentro e di fare pace con il proprio io. La fatica a cui si è sottoposti quotidianamente può essere un buon metro di misura con il quale misurarsi. L’esperienza del dover trovare tutte le sere un posto per dormire o un posto per mangiare è un modo diverso dal solito di prendersi cura di sé, direi essenziale. Quindi entrare in contatto con sé stessi significa anche capire i propri limiti e imparare a superarli.

8. Capacità di vivere con poco

Camminare vuol dire zaino in spalla. Zaino in spalla vuol dire peso. Più leggero sarà lo zaino, più sarà facile affrontare l’intero cammino. Per questo imparare a vivere solo con le cose più essenziali, riporta la nostra attenzione su quanto superfluo inseriamo nelle nostre vite.

9. Riacquisizione ritmi naturali

Cosa si ottiene da tutto questo? Qual è il risultato del verificarsi delle cose scritte in precedenza? Di certo il ritornare a pensare ad un livello più consono per il cervello e per noi stessi, ritornare a considerare le cose per il loro vero valore e imparare a pensare al presente. Questo non significa  solo lasciarsi il passato alle spalle, ma liberarsi dall’ossessione della pianificazione del futuro. Lasciarsi andare all’imprevisto, accettarlo, e imparare a raccogliere il meglio da quello che la vita ci riserva.

10. Nuovo senso delle cose

L’ultimo dei nostri 10 motivi per mettersi in cammini è un dono, la capacità di dare un nuovo senso alle cose. Al momento del rientro a casa, tutto ciò che abbiamo sperimentato avrà lasciato un segno dentro. Le persone, le cose che avremo da fare, tutto avrà un nuovo senso, perché avremo cambiato i nostri occhi e il nostro modo di vedere, di ascoltare. Nulla sarà più come prima, neppure voi.

Voglio lasciarvi con una frase presa da “Camminare” di H. D. Thoureau

Così vagabondiamo verso la Terra Santa, finché un giorno il sole splenderà più luminoso di quanto non abbia mai fatto, e illuminerà le nostre menti e i nostri cuori, e rischiarerà l’intera nostra

  • Dave Toad Collaboratore APIEDIPERILMONDO Dave Toad

    Mi chiamo Davide, ho 33 anni e vivo in brianza da quando sono nato. Quando posso, zaino in spalla e sono sempre in giro. Via Francigena, Giappone, Nepal e Marocco le mie ultime mete. Mi piace camminare, ma non solo. Del viaggio adoro l’incontro, la scoperta, la conoscenza e il confronto. Credo non ci sia nulla che faccia crescere una persona, più di un mese a cuore aperto in un paese con una cultura totalmente diversa. Amo la natura e perdermi in essa per ritrovare me stesso ogni volta che ne sento il bisogno. Attualmente disoccupato, scrivo più per una necessità interiore che per capacità. Attratto dal lato divino e spirituale di ogni cultura. Sempre alla ricerca. Leggi
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