Il Cammino Primitivo
Il Cammino Primitivo: 320 km lungo il primo pellegrinaggio jabobeo della storia, che da Oviedo giunge a Santiago tra montagne e boschi
A Piedi Per Il Mondo

In questo articolo
Cammino Primitivo: informazioni generali
Il Cammino Primitivo è un percorso di straordinaria bellezza!! Si tratta però di uno dei tanti cammini spagnoli che conducono a Santiago de Compostela e alla sua cattedrale, dove riposano le spoglie di San Giacomo il Maggiore. Lungo 320km e generalmente diviso in 13 tappe, parte dalla bellissima città di Oviedo, capoluogo del Principado de Asturias. Qui si incrociano altri due cammini: una variante del Cammino del Nord, e il Cammino di San Salvador, che proprio a Oviedo ha la sua fine naturale.
Il cammino attraversa due regioni spagnole, il Principato delle Asturie e la Galizia, entrambe molto boschive e montagnose. Si cammina per quasi tutto il tragitto su sentieri di terra e roccia, spesso accanto a rivoli e corsi d’acqua, incrociando solo raramente l’asfalto e solo nelle ultime tappe.
Proprio per le caratteristiche morfologiche dell’ambiente, il Cammino Primitivo è un percorso dalla difficoltà elevata, con dislivelli importanti e con tappe quasi sempre obbligate. La scarsa quantità di servizi e il basso numero di persone lo rendono ancora di più un percorso NON adatto a chi si approccia per la prima volta a un cammino e che non ha grande dimestichezza con la montagna .
In questo caso, se vuoi partire per il tuo primo cammino di Santiago ti consiglio di optare per il cammino Francese, non tanto perché più semplice fisicamente (ci sono tappe dure anche qui) ma perché è molto più ricco di servizi e popolato da tantissimi altri pellegrini, su cui potrai contare in caso di problemi.
Se parliamo di numeri, nell’anno 2019 hanno percorso il Cammino Primitivo 15.715 persone, ovvero il 4,5% del totale, un numero in linea con l’andamento degli anni precedenti. Se pensiamo che il Cammino Francese ha quasi raggiunto quota 190 mila, capiamo che il Primitivo è davvero un percorso poco battuto.

Tappe del Cammino Primitivo
Come anticipato nei precedenti capitoli, il Cammino Primitivo è lungo 320km e viene generalmente diviso in 13 tappe, tutte o quasi di difficoltà media, con una lunghezza che varia dai 15km ai 30km.
- Tappa 1 – da Oviedo a Grado
- 25km +330m -430m
- Tappa 2 – da Grado a Salas
- 22km +1130m -900m
- Tappa 3 – da Salas a Tineo
- 20km +710m -310m
- Tappa 4 – da Tineo a Borres
- 13km +405m -445m
- Tappa 5 – da Borres a Berducedo lungo la Ruta de los Hospitales
- 24km +1120m -840m
- Tappa 5b – da Borres a Berducedo per Pola de Allende
- 28,5km +1215m -950m
- Tappa 6 – da Berducedo a Grandas de Salime
- 20,5km +880m -1200m
- Tappa 7 – da Grandas de Salime a A Fonsagrada
- 25km +850m -470m
- Tappa 8 – da A Fonsagrada a O Cádavo
- 24,5km +685m -870m
- Tappa 9 – da O Cádavo a Lugo
- 29,5km +475m -745m
- Tappa 10 – da Lugo a Ferreira
- 26,5km +570m -520m
- Tappa 11 – da Ferreira a Melide
- 20km +340m -430m
- Tappa 12 – da Melide a O Pedrouzo
- 33km +615m -790m
- Tappa 13 – da O Pedrouzo a Santiago de Compostela
- 20km +500m -570m
Difficoltà del Cammino Primitivo
Come detto prima, il Cammino Primitivo non è un percorso adatto a tutti. Presenta diversi elementi di difficoltà, sia da un punto di vista fisico che logistico, e può essere identificato col grado E di difficoltà escursionistica. É quindi sconsigliato a chi vuole intraprendere il cammino per la prima volta. Andiamo ora ad analizzare ciascun elemento:
- Ampio dislivello – Il Cammino Primitivo presenta un dislivello totale, tra positivo e negativo, di circa 17mila metri, un bell’impegno visto che parliamo di una media di 1300m di dislivello a tappa. Questo incide anche sulle ore di cammino, che aumentano rispetto a un percorso pianeggiante o leggermente collinare. E in caso di pioggia o brutto tempo le cose peggiorano.
- Tappe obbligate – Il Cammino Primitivo si divide quasi obbligatoriamente nelle tappe indicate per la carenza di strutture ricettive lungo le tappe. Spesso infatti tra il paese di inizio tappa e quello di fine non c’è quasi nulla. La difficoltà sta proprio nel non poter plasmare le giornate di cammino seguendo le proprie necessità, quindi se un giorno si è particolarmente stanchi e si fa fatica a proseguire, non c’è altra scelta che resistere e arrivare fino alla fine.
- Luoghi isolati e pochi pellegrini – Il Cammino Primitivo attraversa luoghi spesso molto isolati. Si cammina tra i boschi e le montagne, a volte senza copertura telefonica. Magari si percorrono chilometri e chilometri senza incrociare nessuno o vedere una casa. Questo implica che si debba fare molta più attenzione e che si debba essere preparati a ogni imprevisto. Ecco perché consiglio sempre una buona preparazione e un pò di esperienza di trekking in montagna.
- Zaino di 7/8kg – In un cammino di due settimane, con simili dislivelli, lo zaino incide notevolmente sul fisico. Portare sulle spalle 7/8kg non è mai facile e richiede un buon allenamento! Per quanto riguarda il peso, quello indicato è riferito a uno zaino con il minimo indispensabile per la stagione estiva, con provviste di acqua e cibo per la tappa. Ovviamente, se si decide di partire in mesi più freddi, bisognerà mettere in conto un abbigliamento più pesante, e quindi uno zaino di almeno un paio di chilogrammi in più. Poi molto dipenderà da quanto si sarà bravi a scegliere l’equipaggiamento perfetto per il Cammino, ma questo è un altro discorso.

Quando partire per il Cammino Primitivo
Come ogni cammino che va a Santiago, anche quello Primitivo è possibile percorrerlo tutto l’anno. Ovviamente ogni stagione ha i suoi lati positivi e negativi, e bisogna tenerli tutti in considerazione quando si decide di partire. Soprattutto visto che si cammina quasi sempre in montagna e nel bosco e che rischia di essere pericoloso.
In generale il periodo migliore per percorrere il Cammino Primitivo è da Maggio a Settembre: le precipitazioni sono scarse e le temperature abbastanza alte. Certo, le giornate di pioggia non mancheranno, ma il sole caldo asciugherà più velocemente il fango sui sentieri, e questo renderà il percorso più semplice. Il caldo poi non sarà un problema, visto che si dovrà camminare molto spesso all’ombra dei boschi.
Da Ottobre in poi le temperature cominceranno a scendere, le ore di luce a calare, e le piogge ad aumentare. Tutti questi fattori renderanno il cammino molto più impegnativo e richiederà quindi una sempre maggiore esperienza e preparazione fisica. Le altitudini elevate di certi tratti espone poi il Cammino Primitivo a un serio rischio neve. Insomma, se vuoi partire in inverno, preparati al meglio e sii pronto a tutto.

Dove dormire sul Cammino Primitivo
Escludendo Oviedo e Lugo, che sono due città vere e proprie, il Cammino Primitivo attraversa zone molto isolate, con piccoli paesi e caseggiati. Le soluzioni per dormire sono quindi poche e dalla scarsa varietà, e questo significa che è necessario un certo spirito di adattamento. Chi è alla ricerca di un buon hotel di classe superior rimarrà decisamente deluso.
Tutto cambia da Melide in poi: essendo sul Cammino Francese e soprattutto sulle sue ultime tappe, si hanno molte più opzioni in tema di strutture ricettive, sia di quantità che di tipologia.
In generale si trovano due tipologie di strutture:
- pensioni, piccoli hotel e affittacamere – qui puoi avere la tua camera con il bagno privato, e in certi casi la colazione. Sistemazioni tendenzialmente modeste e semplici.
- ostelli, o meglio albergues per pellegrini – ci sono albergues municipali, quindi gestiti dal comune e accessibile solo dal pellegrino con la credenziale, e albergue privati, gestiti da privati appunto, e tendenzialmente di un livello superiore in fatto di servizi. In entrambi i casi si dorme in camerate e si condivide il bagno con altre persone. Alcuni mettono a disposizione del pellegrino la cucina, così da prepararsi qualcosa autonomamente, e altri offrono cena e colazione direttamente in struttura a un prezzo convenzionato. Il costo si aggira intorno alle 5-7€ per l’albergue municipale, e alle 10-15€ per l’albergue privato.

Segnaletica sul Cammino Primitivo
Il Cammino Primitivo condivide con tutti gli altri cammini di Santiago la stessa segnaletica. Troverai quindi la classica freccia gialla a indicarti la strada, accompagnata dalla concha, ovvero un’immagine stilizzata della conchiglia.
Puoi incrociare segnali verticali, quindi cartelli in legno con indicata la direzione, oppure pennellate su rocce, alberi, case, muretti, ovunque il segnale risulti visibile e chiaro. Le frecce sono unidirezionali e se ne trovano frequentemente, sia lungo i rettilinei che in prossimità dei bivi. Naturalmente è necessario fare attenzione e non farsi distrarre troppo dal paesaggio o dalle chiacchiere con gli amici.
Credenziale e Compostela
La regola dice che chiunque percorra almeno 100km a piedi e 200km a cavallo e arrivi a Santiago, abbia diritto, se lo desidera, alla Compostela. La Compostela è una pergamena che si ritira a Santiago e che attesta che colui che la richiede ha effettivamente percorso il Cammino.
Per poterla ottenere è necessario, nel corso del proprio cammino, timbrare almeno una volta al giorno la credenziale. La credenziale è un libretto su cui apporre tappa dopo tappa dei timbri, così da dimostrare all’ufficio di Santiago che si è regolarmente fatto il cammino e che si ha diritto alla Compostela. Per sapere dove ritirarla ti consiglio di leggere l’articolo specifico su credenziale e Compostela.
Varianti sul Cammino Primitivo
Lungo il Cammino incontriamo due varianti, ciascuna ben segnalata e degna di nota:
- Ruta de los Hospitales – in assoluto la più bella tappa del Primitivo. Lunga 16,4 km contro i 19 km del cammino ufficiale. In passato fu il tragitto abituale dei primi pellegrini, provvisto di due hospitales, quello di Fanfarón e di Valparaíso, oggi purtroppo ridotti a ruderi. Deviamo dal tragitto ufficiale nella località di Borres e arriviamo a Puerto del Palo.
La maggior parte della variante si svolge oltre i 1100 metri d’altezza, con un’ampiezza panoramica e una bellezza paesaggistica che ne fa una delle più belle tappe del cammino primitivo. La presenza del Parque Natural de Somiedo a una trentina di chillometri da lì ci permetterà, con una buona dose di fortuna, di intravedere da lontano qualche orso bruno, anche se la possibilità è davvero molto remota.
Prima di deviare la nostra rotta è necessario rifornirci di abbondante cibo e acqua, poiché non si troveranno né albergue né alcun altro servizio fino a 5 km dopo Puerto del Palo. Durante la stagione invernale e in caso di cattivo tempo e nebbia è altamente sconsigliato percorrere questa strada.
Al contrario, il tragitto normale è percorribile senza rischi tutto l’anno, e vi si trovano paesi e punti di ristoro a sufficienza. D’altra parte si dovranno affrontare i duri dislivelli della discesa a Pola de Allande e della salita a Puerto del Palo.
- Variante per Friol: viaggio di tre giorni da Lugo ad Arzúa o Santa Irene, la consiglio a chi ha già percorso il Cammino Francese, poiché permette di saltare tutto il tratto da Melide.
Lunga 73 km contro i 61 del cammino ufficiale. Lo snodo si trova all’altezza di Lugo: se proseguiamo lungo il cammino ufficiale arriviamo a Melide, congiungendoci col Cammino Francese; se invece deviamo verso Friol, ci congiungiamo con il Cammino del Nord e arriviamo in tre tappe ad Arzúa.
Tappa 1 – da Lugo a Friol – 25km
Poco dopo la deviazione, nella località di Santa Maria Alta, un bivio porta da una parte verso Retorta e Cotà, dall’altra verso il Monte Facoi. Ma non c’è da preoccuparsi perché entrambe portano a Friol, dove si è costretti a fermarsi per la notte a causa della scarsità di albergue nella zona.
Tappa 2 – da Friol a Sobrado dos Monxes – 27km
Sviluppata per lo più su sentieri, è contrassegnata oltre che da frecce gialle, anche da frecce verdi. Per i primi 20km non si incontrano punti di ristoro, ed è quindi consigliabile partire da Friol con riserva di cibo e acqua. Ormai arrivati a Sobrado il numero dei pellegrini comincia ad aumentare. Qui infatti la variante del cammino primitivo incontra il cammino del nord, e in città è l’antico monastero di Sobrado, coi suoi 120 posti, ad accogliere i viandanti.
Tappa 3 – da Sobrado dos Monxes a Arzúa – 21,5km
Ci si congiunge al Cammino Francese
Cosa mangiare sul Cammino Primitivo
Il Cammino tra Asturias e Galicia non è solo natura e paesaggi, ma anche un viaggio nella cultura e nella gastronomia di queste terre.
Lontani dalla costa asturiana sono poche le specialità di pesce che riusciamo ad assaggiare fuori da Oviedo. I formaggi, i legumi e la carne sono i principali ingredienti delle nostre pietanze, ricche quindi di grassi e proteine. Ne è un esempio la fabada asturiana, tipica zuppa di queste zone fatta con fagioli bianchi, chorizo, morcilla ( sanguinaccio), prosciutto e lardo.
Tra i formaggi spicca il queso Cabrales: contraddistinto dal tipico colore azzurro, è composto da latte di capra, pecora e mucca; questo viene fatto stagionare in grotte con altissime percentuali di umidità e bassa temperatura, così da creare un habitat perfetto per la produzione di funghi.
In Galizia invece piatti di pesce, con molluschi, merluzzi, granchi, crostacei accompagnano squisiti piatti di carne, condividendo in alcune pietanza la tipica cottura “ a la gallega”.
Famosi e da provare assolutamente sono:
- Il pulpo a la gallega, polipo stufato a pezzi con paprica, olio e sale;
- Il cocido gallego, uno stufato con prosciutto, salsiccia, manzo, pollo, cavolo, patate, ceci;
- Il lacón gallego, un prosciutto crudo prodotto con i quarti anteriori del maiale;
- Empanada gallega, una torta salata o con pesce o con carne, con peperoni, acciughe, pomodori e cipolle.
- Percebes, un particolarissimo crostaceo comunemente chiamato“unghia di drago”, diffuso in particolare nella Costa della Morte a La Coruña.
- Arroz con bogavante, ovvero riso all’astice blu.
Tra i dolci di entrambe le regioni emerge l’utilizzo delle mandorle, usate in Asturias per i carbayones, cioè delle sfogliatine, e in Galicia per la Tarta de Santiago, una semplice crostata.
E infine il sidro nelle Asturias e la grappa Orujo in Galicia.
Cosa vedere sul Cammino Primitivo
Il Cammino Primitivo, contraddistinto da un tracciato montagnoso e boschivo, non attraversa grandi città ma piccoli pueblos e cittadine, probabilmente ricalcando l’antica calzada romana che da Lucus Augusti ( Lugo) portava a Lucus Asturum ( Lugo de Llanera).
A parte Melide, città viva, moderna e punto di congiunzione col Cammino Francese, e Santiago de Compostela, la nostra meta, la città più grande e importante è Oviedo.
Oviedo
Capitale del Reino de Asturias all’epoca della scoperta del sepolcro di San Giacomo, Oviedo fu la città da cui il re Alfonso II El Casto partì alla volta di Santiago, per il primo pellegrinaggio jacobeo della storia. La piazza che ospita la Cattedrale di San Salvador, meta dell’omonimo Cammino del Salvador, porta infatti il nome di Alfonso II, e coi suoi palazzi signorili rappresenta ancora oggi il punto di inizio del Cammino Primitivo.
Città pulita e ordinata, è ricca di suggestivi scorci cittadini: tra le vie del centro decine di statue di bronzo contraddistinguono una città famosa più per le sue sidrerie e i negozi d’artigianato che per movida e vita notturna. Sede di un ricco museo d’arte, che vanta nomi della levatura di Dalì, Picasso o Goya, Oviedo ospita ogni anno il Premio Princesa de Asturias, il più alto riconoscimento di tutta la Spagna.
La religione occupa in città un posto di primo piano. Le reliquie contenute nella Camara Santa della Cattedrale, tra cui il Sudario di Cristo e la Cruz de la Victoria, attraggono migliaia di visitatori e pellegrini. Tra le tante chiese spicca per la sua bellezza Santa Maria del Naranco, un edificio considerato unico al mondo e posto proprio sul Monte Naranco. Purtroppo non si trova lungo il cammino quindi, per visitarlo, è necessario farlo prima di partire.
Da Oviedo a Salas
Come Oviedo, anche i successivi luoghi che attraversiamo hanno un forte legame col Cammino e la sua storia. Il ponte di Peñaflor, ad esempio, sopravvissuto a secoli di erosione, è l’unica costruzione ancora in piedi di un ampio complesso che in origine era costituito da albergue e cappella, fatto costruire nel 1144 da Alfonso VII. Questo ponte diede ai pellegrini l’opportunità di attraversare il río Nalòn in sicurezza, e ciò permise che questo tratto di Cammino venisse preferito ad altri.
In quel momento nacque il paese di Grado così come lo conosciamo oggi. Il Cammino fu decisivo per il suo sviluppo economico e commerciale e influì sulla sua struttura urbanistica: una via di comunicazione principale e gli edifici che la circondano.
Di carattere medievale è invece il piccolo borgo diSalas, che ha, a Cornellana, un antico monastero dedicato a San Salvador: fondato nel 1024 da Cristina, la figlia del re leonese Bermudo II, viene un secolo più tardi ceduto al potente ordine di Cluny, che fino al XIV secolo ne farà un esempio di priorato rivoluzionario e indipendente dalla monarchia.
Lugo e Melide
Una volta attraversata la grande diga di Elbalse de Salime, entriamo in Galicia dal passo di O Acebo. Oltrepassata Fonsagrada siamo a Lugo, l’antica Lucus Augusti. Luogo di sosta fin dall’epoca romana, è una delle più storiche città del territorio galiziano.
Le mura che l’avvolgono risalgono al III secolo, erette per prevenire l’attacco di tribù barbare provenienti da nord. Occupata dai musulmani nel 714, Lugo viene liberata nel 740 e subito ripopolata su ordine di Alfonso I, il re che aveva scacciato gli arabi dalla Galizia e che l’aveva annessa al regno delle Asturie.
Pochi chilometri e siamo a Melide, sull’affollato Cammino Francese. La differenza col più solitario Cammino Primitivo non può non notarsi, ma i paesaggi, sebbene più pianeggianti, rimangono nella bellezza inalterati. Santiago è vicina e la voglia di arrivare chiama sempre più forte.PrecedenteVia Spluga tra Italia e SvizzeraVia del Sale, o Via del Mare da Varzi a PortofinoSuccessivo
Feste e Folklore sul Cammino Primitivo
La Semana Santa è di certo una delle feste più sentite in Spagna.
A Oviedo ricopre la stessa importanza la festa di San Matteo, che tra il 14-21 settembre vede balli, concerti, bancarelle, fuochi d’artificio. La sua eccezionalità è che in questi giorni i pellegrini che compiranno il Cammino di San Salvador e varcheranno le porte della Cattedrale potranno ottenere l’indulgenza plenaria senza che sia stato istituito l’Anno Santo.
Oltre alle feste di carattere religioso, la Galizia vanta anche una cultura musicale molto ricca. La musica folk e popolare ricorda i suoni irlandesi, retaggio di un incontro passato, e fa largo uso di due strumenti: la Gaita, un tipo di cornamusa, e il Pandereta, una specie di tamburello.
Storia del Cammino Primitivo
Nel 711 infatti gli arabi musulmani, sulla scia di una dirompente avanzata dall’Arabia lungo tutta la costa nordafricana, invasero e conquistarono l’intera penisola, allora visigota, ad eccezione della zona oggi chiamata Asturia, che per la sua particolare posizione geografica era di difficile accesso alle truppe nemiche. Si trovavano infatti protette a nord dall’oceano e a sud dalla Cordigliera Cantabrica, con vette che in prossimità dei Picos de Europa superavano i 2000metri.
Il Regno delle Asturie nasce in seguito alla vittoria, avvenuta nel 722, della leggendaria battaglia di Covadonga, quando secondo la tradizione un condottiero di nome Pelayo guidò alla vittoria le esigue forze asturiane contro un esercito arabo di più di centomila uomini. Le sue gesta fecero di lui il simbolo della Reconquista, che animò gli animi non solo dei contemporanei ma di tutti coloro che nei secoli successivi avrebbero combattuto per una Spagna libera e cristiana.
Nel IX secolo gli arabi sono ancora in Spagna, ma il Regno delle Asturie è diventato più forte e combattivo. Nell’anno 814 è guidato da un re, Alfonso II el Casto. Fu lui che quell’anno, dopo aver ricevuto notizia della scoperta del sepolcro di San Giacomo, raggiunse con la sua guarnigione quelle terre. Un viaggio per rendersi testimone di un fatto miracoloso che avrebbe cambiato le sorti non solo di quel piccolo regno ma di tutta la Spagna, e che avrebbe nei secoli dato vita a uno dei pellegrinaggi più famosi della storia. Nasce così il primo cammino Jacobeo della storia, oggi chiamato Cammino Primitivo.
Il tragitto percorso ricalcava molto probabilmente l’antica calzada romana che da Lucus (Lugo) portava a Lucus Asturum ( Lugo de Llanera). Documenti antichi e studi recenti ci fanno oggi supporre che il percorso attuale riproduca abbastanza fedelmente quello originale.
Cammini di Santiago legati al Cammino Primitivo
- Cammino di San Salvador – Oviedo è la tappa finale
- Cammino del Nord – Oviedo è la tappa finale di una variante sul Cammino del Nord che inizia da Casquita.
- Cammino del Nord – La variante da Lugo per Friol del Cammino Primitivo si incrocia col Cammino del Nord a Sobrado dos Monxes.
- Cammino Francese – Allaccio col Cammino Primitivo all’altezza di Melide, Arzúa o Santa Irene a seconda che si scelga di fare o meno la variante.
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