La Via Francigena da Lucca a Siena

Una settimana di cammino tra due delle città d’arte più famose al mondo, Lucca e Siena. Dove la Via Francigena entra nel vivo, tra rievocazioni storiche e natura.

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Via Francigena Lucca Siena

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  • Partenza: Lucca
  • Lunghezza: 135 km
  • Difficoltà: T/Escursionstica
  • N.Tappe: 6

In questa settimana di cammino la Via Francigena si snoda su uno dei tratti più caratteristici della Toscana. Lungo 135km, viene diviso in 6 tappe.

La partenza e l’arrivo avvengono in due delle città d’arte più in voga per il turismo artistico e storico, Lucca e Siena. Questo non deve scoraggiare perché anche chi cammina vi riesce a trovare la propria dimensione. In mezzo un percorso che si snoda tra sentieri e selciati originali dei tempi dei romani, paesi che mantengono ancora viva la loro anima medievale come San Gimignano e piccole realtà che la Via ha fatto rinascere.

Dopo una prima parte molto urbanizzata e su asfalto, si inizia a respirare la tipica atmosfera toscana, con colline verdi in primavera e dorate in estate. Campi coltivati a grano si alternano alle vigne di vini pregiati. Non mancano poi i boschi di querce, lecci e castagno che rinfrescano nella calda stagione, ma che diventano umidi e fangosi in caso di pioggia.

Lungo la strada si incontrano vecchie badie e pievi che raccontano la storia di chi viveva questi luoghi assistendo i viandanti del passato, ricche di testimonianze che riportano il pellegrino odierno indietro nel tempo.

Questa è una delle parti più percorse della Via Francigena, infatti non sarà difficile fare incontri lungo il cammino e crearsi nuove amicizie. Le ospitalità sono numerose, a conferma della grande organizzazione toscana quando si parla di turismo.

Vuoi partire da Siena e raggiungere Roma? Leggi l’articolo della Via Francigena da Siena a Roma.

Ti sei perso un pezzo? Leggi l’articolo della Via Francigena dal Passo della Cisa a Lucca.

Difficoltà lungo il percorso

Come nel tratto precedente dal Passo della Cisa a Lucca, anche sulla Via Francigena da Lucca a Siena la principale difficoltà che si può incontrare sul percorso è data dal continuo saliscendi e dalla tappe, quasi obbligate, che dipendono dalla distribuzione delle ospitalità. In alcune sarà bene partire con una buona scorta d’acqua e del cibo per il pranzo, in quanto non si incontreranno centri abitati sul percorso.

La segnaletica è perfetta e non rappresenta un problema, non risultano infatti casi di pellegrini persi in questo tratto. Asfalto e sentieri si alternano senza mai appesantire le gambe, così la strada scorre veloce e non stanca mai l’occhio.

Dove Dormire

In questa parte di via Francigena risiedono delle storiche associazioni di ospedalieri come quella degli Ospitalieri di Altopascio, che in passato gestivano numerosi ospitali lungo tutto il tratto toscano della via.

Oggi si sta sviluppando una grande reste di “accoglienze povere” che permette di intraprendere il cammino senza spendere molto. Rinunciando a determinati comfort, si può ad esempio dormire in camerate comuni per circa 15-20€, quando non addirittura donativo.

C’è anche la possibilità di dormire nei classici alberghi, b&b o affittacamere con una media di 50-60€ a camera, così da vedersi garantiti comfort, tranquillità e riservatezza.

Cosa Mangiare

Come in tutta la Via Francigena, anche in questo tratto da Lucca a Siena l’area attraversata è urbanizzata quindi non si fa fatica a trovare dei negozi di alimentari, forni o piccoli supermarket dove è possibile fare rifornimento per mangiare durante la giornata.

Per la cena ci si può sempre appoggiare a piccoli ristoranti, taverne, pizzerie che si trovano nei paesi dove si andrà a sostare. Le specialità di questa zona della toscana sono molte, soprattutto piatti a base di carne di Cinghiale, come il cinghiale in umido o le pappardelle al ragù di cinghiale.

Da segnalare anche i crostini toscani conditi con fegatini, capperi e acciughe; i diversi tipi di pecorino senese famosi in tutta l’Italia; il prosciutto crudo toscano dal sapore molto sapido che si accosta perfettamente al pane senza sale caratteristico di questa regione.

Tra i dolci non si può non nominare il panforte, in passato tipico del periodo natalizio, oggi invece si può trovare tutto l’anno.

Tappe della Via Francigena da Lucca a Siena

Lucca —> Altopascio 18 km

Altopascio —> San Miniato 29 km

San Miniato —> Gambassi Terme 24 km

Si parte da Lucca uscendo dalla porta medievale di San Gervasio e in seguito si supera anche l’ottocentesca Porta Elisa. La giornata si svolge lungo la piana bonificata del Serchio, dove una volta le paludi rendevano difficoltoso il cammino. Si prosegue su strade secondarie che portano a Capannori e attraversano una lunga zona industriale fino ad arrivare a Porcari.

Dopo una visita alla bellissima chiesa che domina il paese dall’alto, il percorso insiste su strada asfaltata poco trafficata per pochi chilometri. Si abbandona l’asfalto e si prende una strada sterrata che tra campi arriva alla badia di Pozzeveri del XII secolo.

In un’ora di cammino si giunge quindi ad Altopascio, sotto la torre campanaria dell’ospitale e della chiesa di San Jacopo, destinazione finale della giornata.

Il secondo giorno di cammino scorre veloce. Il percorso diventa piacevole prima su un selciato di origine romana che porta a Galleno e poi nei boschi delle Cerbaie. Si giunge a Ponte a Cappiano accolti da un magnifico ponte coperto dell’età medicea, attraversato il quale si segue l’argine del canale fino ad entrare a Fucecchio. Qui si può sostare per una pausa pranzo e scattare foto dal belvedere del centro storico affacciato sulla Valdarno. Questo è il secondo fiume importante che la Via Francigena attraversa, dopo il Po.

Superato il ponte, si cammina tenendolo sulla sinistra per un chilometro per tornare su strada asfaltata fino a San Miniato basso e poi salire a San Miniato alto dove si sosta per la notte. Nella bella stagione si può godere di un panorama che spazia sui colli toscani e vedere parte del percorso fatto durante l’intera giornata.

La tappa che va da San Miniato a Gambassi Terme è una delle più belle di tutto l’itinerario italiano della Via Francigena. 

 

É completamente immersa nella natura tra boschi e vigneti. Non si incontrano paesi, quindi è bene partire con acqua e cibo per tutta la giornata. Si lascia la Valdarno e si entra in Valdelsa, in principio camminando su larghe strade bianche e poi su sentieri tra i colli, che con i loro colori riempiono l’anima del pellegrino.

In questo tracciato Sigerico ci trascorse due notti tanto riconobbe la bellezza che lo circondava. Circa a metà giornata si incontra la Pieve di Coiano del XII secolo e si continua su strade bianche percorse dai trattori che lavorano le vigne.

In settembre non è difficile assistere al momento della raccolta dell’uva, molto caratteristico e suggestivo. Si giunge infine su una strada asfaltata e si cammina sulla banchina laterale messa in sicurezza appositamente per i pellegrini fino alla Pieve di Santa Maria in Chianni e poi a Gambassi Terme.

Gambassi Terme —> San Gimignano 13,5 km

San Gimignano —> Monteriggioni 31  km

Monteriggioni —> Siena 20 km

La tappa da Gambassi Terme a San Gimignano è la più corta dell’intera Via Francigena. Affronta dislivelli di media difficoltà, ma non deve destare alcuna preoccupazione in quanto è possibile fare numerose soste lungo il cammino. Anche qui si parte su una lunga strada bianca tra i poderi e i vigneti, talvolta in mezzo ai classici cipressi toscani, tanto che sembra di essere in una cartolina.

Si arriva a La Piazzetta, inizia la strada asfaltata e si passa dal Santuario di Pancole dove si può visitare un presepe a grandezza naturale allestito tutto l’anno. In seguito inizia la salita sino alla Pieve di Cellule del X secolo, che restaurata di recente merita una visita. Da qui si iniziano già a vedere le torri di San Gimignano diventare sempre più grandi pian piano che ci si avvicina.

Si entra nel bellissimo paese medievale da porta San Matteo, quindi nella centrale piazza del Duomo. Essendo la tappa corta, si ha modo di visitare bene il paese, gustare un bicchiere di vino o mangiare un gelato. In estate il flusso di turisti è molto alto, ma questo non deve scoraggiare perché San Gimignano da solo vale lo sforzo della giornata.

Si parte lasciandosi alle spalle San Gimignano e le sue torri in uno spettacolo che ha davvero pochi eguali lungo la Via Francigena. La tappa odierna è la più lunga della settimana con modesti dislivelli e una variante per Colle Val d’Elsa che permette di poterla spezzare in due.

Il paesaggio diviene meno domestico e i versanti delle colline, oltre ad essere dipinti con vigneti ed ulivi, si ricoprono anche di freschi boschi di querce. Arrivati ad Aiano si posso scegliere due strade: la prima va verso Badia a Coneo, mentre la seconda come già detto porta a Colle Val d’elsa. Entrambe percorrono strade bianche e strade secondarie dove passano pochissime macchine.

Se si sceglie di fare tutta la tappa in un giorno è consigliato portarsi del cibo, perché i paesini che si vanno ad incontrare non hanno posti dove comprarlo, se non verso la fine della tappa. Il percorso principale quindi, dopo aver passato Badia a Coneo si inerpica per una querceta fino ad incrociare una strada asfaltata a Quartaia.

Da qui una strada poco battuta porta a Gracciano d’Elsa dove si supera il fiume e si raggiunge Pieve a Elsa. Si prosegue su strade bianche fino ad arrivare ad Abbadia Isola, un piccolo nucleo medievale che vale la pena di visitare, prima dell’ultimo tratto che arriva fino alla porte medievali Monteriggioni. Per chi non è troppo stanco il panorama dalla cinta muraria medievale della città riesce a lasciare a bocca aperta.

Da Monteriggioni si esce dalla porta Romea, nome che evoca la Via Francigena e la sua importanza per questa città. In breve ci si ritrova su un lungo sterrato che sale nei campi e che mostra i colori tipici del senese: il rossiccio della terra, il verde dei campi e dell’erba che in primavera assume un’intensità molto particolare.

Il paesaggio che circonda il cammino è fatto di casali e castelli. La meraviglia accompagna fino alle porte di Siena, passando per Pian del Lago, che in passato era una palude.  Si risale entrando in un bosco fino a Convento vecchio, dove si prende una strada asfaltata che in pochi passi porta fino alle porte di Siena.

Si entra in città da Porta Camollia e il punto di arrivo della giornata è Piazza del Campo, famosa per il palio, ma per chi cammina la cosa più curiosa da notare è la forma a conchiglia che ricorda il simbolo pellegrino per eccellenza.

Cosa vedere sulla Via Francigena da Lucca a Siena

Capannori – Meritano una segnalazione la chiesa di San Quirico e Giulitta del VII secolo, distrutta  e ricostruita più volte, che conserva ancora la facciata in stile romanico del XII secolo; l’oratorio di San Rocco del 1576; l’ospitale di San Lorenzo che ospitava i pellegrini nel 1436.

Porcari – In epoca medievale questo borgo era di una importanza rilevante, tanto che vi fece sosta anche Sigerico che lo annotò sul proprio manoscritto come Forcri. Documenti dell’anno mille descrivono un castello a protezione della Via Francigena, ma purtroppo oggi ne rimangono solo ruderi.

Badia di San Pietro a Pozzeveri – Questa struttura, oggi desolata, fino al 1408 ricopriva un ruolo importante nella geografia della zona. Intorno all’anno 1000 fu tenuta da un ordine monastico benedettino per 200 anni. Poi dei canonici che seguivano le regole dell’ordine camaldolese la tennero in attività per ulteriori 200 anni.

Dal 2011 l’area archeologica intorno all’antica chiesa abbaziale è diventata la sede delle lezioni e delle esercitazioni pratiche del Master in Bioarcheologia, Paleopatologia ed Antropologia Forense che grazie a degli scavi ha riportato l’attenzione su un piccolo tesoro italiano.

Altopascio – Questo è il paese dell’accoglienza per eccellenza. Fin dall’XI secolo vi è uno degli ospitali più conosciuti della Via Francigena: la Domus ospitali Sancti Jacobi de Altopassu. Gestito dai monaci ospedalieri che in seguito generarono l’ordine degli ospedalieri del Tau, vi trovavano riparo i pellegrini diretti verso Roma o verso Santiago.

Con il passare degli anni questo ordine iniziò a gestire diversi ospitali lungo le rotte di pellegrinaggio europee, ma nel 1459 venne soppresso. Nonostante ciò l’ospitale continuò a funzionare fino al 1780, prestando lo stesso servizio iniziato con i monaci, e il modello di ospitalità fu riconosciuto fino all’era moderna.

Il centro storico del paese conserva ancora oggi il nucleo medievale della magione, la chiesa di San Jacopo del XII secolo, il chiostro duecentesco e la torre campanaria merlata con la campana della “Smarrita” che veniva suonata al tramonto per guidare i pellegrini dispersi nelle nebbie dei paduli (le zone paludose bonificate) e nelle Cerbaie.

Ponte a Cappiano – Di questo ponte si hanno notizie che risalgono al medioevo, essendo uno dei tratti obbligati per il passaggio sul canale dell’Usciana. Persino Sigerico lo cita nel suo manoscritto. Distrutto nel 1325 in un conflitto tra fiorentini e lucchesi, venne fatto ricostruire e fortificare da Cosimo I de Medici nel 1550.

In passato comprendeva il forte, un mulino, una ferriera, una pescaia e il centro amministrativo di una grande fattoria. Oggi in una delle torri vi ha sede un ostello.

Fucecchio – Fin dal X secolo questo paese ricopriva un importante nodo viario sulla Via Francigena. Fu fondato appositamente dai conti Cadolingi per essere di controllo sul guardo dell’Arno. Della fortezza di un tempo resta solo la Torre grossa, che domina il parco Corsini, e le altre fortificazioni costruite dai fiorentini nel XIV secolo.

San Miniato – Il nucleo originario della città risale all’VIII secolo, quando i longobardi vi edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. Nel 1218 Federico II di Svevia vi costruì il suo castello a controllo di tre vie differenti: la Via Francigena, la Via Pisana e il corso dell’Arno. Da segnalare vi sono anche l’antica pieve di Santa Maria del 1100 e il convento di san Francesco del XIII secolo.

Pieve di Coiano – Viene citata da Sigerico nel suo manoscritto come Sce Peter Currant. Dedicata ai santi Pietro e Paolo, la facciata conserva elementi romanici del XII secolo in arenaria e laterizio. Dal 2016 è iniziato un lento restauro mirata al completo recupero di questa struttura storica.

Piene di Santa Maria a Chianni – Anche qui Sigerico sostò e la nominò nel suo itinerario col nome di Sce Maria Glan. La pieve fu ricostruita più volte e l’edificio in arenaria risale al XII secolo. I restauri del XIX secolo hanno ridato alla struttura la semplicità dello stile romanico. Oggi ospita un ostello per i pellegrini.

Gambassi Terme – Sorge su un colle, abitato in antichità dagli etruschi poi dai Romani. Si hanno notizie certe dell’esistenza dal 1037 quando il castello di Gambassi diviene proprietà dei vescovi di Volterra. Fu contesa a lungo da Volterra e da San Gimignano, ma nel 1294 venne annessa dal contado di Firenze. Vi si trovano delle terme che sfruttano una sorgente di acque salso-bromo-iodiche, molto allettanti per chi vuole avere una sosta di totale relax lungo il cammino.

San Gimignano – E’ uno dei paesi interni della Toscana più visitato e conosciuto e non ha bisogno di presentazioni. Il suo centro storico medievale con le molte torri è splendidamente mantenuto, cristallizzato nell’assetto umanistico del XIII secolo.

Il primo borgo si sviluppò nel X secolo sulla direttrice collinare della Via Francigena tra la Val d’Elsa e la Val d’Egola, come testimoniato da Sigerico che vi sostò e lo segnò sul suo itinerario come Sce Gemiane. Le prima mura di cinta risalgono al 998 ed erano raggiunte, oltre che dalla Via Francigena, anche da due strade che venivano da Pisa e dalla costa.

L’essere al centro di queste vie fece la sua fortuna, i commerci dei prodotti locali come lo zafferano e la vernaccia completarono l’opera. Si sviluppò così un’aristocrazia mercantile e finanziaria che diede il via alla trasformazione del borgo con la costruzione delle torri. Si arrivò ad averne più di 70. Oggi purtroppo ne restano solo 15.

Nel XII secolo divenne un comune libero ed iniziò la sua espansione lungo la Via Francigena, e infatti oggi si possono vedere i resti di due ospitali, quello di San Jacopo al Tempo (templari) e di San Giovanni e San Bartolo, che mostrano negli architravi dei portali la croce gerosolimitana.

Nel XIII secolo la città subì un periodo di decadenza dovuto al trasferimento a fondovalle del tracciato della Via Francigena e alla peste nera; finì così nell’orbita fiorentina assumendo un’importanza marginale che però le ha permesso di arrivare ai nostri giorni intatta. Da segnalare la collegiata di Santa Maria Assunta con i suoi affreschi e la Rocca di Montestaffoli eretta dai fiorentini nel XIV secolo.

Badia a Coneo – L’antica abbazia benedettina del XII secolo conserva ancora il fascino delle chiese romaniche. La chiesa a navata unica è splendida nella sua semplicità.

Abbadia a Isola – Il nome deve la sua origine alla presenza di un vasto bacino palustre che circondava la struttura in epoca medievale. Fu una delle tappe di Sigerico, segnata con il nome di Burgenove. Ma al suo passaggio nel 994 l’abbazia non esisteva ancora, infatti fu fatta costruire dalla contessa Ava di staggia e dedicata ai santi Salvatore e Cirino. Oggi come in passato vi è stato istituito un ospitale.

Monteriggioni – Le torri della cinta muraria, conservate come erano in origine, dominano la via Cassia, a controllo della quale i senesi costruirono il castello nel 1203, sul confine con Firenze. Oggi accoglie turisti in ogni periodo dell’anno, proprio per la sua caratteristica di borgo-castello. Al suo interno vi sono poche case tutte allineate su di un’unica via.

Pian del Lago – Oggi si presenta con grandi spazi aperti, coltivato a grano, ma in passato era una zona paludosa ai pedi del Monte Maggio. Fu bonificata dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1777 e fu eretto un obelisco a ricordo dell’intervento, ora visibile presso il podere Ostericcia. Il grande pianoro fu utilizzato anche come aeroporto, ora dismesso.

Siena – Riassumere in poche righe una città come questa è impossibile, occorre per forza tralasciare alcune cose, che però non vuol dire che abbiano meno importanza. Il bellissimo centro storico medievale ha conservato intatti luoghi e memorie della sua storia, merita certamente una visita approfondita.

Da visitare sicuramente ci sono il complesso museale di Santa Maria alla Scala, la cui fondazione risale a prima dell’anno 1000, quando era anche adibito a ospedale per i pellegrini. Piazza del Campo e il palio che vi si tiene sono famosi in tutto il mondo e altrettanto famoso è il Duomo con la facciata gotica e il suo interno.

Merita una segnalazione anche la chiesa di San Domenico dove all’interno si trova il reliquiario di santa Caterina da Siena, compatrona d’Italia insieme a San Francesco d’Assisi.

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Siamo Vincenzo Martone e Deborah Torreggiani, Travel planner, fondatori di Apiediperilmondo e organizziamo viaggi a piedi.

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