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La Via della Lana e della Seta

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Da Bologna a Prato, la Via della Lana e della Seta è un trekking di 130km attraverso l’Appennino tosco-emiliano

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La Via della Lana e della Seta è un itinerario di 130 km che collega le città di Bologna e Prato, rispettivamente nelle regioni di Emilia Romagna e Toscana. Si snoda infatti sulle colline dell’Appennino tosco-emiliano ed è percorribile in 6 giorni. Al pari della Via degli Dei da Bologna a Firenze, la Via della Lana e della Seta è un itinerario escursionistico e dall’impronta naturalistica, perfetto per chi ama la natura e vuole trascorrervi una settimana.

Via della Lana e della Seta: informazioni generali

La Via della Lana e della Seta inizia da Bologna seguendo i canali del Reno, risale l’Appennino seguendo il corso di fiumi come il Setta e arriva a Prato lungo i monti che seguono la valle del Bisenzio. Attraversa parchi, riserve naturali ed aree protette dove non è raro vedere animali selvatici come daini, caprioli, cervi o cinghiali. Numerosi sono i borghi medievali e di importanza storica che si incontrano ogni giorno. La piacevole scoperta di questi luoghi e dei loro abitanti è una delle particolarità di questo cammino.

La prima presenza umana in questi territori risale all’eta del bronzo. In seguito etruschi, romani bizantini e longobardi svilupparono nuclei abitati a testimonianza della ricchezza naturale che da sempre l’Appennino ha saputo offrire. Nella storia più recente questi luoghi sono stati teatro della resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale, infatti molti sono i monumenti lungo il percorso che ricordano i fatti avvenuti.

Negli ultimi anni purtroppo i piccoli borghi si vanno spopolando. Cammini come la Via della Lana e della Seta hanno tra i loro intenti proprio quello di riportare vita in questi luoghi e dare un contributo reale alle economie locali, oltre al permettere a chiunque la scoperta delle bellezze naturali del nostro Bel Paese.

Bologna e Prato sono accomunate, sin dal passato, da un’antica vocazione: l’industria tessile e la lavorazione della lana e della seta. Il denominatore comune di questo viaggio è dunque l’acqua. Il suo utilizzo nel corso degli anni è stato favorito dalla costruzione di importanti strutture che, già dal secolo XII, hanno contribuito allo sviluppo delle economie di queste zone, pensiamo alla Chiusa sul fiume Reno e al Cavalciotto. Fu proprio grazie a queste due opere che l’acqua poté entrare nelle città e alimentare la forza motrice dei tanti laboratori artigianali, come gli opifici, le gualchiere (per la lavorazione della lana) e telai.

Difficoltà della Via della Lana e della Seta

La Via della Lana e della Seta è un trekking di difficoltà medio-alta, che possiamo definire E (Escursionistico) in base alla scala della difficoltà escursionistica. Per via dei dislivelli elevati e della natura “solitaria” del percorso, è richiesta una buona preparazione fisica e un pò di dimestichezza col camminare in montagna. Inoltre, anche camminare per più giorni di fila con uno zaino sulle spalle non è uno sforzo da sottovalutare! Andiamo quindi ad approfondire questi elementi di difficoltà.

  • Dislivelli elevati – La difficoltà maggiore della Via della Lana e della Seta è data dai dislivelli elevati. Camminando sugli Appennini il pensiero di molte persone è che, essendo più bassi delle Alpi, non si incontrino grandi salite o discese. Ed è qui che si sbagliano. In totale ci sono da affrontare quasi 9.000m di dislivello totale, distribuiti in egual modo tra positivi e negativi. Divisi sui 6 giorni di trekking diventano quasi 1500m di dislivello al giorno.
  • Trekking di più giorni – Affrontare un simile dislivello per 6 giorni di fila rappresenta un impegno fisico e mentale non indifferente. E ricorda che più il dislivello aumenta, minore è la media chilometrica e quindi maggiore il numero di ore di cammino. Un buon allenamento può certamente fare la differenza e permetterti di affrontare questa Via della Lana e della Seta in modo più sereno.
  • Zaino di 7/8kg – Se sei abituato a farti la scampagnata in montagna di una giornata e portare con te uno zainetto di 3/4kg, che dopo la pausa pranzo si svuota, allora fai attenzione! Percorrere un trekking di più giorni con quei dislivelli e uno zaino di 7/8kg sulle spalle richiede una buona preparazione atletica. Il consiglio è quello di allenarti a portare in montagna, nel corso delle tue escursioni giornaliere, uno zaino più pesante, simile a quello che avresti sulla Via della Lana e della Seta. Oltre a questo, anche la selezione dell’equipaggiamento è importante! Dopotutto, meno lo zaino pesa più facile sarà percorrere senza intoppi questo trekking. Per qualche consiglio in merito leggi l’articolo

Tappe della Via della Lana e della Seta

Le tappe della Via della Lana e della Seta sono 6, ma lungo il percorso vi sono altri piccoli borghi che possono essere utili per spezzarle e quindi per diminuire o aumentare i giorni di percorrenza. I paesi principali sono tutti dotati della stazione dei treni, il che fa sì che il cammino possa essere percorso tutto in una volta o in più week-end.

 

  • Tappa 1 – da Bologna a Sasso Marconi
    • 20 Km  +225m  -160m
  • Tappa 2 – da Sasso Marconi a Grizzana Morandi
    • 27 Km  +1350m  -920m
  • Tappa 3 – da Grizzana Morandi a Castiglione dei Pepoli
    • 22 Km  +910m  -790m
  • Tappa 4 – da Castiglione dei Pepoli a San Quirico di Vernio
    • 20 Km  +565m  -890m
  • Tappa 5 – da San Quirico Di Vernio a Vaiano
    • 21 Km  +660m  – 720m
  • Tappa 6 – da Vaiano a Prato
    • 22 km  +630m  -915m

Segnaletica sulla Via della Lana e della Seta

La Via della Lana e della Seta è stata studiata e disegnata seguendo un dedalo di sentieri del CAI che si snodano per tutto l’Appennino. La segnaletica del percorso è davvero ottima, sia a livello di visibilità che di capillarità. L’unico modo per perdersi è distrarsi, farsi sfuggire qualche freccia e non accorgersi in tempo dell’errore. Per fortuna, puoi aiutarti con le tracce GPS e la guida cartacea del percorso.

Esistono diversi tipi di segnaletica:

  • verticale, con cartelli che indicano la direzione da seguire e contraddistinti dal logo della Via della Lana e della Seta;
  • orizzontale, con pennellate bianco-rosse e la scritta VLS (acronimo del trekking) su rocce, alberi, muretti e altre superfici.

Quando partire per la Via della Lana e della Seta

La Via della Lana e della Seta attraversa un territorio montagnoso e boschivo (siamo in pieno Appennino tosco-emiliano), utilizzando per lo più sentieri e strade sterrate. Considerando quindi il fondo, la latitudine, l’altitudine e le condizioni meteorologiche, possiamo affermare che il periodo migliore per percorrere questo trekking è tra la tarda primavera e il primo autunno.

Tra Novembre e Aprile, le precipitazioni abbondanti e la presenza di boschi e fonti d’acqua rendono i sentieri davvero molto fangosi e impervi. Per questo motivo le scarpe da trekking basse sono sconsigliate. Più pratici invece sono gli scarponcini alti e rigorosamente impermeabili.

Le temperature, anche se basse, non sono un problema, è sufficiente portare con sé un abbigliamento adeguato e il gioco è fatto.

Tra Maggio e Ottobre, le basse precipitazione e l’aumento delle temperature sono un grande aiuto per l’escursionista intenzionato a percorrere la Via della Lana e della Seta. E non temere il caldo! I boschi ti ripareranno dal sole e ti restituiranno un pò di refrigerio.

Dove dormire sulla Via della Lana e della Seta

La Via della Lana e della Seta corre per 130km lungo l’Appennino tosco-emiliano dalla città di Bologna a quella di Prato ( e viceversa). Nonostante le zone possano sembrare a una prima occhiata remote, il percorso tocca molti paesi, tutti con diverse soluzioni per la notte. Escludendo Bologna e Prato, dove c’è ogni tipo di struttura ricettiva, lungo il percorso la varietà non è molta e serve un minimo di spirito di adattamento.

Sulla Via della Lana e della Seta non ci sono ostelli, come per esempio sul Cammino di Santiago o la Via Francigena. Si possono però trovare piccoli alberghi o B&B dove trascorrere la notte. Sono dotati di tutte le tipologie di stanze e di ogni confort. Alcuni di questi sono convenzionati con il percorso e il loro costo si aggira intorno ai 20-25 € a notte a persona.

Credenziale della Via della Lana e della Seta

Come ormai accade su ogni cammino, anche la Via della Lana e della Seta hanno una loro credenziale. Si tratta di un libricino a fisarmonica su cui devi inserire i tuoi dati personali e, via via che cammini, i timbri dei paesi che attraversi.

Con minimo 6 località e altrettanti timbri è possibile richiedere, presso l’ufficio del turismo di Bologna, Sasso Marconi e Prato, un gadget del cammino, come ad esempio un portachiavi o un braccialetto del cammino. 

Cosa mangiare sulla Via della Lana e della Seta

Camminando sull’Appennino tosco-emiliano trovano diverse specialità da assaggiare. La prima di queste è la pasta: che si tratti di tagliatelle o di tortelli, non può mancare nei menù dei ristoranti e nei nostri piatti. Un’altra specialità tra i primi piatti è data dalle crescentine e dalle zampanelle, una sorta di tigelle (le prime) e crêpes sottili e croccanti (le seconde), farcite di salumi o formaggi della zona.

Molto apprezzate sono anche le carni di selvaggina che si possono gustare appena si entra in ambiente montano: cinghiale, cervo o capriolo potranno deliziare il palato. Tra i dolci non si possono non citare gli zuccherini montanari, delle piccole ciambelle zuccherate all’anice.

Le tappe della Via della Lana e della Seta in dettaglio

Tappa 1 – da Bologna a Sasso Marconi

Il primo giorno della Via della Lana e della Seta è quasi tutto su asfalto. Si parte da Piazza Maggiore e si segue un tracciato tra le vie cittadine che ricalca e accompagna il Canale delle Moline fino all’uscita dal centro presso il Torrione della Grada.

Dopo poche centinaia di metri si prende una ciclabile che, costeggiando il canale, porta fino al parco dell’Oasi Fluviale del Prato Piccolo. Da qui si può ammirare l’imponente struttura della Chiusa sul fiume Reno dalla quale si stacca il canale che distribuisce le acque del fiume in città.

Si ritorna indietro per pochi passi per entrare nel Parco della Chiusa e si segue il sentiero CAI 112 tra gli alberi, che per un lungo tratto corrisponde anche alla Via degli Dei (il trekking che Bologna conduce a Firenze). Superato il Reno su di un ponte di ferro, si passa da una zona industriale fino ad arrivare a Palazzo de’ Rossi. Si continua su strade secondarie con pochissimo traffico e si passa nuovamente il Reno sul ponte di Vizzano. Superato l’omonimo borgo ci si ricongiunge con la Via degli Dei per il tratto che infine entra a Sasso Marconi.

Tappa 2 – da Sasso Marconi a Grizzana Morandi

Il secondo giorno si lascia Sasso Marconi e si incomincia a salire. Si passa dal paese di Sirano per prendere la strada che sale il versante nord del monte Baco e raggiungere San Silvestro. Da qui la strada, finora asfaltata, diventa una carrareccia di ghiaia che sale sulla modesta cima del Monte Santa Barbara.

Seguendo i segnavi del sentiero CAI 100 si giunge dunque a località Nuvoleto e si entra nel Parco Storico di Monte Sole, un luogo purtroppo famoso per gli eccidi che i tedeschi fecero durante la seconda guerra mondiale. Uno splendido sentiero guida nel parco fino alla cima del Monte Sole per poi ridiscendere fino ad un grande prato dove non è raro incontrare animali selvatici quali daini o caprioli.

Si riprende su strada asfaltata in direzione Grizzana Morandi, passando per la Scuola di Pace di Monte Sole e il monumento a Don Giovanni Fornasini, (un prete assassinato nel 1945), per poi imboccare un sentiero che conduce fino alla cima del Monte Salvaro (826 m), il punto più alto della giornata.

Seguendo sempre il sentiero CAI n.100 si prosegue verso il Monte Pezza lungo un tracciato panoramico su fondo roccioso, incontrando Ca’ la Fame e Ca’ la Sete, a testimonianza delle difficoltà della vita di una volta in queste zone. Si scende quindi su strada asfaltata e si entra a Grizzana Morandi punto finale della tappa odierna.

Tappa 3 – da Grizzana Morandi a Castiglione dei Popoli

La terza tappa della Via della Lana e della Seta è il giorno in cui si affrontano i dislivelli maggiori. Si esce da Grizzana Morandi su strade secondarie e si sale fino al bivio che porta al piccolo paese di Stanco. Poi si entra in un bellissimo bosco di castagni per sbucare su strada asfaltata a Collina, un grazioso borgo di origine medievale tipico dell’Appennino dove sono stati rinvenuti dei reperti etruschi ora custoditi al Museo civico Archeologico di Bologna.

Si risale poi il crinale lungo una strada di ghiaia per oltrepassarlo e scendere tra sterrate. A località Torlaia si lascia il sentiero CAI 100 e si imbocca il sentiero 039 che conduce fino a Burzanella. Qui durante la seconda guerra mondiale ci fu un altro eccidio: sei civili vennero fucilati ingiustamente dalle SS. Ancora oggi, ogni 27 Settembre, si tiene una commemorazione.

Superato il paese si sale e si imbocca la parte sterrata seguendo sempre i segnavia dello 039 aggirando il Monte Vigese e salendo in mezzo al bosco fino alla cima del monte Fontanavidola. Qui si prende il sentiero 031 che scende tra campi coltivati, fossi e rii per raggiungere il ponte sul torrente Brasimone. Infine una ripida salita su strada asfaltata porta finalmente a Castiglione dei Pepoli.

Tappa 4 – da Castiglione dei Popoli a San Quirico di Vernio

Castiglione dei Popoli rappresenta lo spartiacque della Via della Lana e della Seta. Con l’inizio del quarto giorno, la metà del cammino si trova ormai alle spalle.

Si sale su strada asfaltata fino a prendere il ripido sentiero CAI 035 che conduce al Rifugio Ranuzzi nel bel mezzo di una verdissima abetaia. Da qui si imbocca il 037 che dolcemente a mezza costa arriva a Rasora, ultimo paese dell’Emilia Romagna. Si passa per il centro del borgo e si prende il 015 in saliscendi nei boschi per entrare in Toscana arrivando a Storaia.

Dopo una breve pausa si prosegue su asfalto fino a Montepiano. Giunti alla chiesa parrocchiale si devia dalla strada principale e si prende una strada che diventa poi una sterrata e sale immergendosi in un bosco di castagni e faggi fino all’imbocco del sentiero CAI 58. Anche qui si cammina a mezza costa, il panorama sulla valle sottostante è davvero mozzafiato. Si giunge infine a Gorandaccio e alla sua Rocca dei Bardi, di origine trecentesca, dove inizia una discesa difficile su asfalto e su sentiero ciottolato fino al centro di Vernio.

Tappa 5 – da San Quirico Di Vernio a Vaiano

Il quinto giorno si inizia ad affrontare il massiccio dei Monti della Calvana sui quali si camminerà fino all’ultimo chilometro in vista della destinazione finale. Lasciata Vernio su una strada asfalta in salita prendiamo il sentiero CAI 60, che porta al casale Cotone, superato il quale si cammina per gli ampi prati della località Le Soda, un’antica fattoria ormai abbandonata.

Si segue quindi il sentiero 20 scavato dai trattori arrivando a Poggio Cupola e poi Poggio della Dogana, un valico di collegamento tra Mugello e Bisenzio. Dalla sella si entra nel bosco fino a giungere a Montecuccoli, un gruppo di case posto su un altro valico tra le due valli toscane. Si continua sul sentiero 20 in direzione del Monte Maggiore, che si raggiungerà il giorno seguente.

Dapprima si sale su uno stretto sentiero che diventa una larga carrareccia su ampi prati ,costeggiati da una grande pineta di rimboschimento. Qui è possibile incontrare i primi branchi di cavalli allo stato brado. Si arriva quindi sul Monte Prataccio e dopo poche centinaia di metri si incrocia il sentiero 46a che scende sulla destra e conduce tra una vegetazione fitta fino a Sofignano, di fronte alla chiesa parrocchiale del piccolo paese, dove si interrompe.

Si continua a scendere su ghiaia e poi su un sentiero collinare tra i terrazzamenti coltivati a ulivi arrivando così a Vaiano, destinazione finale della giornata.

Tappa 6 – da Vaiano a Prato

L’ultimo giorno della Via della Lana e della Seta vola letteralmente. Una volta raggiunto Monte Maggiore, si gode di panorami su tutta la piana dove sorge Prato e la valle del fiume Bisenzio. Per rispettare la tradizione dei giorni precedenti si sale su strada asfaltata lasciando Vaiano in direzione Villa San Gaudenzio e poi Collisassi. Si prende quindi uno stretto sentiero in salita, tra rocce e arbusti montani che conduce fino a Poggio della Croce dove si incontra nuovamente il sentiero CAI 20.

La salita ora si addolcisce, si cammina tra grandi prati delimitati da boschi restando sempre sul crinale. Superata una grande pozza d’acqua, dove si possono trovare altri branchi di cavalli che si abbeverano, si sale fino alla vetta del Monte Maggiore, la cima più elevata di tutta la Calvana. I grandi prati che circondano questa dolce sommità durante la primavera si riempiono dei fiori caratteristici dell’Appennino, come ad esempio orchidee spontanee e narcisi.

Inizia finalmente la discesa verso Prato, dapprima su un largo sentiero roccioso poi su una bellissima carrareccia, dove non è raro incrociare i bianchi mantelli della “calvana” (una razza bovina autoctona toscana). All’incrocio con il sentiero CAI 42, si abbandona il 20 e si prosegue verso Valimbona dove un Memoriale ricorda la grande battaglia che ci fu tra il gruppo partigiano dei “Lupi Neri” e reparti della Milizia Fascista.

Superato il gruppo di case si arriva ad un quadrivio chiamato Crocicchio e si imbocca il sentiero 40, che costeggiando il Rio Buti conduce fino a valle e all’imbocco della ciclabile che porta a Prato. Appena giunti sul fondovalle non si può non notare il Cavalciotto di Santa Lucia: grande opera idraulica che ha fornito alla città di Prato le acque utilizzate come forza motrice per muovere opifici, mulini, gualchiere e produrre tessuti, tra i quali la lana, che hanno reso famosa nel mondo l’industria tessile pratese.

Arrivati in città si costeggia il Bisenzio per un lungo tratto e si entra da Porta Mercatale, si attraversa la piazza antistante e e si imbocca via Garibaldi, arrivando così fino a Piazza Duomo, meta di questo breve ma interessantissimo trekking.

Dave Toad

Dave Toad

Walker - Blogger - Writer - Quando posso, zaino in spalla e sono sempre in giro. Vie Francigene, Giappone, Nepal e Marocco le mie ultime mete. Amo la natura e perdermi in essa per ritrovare me stesso ogni volta che ne sento il bisogno. Attratto dal lato divino e spirituale di ogni cultura. Sempre alla ricerca

Una risposta

  1. Buongiorno, non sono allenata come una volta….ma chi lo sa!
    È bello crederci ancora…è bello leggervi!!! Buon cammino a tutti. Alessandra

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