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Trekking in Cina

Oltre le sfavillanti metropoli e le fabbriche, la Cina offre uniche occasioni per entrare in contatto con la Natura e con una versione più autentica del Paese di Mezz

La Cina è un paese enorme e molto variegato. Si passa dalla costa orientale, dove si trovano molte delle più importanti città, alle catene montuose del centro e dell’ovest, ai deserti del nord, alle foreste tropicali del sud-ovest. Ce ne è per tutti i gusti. Un viaggio in Cina non è completo se non ci si addentra e non si incontrano alcune delle decine di minoranze etniche che compongono il popolo cinese. Molte di queste abitano zone che presentano caratteristiche ambientali irripetibili e di grande interesse, destinazioni ideali per trekking unici. Un modo come un altro per arricchire il vostro viaggio e scoprire così la Cina più autentica.

Le opzioni di trekking in Cina, nel Paese di Mezzo come la chiamano i cinesi, sono molte e diverse tra loro. Non resta che individuare l’opzione che più ci interessa e che meglio si inserisce nel nostro programma di viaggio.

Tra le mete più interessanti, le Cinque Grandi Montagne rappresentano un mix di natura e cultura locale. Erano le più importanti, quelle dove gli imperatori andavano in pellegrinaggio. Insomma, una garanzia. La lista comprende: Tai Shan (Shandong), Hua Shan (Shaanxi), Heng Shan (Hunan), Heng Shan (Shanxi), Song Shan (Henan).

Esistono poi altre “classifiche”, legate soprattutto al taoismo e al buddhismo. Oltre a queste località, ci sono alcune regioni che si prestano più di altre ad essere esplorate anche a piedi: il Sichuan, lo Yunnan e il Tibet.

Alcune località hanno ottenuto negli ultimi decenni il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Molte sono diventate oggetto di parchi naturali protetti, ben organizzati e molto frequentati durante le festività locali. Uomo avvisato…

Trekking in Cina a bassa difficoltà

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Qui di seguito alcune tra le mete più adatte a trekking a bassa difficoltà, normalmente esauribili in un paio di giorni e facilmente raggiungibili. Tra parentesi trovate la provincia di appartenenza (attenzione agli omonimi!).

  • Huang Shan (Anhui): la Montagna Gialla è una delle destinazioni più famose della Cina (e la folla che la invade ne è la prova!). E’ Patrimonio dell’Umanità dal 1990. Il percorso fino alla cima può essere impegnativo, soprattutto se si devono superare migliaia di persone (normalmente non molto preparare o attrezzate) ma l’esperienza sarà comunque molto gratificante. Huang Shan è composto da 36 blocchi di granito che raggiungono i 1800 mslm e l’effetto, soprattutto quando sale la nebbia, è garantito. L’omonima città si può raggiungere facilmente via treno veloce oppure via aereo;
  • Provincia dello Jiangxi:
    • Wuyuan: Wuyuan è una zona rurale molto bella situata non lontano da Shanghai e raggiungibile con il treno ad alta velocità. E’ quindi una soluzione pratica per chi viaggia in questa parte della Cina e non vuole perdere troppo tempo con gli spostamenti. Essendo facile da raggiungere, è anche molto frequentata ma raramente i turisti locali si avventurano a piedi tra i villaggi quindi una volta usciti dalle località principali dovreste trovare più tranquillità;
    • Sanqing Shan: il Parco Nazionale di Sanqing Shan si trova in una zona montagnosa 150 km a sud-est di Jingdezhen, capitale della porcellana cinese. E’ Patrimonio dell’Umanità dal 2008. Offre diverse opzioni di percorsi punteggiati da templi taoisti e piante di rododendro. La montagna raggiunge i 1817 mslm e dai due ingressi si può scegliere di prendere una funivia per raggiungere la zona più alta, dove sono disponibili alcune opzioni di pernottamento. Per raggiungere il parco, la stazione del treno più vicina è Yu Shan;

  • Wuyi Shan (Fujian): Wuyi Shan è una località famosa in Cina per la produzione di rock tea, un tipo di tè semi fermentato tra i più pregiati. La zona, Patrimonio dell’UNESCO dal 1999, è diventata negli ultimi anni una destinazione preferita dal turismo locale e quindi è ben attrezzata e facile da raggiungere con l’alta velocità e con l’aereo. Offre piacevoli percorsi di trekking tra rilievi e campi di tè immersi nel verde. E’ accessibile tutto l’anno ma è particolarmente piacevole in primavera e in autunno, mentre d’estate può essere eccessivamente caldo, piovoso e umido;
  • Tai Shan (Shandong): Tai Shan è un monte sacro taoista ed è compreso nella lista delle Cinque Grandi Montagne prima menzionata. E’ facilmente raggiungibile dalla città di Tai’an (dotata di stazione alta velocità). Patrimonio dell’Umanità dal 1987, l’ascesa consiste in una scalinata che copre un dislivello di 1300 m. Trattandosi di una destinazione molto famosa in Cina, non bisogna aspettarsi di camminare in solitudine, in compenso questo garantisce costante fornitura di acqua e snack lungo il percorso;

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  • Grande Muraglia (Liaoning, Hebei, Tianjin, Bijing, Mongolia interna, Shanxi, Shaanxi, Ningxia, Gansu): visitare la Grande Muraglia, Patrimonio dell’Umanità dal 1987, si può ridurre a una gita di qualche ora da Pechino (soprattutto se scegliete di fermarvi a Badaling) oppure in un’esperienza molto più affascinante con tanto di pernottamento in tenda. Alcune sezioni del camminamento sono più adatte di altre, come da Mutianyu a Jinshaling, oppure da Jinshaling a Simatai e da Gubeikou a Jinshaling. Normalmente la Grande Muraglia è facilmente raggiungibile dalla capitale, ma alcune sezioni sono invece più vicine ad altre città ben servite da treni e aerei, quindi vale la pena valutare caso per caso la via di accesso più pratica;
  • Hua Shan (Shaanxi): Hua Shan è una delle Cinque Grandi Montagne e contemporaneamente anche una montagna sacra taoista; si trova a poca distanza da Xi’an. Raggiunge il 2154 mslm e offre diverse opzioni di trekking, quattro delle quali permettono di accedere alla cima (se 4000 gradini possono sembrarvi pochi…). Sono aperte anche due vie ferrate. Attenzione: i percorsi possono essere pericolosi in alcuni punti perché a strapiombo o comunque poco protetti. Per arrivare a Hua Shan, il mezzo più pratico è il treno veloce da Xi’an (30-45 min.);
  • Campagna intorno a Yangshuo (Guangxi): in una delle zone più amate dai viaggiatori internazionali, Yangshuo si raggiunge con qualche ora di battello da Guilin, percorrendo lo scenografico paesaggio del fiume Li con i suoi tipici rilievi carsici. Yangshuo è immersa nella campagna e offre varie alternative di camminate, tra cui alcuni percorsi lungo il fiume Li (merita in particolare la sezione tra Yangdi e Xingping). Un’altra opzione in zona è camminare tra le risaie a terrazza di Longji, abitate dalle minoranze Yao e Zhuang. Essendo prevalentemente in pianura, è possibile optare anche per la bicicletta.

Trekking in Cina più avventurosi

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Per trekking in Cina più avventurosi e che necessitano di un maggiore grado di preparazione e organizzazione, si può invece raggiungere le regioni più occidentali della Cina. Per intraprendere queste avventure, è indispensabile quasi sempre ingaggiare una guida locale:

  • Yunnan: lo Yunnan, la regione a Sud-Ovest della Cina, è la destinazione ideale per il trekking. Le opzioni sono molte e varie, così come la geografia del territorio e le comunità etniche che lo abitano:
    • Gola del Salto della Tigre: è uno dei canyon più profondi al mondo e può essere percorso a piedi con un trekking di 2 giorni. A differenza di altre destinazioni, è piuttosto attrezzato (troverete indicazioni e opzioni di pernottamento) quindi è relativamente facile da organizzare (avrete comunque bisogno di un’auto che vi porti e vi venga a riprendere, ma potete organizzarla sul posto). Attenzione: se il tempo non è buono può diventare pericoloso, quindi informatevi prima di partire. Il periodo migliore è la primavera (aprile-maggio): prima è troppo freddo e dopo è troppo piovoso;
    • Xishuangbanna: la zona più a sud della provincia confina con la Thailandia e la Birmania ed è caratterizzata da un paesaggio marcatamente tropicale, con tanto di elefanti. E’ raggiungibile in aereo (Jinghong). La conformazione della zona permette di organizzare, con l’aiuto di una guida locale, trekking di più giorni tra i villaggi delle minoranze etniche, un’alternativa molto invitante per sfuggire ai turisti che invadono i resort più rinomati.
  • Sichuan: come lo Yunnan, il Sichuan offre eccellenti destinazioni per trekking, a stretto contatto con la natura e le comunità etniche locali. Data la sua posizione geografica (sul plateau che porta al Tibet), il clima è molto rigido in inverno e quindi è bene organizzarsi per visitare queste zone solamente tra giugno e ottobre.
    • Sigunian Shan: la Montagna delle Quattro Ragazze è poco lontana dalla capitale Chengdu e raggiunge i 6250 mslm. Un percorso molto apprezzato è Rilong County-Changping-Yakou County-Bipenggou (3 giorni circa);
    • Daocheng: valli e montagne innevate per un percorso di circa 3 giorni da Daocheng a Yading, immersi nella natura più selvaggia;
    • Emei Shan: montagna sacra al Buddhismo, il Monte Emei è una famosa destinazione turistica e di pellegrinaggio, decisamente meno selvaggia delle precedenti località della provincia. Dal 1996 è Patrimonio dell’Umanità in combinazione con la vicina statua del Buddha di Leshan, che merita sicuramente una visita. La vetta raggiunge i 3099 mslm. La cima si può raggiungere in due giorni (pernottamento presso i templi) oppure in un giorno solo partendo da più in alto. Attenzione alle scimmie, un po’ troppo furbe da queste parti! Se proprio non ve la sentite di camminare, si può prendere la funivia… La stagione migliore è la tarda primavera;
  • Tibet: il Tibet, altitudine a parte, è il posto ideale per il trekking più avventuroso. Le opzioni sono molte e offrono spettacolari vedute sulla catena montuosa più alta e più mitica, l’Himalaya. E’ opportuno valutare l’opzione più adatta alla propria preparazione con l’aiuto di un’agenzia locale. In generale, è opportuno programmare un viaggio da queste parti tra giugno e ottobre;
  • Diga delle Tre Gole: il paesaggio del fiume Yangze (Fiume Azzurro in italiano) in questa zona è forse il più panoramico di tutto il corso del lungo fiume. La diga qui costruita rappresenta uno dei progetti più controversi a livello mondiale che hanno coinvolto la Cina negli ultimi anni. Si può comunque ancora camminare lungo le pendici ai lati del fiume e le opzioni più comuni sono: da Wushan a Daxi (25 km), da Peishi a Wushan (28 km) e da Sandouping a Xindui (27km). Il periodo migliore va da aprile a novembre;
  • Kanas Lake (Xinjiang): il lago di Kanas è nella parte più settentrionale della Regione Autonoma dello Xinjiang, un mondo a parte rispetto alla Cina più conosciuta. Offre interessanti opzioni di trekking, ma è indispensabile attrezzarsi e organizzarsi con una guida locale (cercane una a Kashgar o a Urumqi) che provveda ai trasporti e al vitto. Inoltre è probabile sia necessario chiedere un permesso speciale per entrare nella zona del lago, non difficile da ottenere ma bisogna farne richiesta in anticipo. Il clima è particolarmente rigido quindi la zona è accessibile solo tra luglio e settembre;
  • Qinghai Lake (Qinghai): il Lago Qinghai, che dà il nome alla vasta regione, è un grande lago salato, il più grande della Cina. Si trova in una zona contigua al Tibet e quindi la cultura prevalente è quella tibetana. Si possono organizzare trekking lungo le sue sponde, l’attrattiva principale saranno gli uccelli che abitano questa zona e le comunità locali. Il periodo migliore è Giugno-Agosto.

Come organizzarsi per un trekking in Cina

Il trekking in Cina non è molto praticato dai locali ma molte delle destinazioni adatte al trekking coincidono con destinazioni del turismo domestico e quindi non avrete problemi a trovare alloggi e servizi per turisti. E’ però raro che in queste destinazioni qualcuno parli inglese quindi, anche per evitare di perdere troppo tempo, l’ideale è chiedere all’agenzia che organizza il vostro viaggio di inserire qualche giorno di trekking in una certa zona, di fornirvi di guida (che conosca il posto!) e di organizzarvi la permanenza. Ci sono agenzie che più di altre sono esperte di trekking, quindi se è questo quello che cercate date precedenza a loro. Nel caso in cui non programmiate di muovervi con un’agenzia per l’intero viaggio, cercate almeno un appoggio affidabile che vi organizzi i giorni di trekking: spesso è più pratico scegliere prima la destinazione e poi contattare un’agenzia locale.

Le destinazioni per il trekking di solito non sono raggiungibili in aereo, quindi conviene arrivare nella città principale più vicina (in aereo o, se possibile, in treno, sempre in orario, pulito e veloce) e da lì organizzarsi.

Alcuni percorsi sono attrezzati con rifugi o templi aperti ai camminatori. In altri casi potete utilizzare un hotel come base e muovervi per camminate di un giorno. L’accesso ai parchi è di solito a pagamento, con la possibilità di acquistare biglietti giornalieri o di più giorni.

Normalmente non avrete problemi di animali o altri pericoli ma in generale tenete un occhio aperto soprattutto per le scimmie (sull’Emei Shan in particolare!).

Il clima varia molto da zona a zona. In generale è bene evitare i mesi invernali (tranne forse per il sud dello Yunnan, dove il clima è sempre mite) e quelli estivi (esageratamente caldo nella Cina orientale, esageratamente piovoso altrove). L’ideale sono i mesi di aprile-maggio e di settembre-ottobre, anche se in questo caso bisogna tenere presente che la prima settimana di ottobre si festeggiano le vacanze nazionali e si rischia di trovare folle immense nei luoghi più o meno conosciuti. Cibo e acqua normalmente non sono un problema, ma sempre meglio informarsi nel dettaglio in base alla destinazione.

Per il resto la Cina è un paese molto sicuro e la popolazione locale tenterà al peggio di vendervi qualche cianfrusaglia a un prezzo spropositato. Rifiutate gentilmente, o negoziate! Le guide normalmente sono oneste, chiarite solamente che non vi interessano i “Friendship Store” e che volete portare a casa solo belle fotografie. La popolazione locale è molto curiosa e spesso si fermerà a indicarvi e a guardarvi con stupore. Sorridete sempre, è la soluzione migliore. Verrete indicati come “laowai”, un termine informale che significa letteralmente “persona molto straniera” e che viene utilizzato quasi esclusivamente per gli stranieri occidentali che non parlano cinese. Può avere un’accezione dispregiativa e in qualche modo razzista ma normalmente è utilizzata in termini neutri nel cinese parlato. La sentirete ripetere molte volte, non fateci caso e, ancora una volta, sorridete. Può essere utile comunque imparare qualche parola in cinese, soprattutto se pensate di addentrarvi nelle zone meno turistiche. La base è xiexie (grazie) e nihao (buongiorno), ma anche bu yao (non mi interessa, non lo voglio) vi tornerà spesso utile. Evitate il contatto fisico (niente abbracci e baci) con i locali, ma non vi spaventate se, nelle zone molto molto remote, vi verranno a toccare i capelli o, per gli uomini, le gambe e la barba…! Le mance non sono normalmente richieste, anche se chi lavora a stretto contatto con gli stranieri spesso se le aspetta. La società cinese è molto gerarchica quindi è utile capire chi comanda (in un hotel, al ristorante) e rivolgersi direttamente a lui o a lei quando si ha bisogno di qualcosa. Togliersi sempre le scarpe quando si entra in casa di qualcuno e accettare il bicchiere di tè o di acqua calda che normalmente viene offerto. Se non lo gradite, semplicemente non bevetelo, nessuno ve lo farà notare.

Per entrare in Cina serve un visto, emesso dalle autorità cinesi all’estero. E’ importante richiederlo per tempo perché potrebbero essere necessari più documenti o più dettagli. La valuta è il RMB (chiamato anche yuan). Normalmente non avrete problemi a prelevare con le carte internazionali dagli sportelli cinesi in tutta la Cina, ma comunque meglio prevedere di portare con sé del contante quando si esce dalle grandi città. Gli esercizi commerciali difficilmente accettano carte di credito internazionali quindi munitevi di un’adeguata somma di liquidi. Non ci sono invece problemi per gli alberghi e i ristoranti più grandi. I biglietti aerei si possono acquistare via internet senza problemi, così come per i biglietti del treno ma in questo caso è necessario andare per tempo in stazione per ottenere il biglietto cartaceo allo sportello (presentare il passaporto di tutti i viaggiatori).

L’unico vero problema che forse incontrerete in Cina è l’inquinamento delle grandi e medie città, che in alcuni mesi dell’anno, soprattutto in inverno, può creare disagi. Considerando che sarete in viaggio per un periodo relativamente breve, non è teoricamente necessario prendere precauzioni ma in ogni caso può essere utile munirsi di mascherine (standard N95), in vendita in molti negozi (24 ore, supermercati, farmacie).

Cosa vedere

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Un viaggio in Cina normalmente inizia e finisce nelle grandi città, Pechino o Shanghai. Entrambe meritano qualche giorno di visita, almeno 3 Pechino e almeno 2 Shanghai. Da lì ci si può comodamente spostare in treno (il treno ad alta velocità è sempre più capillare ed è la soluzione migliore, anche per gli spostamenti medio-lunghi) o in aereo (attenzione ai ritardi!).

Intorno a Pechino è possibile visitare le tombe imperiali e la residenza dell’imperatore, a Chengde. Sempre nel nord della Cina ci si può avventurare fino a Dadong, dove è possibile visitare le grotte e il tempio sospeso.

Nella zona di Shanghai le località più meritevoli sono Nanchino (mausoleo di Sun Yat Sen), Suzhou (giardini) e Hangzhou (Lago Occidentale e campi da tè).

Tra Shanghai e Pechino, tra le quali ci si può comodamente muovere in treno (evitare assolutamente l’aereo, matematicamente in ritardo!), può valere la pena sostare un giorno a Qufu, città natale di Confucio molto ben conservata. Sulla costa invece trovate la città di Qingdao, con un passato tedesco (è qui che si produce l’omonima birra, la Tsingdao).

Nel cuore del paese, le località più interessanti sono molte: oltre a Xi’an, dove dovete andare per ammirare l’imponente esercito di terracotta, sono da tenere in considerazione Dengfeng (tempio Shaolin e Songshan National Park), le grotte di Longmen, Pingyao (dove è stato girato il film “Lanterne Rosse” di Zhang Yimou), il Gansu Zhangye Danxia Geological Park (formazioni rocciose striate), i templi taoisti delle Wudang Mountains e la Wulingyuan Scenic Area (merita soprattutto il Zhangjiajie National Forest Park con le sue formazioni rocciose che hanno ispirato i creatori di “Avatar”).

A Sud, oltre a Guilin e Yangshou già menzionate, è interessante la megalopoli di Guangzhou (ex Canton) e, sulla costa, Xiamen.

Discorso a parte meritano le province più occidentali, che giustificano ognuna un viaggio a sé: partendo da nord, lo Xinjiang (vero e proprio mondo a parte, abitato da uiguri, tagiki, kazaki e intriso di cultura centroasiatica), il Qinghai e il Tibet (dove predomina appunto la cultura tibetana), il Sichuan (con il santuario dei panda di Chengdu e la riserva naturale di Jiuzhaigou) e il lussureggiante Yunnan. Chi cerca il mare può raggiungere l’isola di Hainan, ma forse per quello è meglio andare altrove.

La Cina offre qualcosa a tutti, l’importante è non fermarsi alle grandi città o alle zone industriali ma andare oltre e cercare di scoprire un po’ di più di questo grande paese così variegato e così affascinante.

  •  Flavia Cusaro & Simone Ciampi

    Siamo Flavia & Simone e viviamo in Cina da 8 anni dove lavoriamo, viaggiamo e camminiamo. Siamo appassionati di Asia e abitando qua possiamo viaggiare in lungo e in largo attraverso deserti sconfinati, città caotiche, montagne altissime, campi di tè verde smeraldo e albe silenziose. Pur vivendo in una città da 23 milioni di persone, appena possiamo rallentiamo l’andatura e… Leggi

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