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Come affrontare le “ferite” lungo il Cammino

Per curare le ferite bisogna mettersi in cammino, affrontarle con lo spirito giusto e imparare a vederle come un’opportunità di crescita.

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28 marzo 20173 minAggiornato 27 maggio 2026
Come affrontare le “ferite” lungo il Cammino

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Ci sono poche cose davvero essenziali quando ci si mette in cammino, anzi pochissime: zaino leggero e scarpe comode sono sufficienti. Ma anche un piccolo kit di pronto soccorso potrebbe essere utile, con ago, filo, cerotti e qualche crema o medicinale ad hoc. In effetti, prendersi cura di lesioni o ferite, soprattutto ai piedi, è fondamentale se si vuole proseguire in tranquillità, senza doversi fermare o rallentare e, ovviamente, per non avere dolore.

È noto, infatti, che se la pelle é sottomessa quotidianamente a sfregamenti ripetuti e regolari possono formarsi calli o vesciche, molto fastidiosi e dannosi, in particolar modo quando si hanno davanti parecchi chilometri da fare. Anche tendiniti, stiramenti e distorsioni possono accadere con una certa frequenza, specialmente se si devono affrontare terreni non proprio pianeggianti, con salite e discese e tratti rocciosi o dissestati.

Per evitare o prevenire questo tipo di inconvenienti, alcuni si preparano con allenamenti specifici, altri si dotano di talco, vaselina e garze per asciugare o indurire la pelle appena prima di intraprendere il viaggio, altri ancora si affidano all’esperienza o alla provvidenza e si avviano senza precauzioni. Qualunque sia l’atteggiamento con cui si parte, in realtà, solo camminando potremmo sapere veramente a quali avventure o disavventure andremo incontro.

Accettare le cadute e le sofferenze

Che siano i cerotti o la fede a guidarci, infatti, ciò che è uguale per tutti è che nel cammino a piedi, così come in quello della vita, le cadute e le sofferenze fanno parte del percorso. Solo chi si muove può rischiare di farsi male, ma è così che si raggiungono mete, sogni ed obiettivi: abbiamo imparato a camminare per andare avanti.

Spesso ci lamentiamo delle sfortune che ci capitano, ma, se è vero che nulla accade per caso, anche le ferite si creano e arrivano per un motivo, per indicarci qualcosa che non funziona correttamente o come conseguenza di un’azione avventata: un insegnamento, quindi, oltre e aldilà del dolore, per migliorare, aggiustare, cambiare strada.

Anche quando il malessere è provocato a causa di un’indicazione sbagliata o un compagno poco affidabile si cela una lezione da imparare e un’occasione per crescere e acquisire sicurezza, superando la difficoltà.

Così come dare una mano a chi si è ferito, oltre a farci stare bene, può insegnarci qualcosa o farci vedere le persone sotto un altro punto di vista: donne minute e fragili che hanno soccorso uomini allenati e muscolosi, ragazzi timidi e impacciati che hanno dimostrato sangue freddo di fronte ad una caviglia sanguinante ci testimoniano quanta fragilità o forza ci possa essere oltre l’apparenza.

Prendersi cura delle ferite e andare avanti

Ogni esperienza è una lezione, ma spesso viviamo gli eventi tristi e traumatici solo come sventure o impedimenti, e non come opportunità. Cosa accade, però, quando non ci prendiamo cura di una ferita? Quando facciamo finta di non vederla o cerchiamo di minimizzarla dandole poca importanza? Spesso non fa altro che peggiorare e darci dolore.

Accettare che la sofferenza fa parte della vita ci può aiutare a superare tutti i turbamenti causati dagli incidenti che possiamo incontrare sul nostro percorso: cadute, fratture, sbandamenti, scivolamenti, errori, preoccupazioni, responsabilità.

Avere fiducia nelle proprie capacità è il passo successivo: una soluzione è sempre possibile, forse non sarà immediata e avrà bisogna di tempo, o forse è davanti ai nostri occhi e dobbiamo solo alzare lo sguardo per vederla, ma, in ogni caso, le ferite hanno bisogno della nostra attenzione per essere curate.

A volte per farlo dobbiamo fare una pausa e riposare, altre possiamo proseguire lentamente oppure aiutandoci con un bastone, ma sicuramente mettendo i piedi all’aria a respirare e togliendo qualche peso dallo zaino, avremo già un gran sollievo!

Perché arriva un momento in cui è bene chiedersi: quali sono le ferite che mi porto ancora addosso? Quelle che non mi permettono di sentirmi libero? Che mi costringono a stare fermo? Cosa posso lasciare andare per proseguire?

Solo con le domande giuste, riuscirai a trovare le risposte che cerchi …


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