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I migliori 5 trekking in Thailandia

Ecco 5 trekking in Thailandia che ti faranno vivere un’esperienza più autentica e lontano dal turismo di massa, perché Thailandia non è solo spiagge tropicali

La Thailandia, oltre le spiagge tropicali e i mercati sull’acqua, offre interessanti alternative di trekking. L’obiettivo? Lasciarsi alle spalle il turismo di massa e scoprire qualcosa in più di questo interessante paese, partendo dalle sue foreste. La grande scoperta, però, saranno soprattutto le minoranze etniche che popolano le montagne e che ti regaleranno un ricordo della Thailandia molto più autentico.

La maggior parte dei trekking in Thailandia prevede di pernottare presso i locali. E’ anche questo un modo per vivere un’esperienza più diretta. I percorsi sono di solito su strade sterrate. Il paesaggio è lussureggiante e i colori vivi. L’entroterra thailandese ospita inoltre alcune interessanti specie animali, dal familiare bucero, alle scimmie gibbose fino ad arrivare ai rarissimi leopardi e alle ancor più uniche tigri asiatiche.

Il rischio più grosso quando si decide di fare trekking in Thailandia è scoprire che molte altre persone, se non gruppi, hanno avuto la tua stessa idea. E’ quindi importante pianificare adeguatamente i percorsi e rivolgersi ad agenzie serie e con esperienza che ti sapranno consigliare sulle destinazioni meno gettonate, più autentiche e più adatte alle tue caratteristiche. Inutile aggiungere che i trekking nella zona di Chiang Mai sono i più frequentati dai turisti.

Indipendentemente dal trekking che sceglierai, rivolgiti sempre e solo ad agenzie affidabili e strutturate. Sarà infatti indispensabile avere con te una guida pratica del territorio e in grado di intervenire in caso di bisogno. Le guide possono rivelarsi inoltre ottimi intermediari per comunicare con le comunità locali e per capire meglio alcuni aspetti culturali e pratici.

Il periodo migliore per il trekking in Thailandia è da ottobre a marzo, quando il clima si fa più secco. Dicembre e gennaio sono sicuramente i mesi più richiesti, quando le temperature non superano i 30° C. Da aprile in poi le piogge e la temperatura rendono il trekking molto poco piacevole, se non impossibile.

In generale non ci sono pericoli importanti da segnalare. Sicuramente bisogna proteggersi dalle punture di zanzara con repellenti adeguati e con zanzariere durante la notte, soprattutto all’inizio e alla fine della stagione delle piogge. In caso di punture fastidiose o febbre, informa la guida. Lungo alcuni percorsi sarà frequente essere vittime delle sanguisughe: proteggersi con le apposite calze anti-sanguisughe o accettarle per quello che sono e rimuoverle manualmente, non sono poi così cattive! Esiste sempre il rischio di incontrare serpenti velenosi. Normalmente non attaccano se non si sentono in pericolo, quindi la regola generale è di allontanarsi subito. In ogni caso fare affidamento sulla guida.

E’ difficile trovare Online informazioni utili sul trekking in Thailandia, se si escludono i tour organizzati. E’ possibile trovare informazioni utili al sito http://www.trekthailand.net/, non più aggiornato ma comunque ricco di notizie e dettagli altrimenti irreperibili. La sezione dedicata ai parchi nazionali è molto ben fatta e per ogni parco sono elencate le attrattive turistiche principali e le informazioni per il pernottamento.

Il sito https://www.thainationalparks.com/ è un’ottima fonte di informazioni. Nonostante il nome, non si tratta di un sito ufficiale ma è ben fatto e vale la pena utilizzarlo.

Una nota importante: alcune agenzie abbinano al trekking un tratto di percorso sul dorso di elefante. Per quanto suggestivo questo possa sembrare, si tratta spesso di elefanti maltrattati ad uso e consumo del turismo di massa. Normalmente le agenzie offrono percorsi alternativi a piedi per chi non fosse interessato.

Qui di seguito una selezione dei 5 migliori percorsi di trekking in Thailandia.

Ascesa al Doi Inthanon (2565 mslm)

Il Doi Inthanon con i suoi 2565 m è la cima più alta della Thailandia e si trova a un’ora di auto da Chiang Mai. Fa parte dell’omonimo Doi Inthanon National Park, che offre a sua volta percorsi di trekking a valle. Il parco ospita alcuni animali in via di estinzione, come l’orso nero asiatico, il macaco dell’Assam e il presbite di Phayre. E’ bene sottolineare che l’umidità e l’altitudine sono gli ingredienti ideali perché si formi la nebbia, che avvolge la cima soprattutto tra marzo e maggio. Il periodo migliore per il panorama è da novembre a gennaio quando le temperatura scendono sotto i 20 gradi C.

Il percorso fino alla cima può essere completato in una giornata di cammino. Il primo tratto è rappresentato da un anello che permette di attraversare la foresta, ricca di rododendri, e di vedere, o almeno sentire, molte specie di uccelli che vivono a queste altitudini. I giorni più limpidi regalano magnifiche vedute dal tratto più esposto del percorso.

La seconda parte di percorso è invece su strada (attenzione: la cima è raggiungibile anche in auto!). Lungo la salita si incontra un piccolo villaggio abitato dai Karen bianchi. E’ possibile fare una seconda deviazione dalla strada principale poco prima dell’arrivo e percorrere un altro tratto di foresta, ricca questa volta di felci e, ovviamente, molti uccelli.

Il chedi (la versione sud-orientale dello stupa) in cima al Doi Inthanon è stato costruito in onore dell’ultimo re di Chiang Mai Inthawichayanon (seconda metà del 1800), colui che favorì la creazione di questo parco e si impegnò per la sua tutela. Le due pagode poco prima della cima sono invece in onore del re Bhumibol Adulyadej (morto nel 2016) e della regina Sirikit. Essendo raggiungibile anche in auto, la cima del Doi Inthanon non è sicuramente un luogo di calma e tranquillità, ma è comunque un buon punto di osservazione sulla valle sottostante e sul nord della Thailandia.

Per quanto riguarda il pernottamento, il Parco offre poche soluzioni. L’opzione più pratica è forse trovare un alloggio a Chom Thong, Hot e Mae Chaem.

Chiang Mai

La zona della Thailandia che forse si presta di più al trekking è Chiang Mai, una destinazione molto frequentata per le sue bellezze naturali, per le minoranze etniche che abitano la zona e in alternativa alle spiagge e alla calura del resto del paese. Le agenzie promuovono questi percorsi come Hill Tribe Village Trekking, ma attenzione alle trappole commerciali!

Le opzioni di trekking sono varie e dipendono molto dai giorni a disposizione, dal grado di avventura ricercato e da quanto si vuole camminare. Le regioni di Maetang e di Chiang Dao sono tra le più gettonate perché ospitano foreste molto fitte e un gran numero di villaggi abitati dalle minoranze etniche. E’ bene notare che si tratta di una zona molto sfruttata turisticamente e quindi vale la pena perdere un po’ di tempo e cercare alternative nella zona che offrano esperienze più autentiche e dal valore culturale maggiore.

Le minoranze etniche che abitano la zona sono spesso divise per zone, visto che tendono a stabilirsi nelle vicinanze di altre comunità simili. I Lisu, di origini tibetano-birmane, abitano le zone di Chiang Mai e di Chiang Rai, i Karen invece sono soprattutto sul confine con la Birmania mentre i gli Shan vivono nelle zone più a nord e a ovest della Thailandia settentrionale. Queste comunità sono originarie della Birmania e della Cina e nel tempo si sono spostate o si sono diffuse anche negli altri paesi del Sud-Est asiatico.

La soluzione migliore per intraprendere questo tipo di esperienza è affidarsi a un’agenzia valida con esperienza sul territorio e che sappia proporvi un itinerario interessante e fuori dai percorsi più battuti. Se vengono incluse cene tipiche, danze e lezioni di cucina è probabile si tratti di un prodotto commerciale poco adatto a chi cerca esperienze più originali e autentiche.

Umphang

La zona di Umphang si trova a ridosso della frontiera con la Birmania e offre un’alternativa molto valida alle destinazioni più frequentate e caotiche. Non è immune dal turismo locale, ma è di solito poco considerata dai turisti internazionali, quindi l’esperienza sarà meno globalizzata di altre. Comprende l’Umphang Wildlife Sancturary, creato nel 1989 per proteggere la zona dalla deforestazione.

Le attrattive principali di questo trekking in Thailandia sono le cascate, di cui la Thi Lor Su è la più importante, e i villaggi Karen, dove le comunità locali sono dedite alla coltivazione di riso e mais. Le cascate Thi Lor Su sono tra le più maestose del sud-est asiatico e raggiungono i 200 m di altezza e i 300 m di larghezza durante la stagione delle piogge. Fulcro di molti percorsi di trekking è il fiume Mae Klong e spesso vengono proposti tratti in barca che possono essere molto piacevoli.

Nonostante sia sempre raccomandabile fare trekking nella stagione secca (da novembre a maggio), nel caso di Umphang è possibile prevedere questa attività anche durante la stagione delle piogge (da giugno a ottobre), purché adeguatamente attrezzati e accompagnati. Con un po’ di fortuna si potranno ammirare colori molto più vivi, fiumi più ricchi di acqua e, soprattutto, si avrà l’impressione di essere soli nella giungla, un’esperienza sempre affascinante.

Per raggiungere le cascate durante la stagione delle piogge è necessario viaggiare in piroga per 4-5 ore e poi un trekking di 3 ore fino a destinazione. Il pernottamento è possibile in tenda o nei villaggi.

La zona si presta a trekking brevi ma anche a percorsi di più giorni. Il più frequentato tra i villaggi è Kho Tha, a 3 ore di cammino dalle cascate. In generale, un’esperienza di 3 giorni può considerarsi un buon compromesso. Alcune agenzie propongono un trekking di 6 giorni fino alla provincia di Kanchanaburi. In questo caso alcune notti saranno necessariamente in tenda e l’agenzia dovrà occuparsi del vitto e degli accompagnatori. Questo percorso prevede l’attraversamento di diversi corsi d’acqua ed è da molti considerato il più avventuroso trekking in Thailandia.

Il villaggio di Umphang, il più grande della zona, è molto raccolto ed è abitato da diverse comunità, sia di origini thailandesi che birmane. Il villaggio di Mae Sot è invece al confine con la Birmania e non offre niente di interessante al visitatore. La strada che collega i due villaggi è però molto panoramica, ma molto tortuosa, e può essere percorsa in 3-4 ore di auto.

Trekking nella giungla nella provincia di Kanchanaburi

La giungla della provincia di Kanchanaburi è uno dei modi migliori per avvicinarsi alla cultura Karen evitando per quanto possibile il turismo di massa e i tour organizzati. Anche in questo caso una sapiente guida locale è indispensabile per evitare le trappole e per farsi strada in questa zona ricoperta da foresta. Alcune proposte includono un piacevole tratto in barca sul fiume Kwai.

Kanchanaburi si trova a un paio di ore in auto da Bangkok ed è ricca di foreste. Grazie alla sua geografia, è il posto adatto anche per gli appassionati di birdwatching e rafting.

Il parco più meritevole della provincia è forse l’Erawan National Park. L’attrattiva principale del parco sono le omonime cascate, Erawal Falls, particolarmente d’effetto durante la stagione delle piogge. Il parco è anche famoso per le grotte. E’ possibile pernottare all’ingresso del parco sia in ostello/bungalow che in tenda.

La provincia di Kanchanaburi ospita anche il Sai Yok National Park. In questo parco è possibile pernottare in bungalow galleggianti sul fiume Kwai. Come per gli altri parchi, le attrattive principali sono le cascate e alcune grotte. Alcuni tratti di fiume sono navigabili ed è sempre un’esperienza piacevole farsi trasportare sulle lunghe piroghe ammirando la fitta vegetazione sulle due sponde del fiume. Se siete fortunati, avvisterete anche qualche scimmia che si sposta da un albero a un altro.

Se si prevede di addentrarsi nella foresta, è obbligatorio rivolgersi a una guida con esperienza. Il Park Head Quarter all’ingresso è di solito in grado di mettervi in contatto con una guida con un giorno di preavviso.

Khao Sok National Park

Il Khao Sok National Park si trova nella parte meridionale del paese ed è sicuramente un’ottima destinazione per immergersi nella natura senza dover spostarsi nei parchi del nord. Essendo raggiungibile anche da Koh Samui, Phuket, Krabi e Khao Lak, è frequentato anche dai turisti internazionali.

Il parco ospita una grande varietà di fauna, compreso l’elefante asiatico e il tapiro malese, ovviamente quasi impossibili da avvistare, mentre la flora annovera la rafflesia, il fiore più grande del mondo. Questo fiore, originario della Malesia, può raggiungere i 70-80 cm di diametro e fiorisce tra ottobre e dicembre. Normalmente gli esemplari di questo fiore sono facilmente osservabili grazie alla segnaletica sistemata per l’occasione (non è raro dover pagare una modesta cifra per avvicinarsi).

Come gli altri parchi, i percorsi più brevi, che solitamente si limitano all’ingresso del parco, sono percorribili senza guida, mentre all’interno della foresta è indispensabile affidarsi a personale autorizzato. E’ consigliabile organizzare i percorsi guidati almeno il giorno prima rivolgendosi ai responsabili del parco. Il parco è sufficientemente attrezzato per poter prevedere percorsi di più giorni con pernottamento nella giungla.

L’attrazione più apprezzata del parco è il Cheow Lan Lake, costellato di faraglioni calcarei. Si può prendere parte a un tour in barca oppure prevedere un percorso di trekking intorno al lago, approfittando anche delle grotte che lo circondano e dei fiumi che vi si gettano. Sul lago sono stati installati dei bungalow galleggianti dove si può prevedere il pernottamento.

E’ consigliabile visitare il parco durante la stagione secca, poiché la stagione delle piogge può causare grandi disagi e rendere l’accesso impossibile. I mesi migliori sono da dicembre a maggio.

  •  Flavia Cusaro & Simone Ciampi

    Siamo Flavia & Simone e viviamo in Cina da 8 anni dove lavoriamo, viaggiamo e camminiamo. Siamo appassionati di Asia e abitando qua possiamo viaggiare in lungo e in largo attraverso deserti sconfinati, città caotiche, montagne altissime, campi di tè verde smeraldo e albe silenziose. Pur vivendo in una città da 23 milioni di persone, appena possiamo rallentiamo l’andatura e… Leggi
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