Cose da vedere sul Cammino di Santiago

Curioso di conoscere meglio la storia e i luoghi lungo il tuo pellegrinaggio? Ecco per te una lista completa delle cose da vedere sul Cammino di Santiago, per non perdertene nessuna

Il Cammino Francese è in assoluto uno dei primi cammini di Santiago mai ideati e percorsi. La sua fama si è fatta grande nel corso dei secoli, e così anche la storia dei luoghi che attraversa e che da questo sono stati plasmati e trasformati. Per dare valore a questa grande ricchezza monumentale, nonché a quella di intere città o di piccoli paesi sperduti nel nulla, abbiamo deciso di creare questo articolo di approfondimento.

Leggi l’articolo completo con tutte le informazioni sul Cammino di Santiago 

Qui troverai tutte le informazioni più importanti rispetto alle cose da vedere sul Cammino di Santiago. Puoi andare direttamente alla città o al monumento che ti interessa attraverso l’indice qui sotto, oppure cliccare sulla sezione di cammino che hai intenzione di fare e leggerti tutto quello che non puoi assolutamente perderti.

Indice delle sezioni di cammino:

  • Il Cammino di Santiago da Saint Jean Pied de Port
    • Via Alta – Route Napoleon – e Via Bassa – Puerto de Ibañeta
    • Saint Jean Pied de Port e Roncisvalle
    • Zubiri e la leggenda del ponte della rabbia
  • Il Cammino di Santiago da Pamplona
    • Pamplona
    • Alto del Perdón e carovana dei pellegrini
    • Chiesa di Eunate e Puente la Reina
    • Cirauqui ed Estella
    • Irache e la fontana del vino
    • Torres del Río e la Chiesa del Santo Sepolcro
    • Viana e la tomba di Cesare Borgia
    • Logroño
    • Navarrete
    • Najera e la poesia del pellegrino
    • Santo Domingo de la Calzada e la leggenda dei due polli
    • Monumento ai caduti della Guerra civile spagnola
    • San Juan de Ortega e il Miracolo della luce
    • Atapuerca, il sito archeologico più importante d’Europa
  • Il Cammino di Santiago da Burgos
    • Burgos
    • Castrojeriz e i suoi dintorni
    • La leggenda del tributo delle cento vergini
    • Sahagun, metà esatta del Cammino di Santiago
  • Il Cammino di Santiago da León
    • León, una città tra antico e moderno
    • Il puente de Orbigo e la storia del Paso Honroso
    • Astorga
    • Foncebadón, Cruz de hierro e Manjarín
    • Ponferrada e il castello dei templari
    • Villafranca del Bierzo e la Porta del perdono
    • O’Cebreiro, le pallozas e il Miracolo del Santo Gral
  • Il Cammino di Santiago da Sarria
    • Sarria
    • Portomarín e la città sommersa

Cose da vedere sul Cammino di Santiago da Saint Jean Pied de Port

Chi decide di partire da SJPDP per il suo Cammino Francese, sa che lungo gli 800km che lo attendono, avrà la fortuna di vedere un gran numero di luoghi diventati ormai famosi, sia per l’importante che rivestono sul Cammino, sia per la storia spagnola che ancora raccontano.

Via Alta – Route Napoleon – e Via Bassa – Puerto de Ibañeta

La prima tappa del Cammino Francese è quella che da Saint Jean Pied de Port va a Roncisvalle. Sebbene quasi tutti conoscano unicamente la strada alta, ne esiste una variante bassa, utilizzata nei mesi invernali o da chi non se la sente di cimentarsi nel grande sforzo fisico di quella “ufficiale”. Entrambe le vie hanno un’affascinante storia da raccontare.

Innanzitutto partiamo dalla Via Alta: questa prende il nome di Route Napoléon perché fu da qui che le truppe di Napoleone entrarono nel 1808 in Spagna, con l’obiettivo, poi mancato, di invaderla e conquistarla.

La storia della Via Bassa è invece legata a Carlo Magno e alla morte del suo amato paladino Roland. La storia/leggenda narra che nell’anno 778, mentre Carlo Magno sostava a valle (probabilmente nella località di Valcarlos) con le sue truppe, Roland e la sua retroguardia venissero attaccati e sconfitti da combattenti baschi lungo il Puerto de Ibañeta. Qui una lapide in pietra commemora la morte di Roland, che si pensa sia avvenuta a Roncisvalle, in quella che oggi chiamiamo Cappella del Sancti Spiritus.

Saint Jean Pied de Port e Roncisvalle, tracce di un passato comune

Nonostante si trovino separate da secoli da una linea di confine, Saint Jean Pied de Port e Roncisvalle condividono un passato comune, che ancora oggi si riflette in una comune identità basca. La zona del Département Pyrénées-Atlantiques viene ancora oggi chiamata Bassa Navarra, perché? Come mai questa continuità con la regione spagnola Navarra? E ancora, perché sulle due bandiere compare il medesimo simbolo?

Rispondiamo quindi alla prima domanda. L’odierno Département Pyrénées-Atlantiques viene comunemente chiamato Bassa Navarra perché la sua origine è legata a quella della Navarra spagnola. Nel Medioevo infatti queste due regioni facevano parte del Reino de Navarra. La Spagna era allora divisa in quattro regni: Reino de Castilla y León, il più grande e potente, Reino de Navarra, Reino de Aragona ( di cui faceva parte come regno autonomo il Reino de Cataluña ) e Reino de Granada. Nel 1512 il re castigliano Fernando El Católico conquista la Navarra, ma solo pochi anni più tardi, nel 1529, il re Carlos I la divide, causa gli eccessivi costi di gestione e difesa, riconsegnando le zone oltre i Pirenei al legittimo Re di Navarra.

Nonostante questa separazione, le due regioni non hanno mai smesso di sentirsi unite.

Innanzitutto condividono un passato comune, e la scelta di rappresentare lo stesso simbolo su entrambe le bandiere ne è la prova. Dorate, su sfondo rosso, sono infatti raffigurate le catene che secondo la leggenda il re navarrese Sancho VII avrebbe, nella battaglia di Navas a Tolosa nel 1212, preso dallo sconfitto Miramamolín.

Scene della battaglia sono anche raffigurate sulle vetrate della Collegiata di Santa Maria a Roncisvalle: costruita a cavallo tra XII e XIII secolo, fu infatti, fin da subito, un importante ospedale per pellegrini, e ancora oggi adempie a questa funzione. Al suo interno, nella cappella di San Agustín, possiamo ammirare il sepolcro del re navarrese Sancho VII El Fuerte, in compagnia delle sue famose catene.

Zubiri e la leggenda del Ponte della rabbia

Poco dopo Roncisvalle, lungo il Cammino di Santiago, troviamo la località di Zubiri, un paesino raccolto e piacevole posto sulla sponda del fiume Arga. Tradotto “il paese del ponte” nella lingua euskera (cioè basca), Zubiri comincia nel XI secolo la costruzione di un ponte, indispensabile per consentire a pellegrini e viandanti di attraversare il fiume senza bisogno di traghettatori.

Ma c’è una leggenda che avvolge il Ponte della rabbia. Si narra infatti che durante gli scavi per la costruzione del pilone centrale del ponte fossero stati trovati i resti di una donna. Questi vennero fin da subito attribuiti a Santa Quiteria, protettrice degli animali. La gente del posto cominciò quindi a credere che la sua presenza potesse salvare il loro bestiame dalle malattie, compresa quella della rabbia. In poco tempo i contadini cominciarono a far girare, per tre volte, i loro animali intorno al palo centrale, ribattezzandolo, popolarmente, Ponte della Rabbia.

Cose da vedere sul Cammino di Santiago da Pamplona

Il tratto di Cammino Francese che va da Pamplona a Burgos è lungo ben 220km. Puoi quindi immaginare quanto di rilevante ci sia da vedere e da scoprire. Partendo ovviamente dalla città di Pamplona, potrai fotografarti accanto alla famosa carovana di pellegrini sull’Alto del Perdón, visitare la misteriosa chiesa di Eunate, bere dalla fontana del vino di Irache, perderti tra le strofe della poesia del pellegrino di Najera, assistere al Miracolo della luce a San Juan de Ortega, e molto, molto altro.

Pamplona, tra tori, corride e modernità

Il bellissimo ponte medievale della Maddalena ci guida verso le antiche mura che circondano Pamplona, la prima grande città che incontriamo sul Cammino di Santiago da Pamplona.

Famosa per la sua corsa coi tori nei giorni che anticipano la festa di San Firmino, è una realtà molto legata alla tradizione ma con una straordinaria voglia di futuro e modernità. La Pamplona degli anni Venti descritta nel romanzo di Ernest Hemingway  “ The sun also rises” oggi non esiste quasi più, ad eccezione di quel legame viscerale che ancora lega il pamplonese al toro.

Tra le prime in Spagna a sperimentare l’energia eolica, Pamplona è riuscita a creare un ambiente urbano a misura d’uomo. I grandi spazi verdi, come il Parque de la Ciudadela, l’ottima gastronomia, lo sport e la cura degli spazi comuni ne stanno facendo una città che vale davvero la pena scoprire.

L’Alto del Perdón e la carovana di pellegrini

Lungo il Cammino di Santiago da Pamplona, appena fuori dalla città, sulla cresta del monte Perdón (770m), si estende un grande parco eolico, il primo ad essere costruito in Navarra.

Sull’Alto del Perdón, accanto a pale alte 40 m, troviamo una delle istallazioni artistiche più famose del Cammino di Santiago, entrata a pieno titolo in questa lista di cose da vedere sul Cammino di Santiago: una carovana di pellegrini a piedi, a cavallo e sul mulo.

Una di queste 14 figure reca la celebre scritta Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas”, tradotta “ Dove si incontrano il cammino del vento con quello delle stelle”. Il vento che lì soffia costantemente si unisce infatti a quel luccichio di stelle, che secondo la leggenda condusse Pelayo a scoprire il sepolcro dell’apostolo Giacomo.

Per conoscere l’origine del Cammino e la storia del ritrovamento del sepolcro dell’Apostolo Giacomo, leggi l’articolo dedicato. 

La chiesa di Eunate e Puente la Reina, scorci sul Cammino Aragonese

Lungo il Cammino Francese, poco prima di arrivare a Puente la Reina, troviamo una deviazione che ci conduce alla chiesa di Santa Maria de Eunate: di origini ancora incerte, e circondata da un alone di esoterismo, si trova lungo il Cammino Aragonese.

Il suo nome, modificato nel XIX secolo, era in origine Onate, e significava “la buena puerta”.

La particolare forma ottagonale ha indotto molti a pensare che fosse appartenuta all’Ordine dei Templari, ma i documenti dimostrano tutt’altro. Infatti la sua costruzione, datata XII secolo, vede come benefattrice una certa Doña Sancha, che la volle per dare rifugio, ospitalità, e a volte sepoltura, ai pellegrini diretti a Santiago. La tradizione vuole che ella sia stata interrata nel claustro della chiesa. Non ci sono prove della sua presenza lì, ma è comunque indicativo il fatto che durante uno scavo sia emerso proprio in quel punto lo scheletro di una persona.

Come dice la scritta posta sul Monumento al pellegrino di Puente la Reina, “Y desde aquí todos los caminos a Santiago se hacen uno solo”.  Qui il Cammino Aragonese si congiunge col Cammino Francese.

Tipico paese nato e prosperato grazie al Cammino, Puente la Reina deve il suo nome al grande ponte di pietra che ospita. Questo venne costruito nell’XI secolo per facilitare il passaggio dei pellegrini sul fiume Arga.

Cirauqui ed Estella

Su una leggera collinetta, immerso tra le vigne, troviamo Cirauqui, un paesino molto suggestivoda sempre legato al Cammino di Santiago. Qui ancora si conservano importanti testimonianze di un passato romano, come il ponte e la calzada.

Di epoca medievale sono invece le mura e le sue porte, che hanno creato un paese fatto di anelli, pendenze, strettoie, vicoli e angoli molto pittoreschi.

Adagiata sulle due rive del fiume Ega, Estella è un concentrato di arte e storia. Ricca di chiese, palazzi e piazze importanti, non basterebbe un’intera giornata per vistare tutto. Estella nacque nel 1090 su ordine del re Sancho Ramírez, che vi vide la necessità di creare un luogo di sosta per i pellegrini di passaggio. Inizialmente popolata da una numerosa comunità di franchi, diventa un importante centro giudaico, e quindi un grande polo commerciale. Nel XIX secolo, durante le guerre carliste, Estella diventa la capitale dello stato Carlista, poi smantellata con la loro sconfitta.

Irache e la fontana del vino

Fuori da Estella, nella località di Irache, spicca il monastero di Santa Maria la Real, il più antico hospital di pellegrini della Navarra, antecedente di un secolo a quello di Roncisvalle. Nel corso dei secoli il monastero divenne anche università, ospedale di guerra e seminario.

Irache è però soprattutto famosa per la sua fontana del vino, un luogo unico sul Cammino di Santiago da Pamplona, dove puoi assaggiare vino direttamente dalla fontana. Messa a disposizione da una famosa bodega della zona, se ne raccomanda l’uso parsimonioso, così che tutti i pellegrini, se lo desiderano, possano berne almeno un bicchiere.

Torres del Río e la chiesa del Santo Sepolcro

Tra le cose da vedere sul Cammino di Santiago per gli appassionati di storia dei Templari, è la piccola Iglesia del Santo Sepulcro, una delle più particolari sul cammino, e integrata nel piccolo pueblo di Torres del Río. La forma ottagonale, il suo sviluppo in verticale e la presenza all’interno di elementi ispano-musulmani, come le nervature della cupola, fanno supporre che sia opera dei cavalieri Templari. Luogo molto semplice, intimo e suggestivo, lontano dagli sfarzi del barocco, è un piacere per gli occhi.

Viana e la tomba di Cesare Borgia

Gli amanti del Rinascimento non potranno rimanere indifferenti a Viana, perché è qui che nel 1507 il discusso Cesare Borgia trovò la morte e poi la sepoltura. Figlio del papa Alessandro VI, Macchiavelli lo cita nel settimo capitolo della sua opera, “Il Principe”, imprescindibile classico della letteratura italiana. Oggi il sepolcro si trova nel sagrato della chiesa di Santa Maria di Viana.

Logroño

Il Cammino ne La Rioja comincia nella città di Logroño, esattamente in prossimità del suo ponte di pietra che unisce le due sponde del fiume Ebro. Risalente all’epoca romana, oggi metà della popolazione della Rioja vive qui, circondata da ogni genere di servizi e possibilità. Non troviamo solo parchi, giardini o grandi vie, ma zone a misura d’uomo e vicine alle esigenze di tutti. I giovani e i turisti che cercano divertimento lo trovano nei tanti bar e locali che affollano il centro storico, che, coi loro pintxos, sono diventati il simbolo stesso della movida spagnola e di Logroño.

Accanto alla Chiesa di Santa María del Palacio, una fontana in pietra offre da bere ai pellegrini, che diretti verso la prossima tappa, escono dalla città dalla cinquecentesca Puerta del Camino.

Navarrete

Anch’essa fondata dai re castigliani per proteggere i propri confini da possibili invasioni, Navarrete nasce nel XII secolo e si sviluppa grazie ai privilegi commerciali di cui viene investita. Cittadina accogliente, vede nel 1185 la nascita di San Juan de Acre, un hospital per pellegrini oggi distrutto. Demolito nel XIX secolo perché in stato di abbandono, è stato recentemente protagonista di uno scavo archeologico che ha riportato in superficie la sua pianta a croce greca. Fortunatamente, prima di essere distrutto, furono esportate la porta e le due finestre, reperti unici che oggi fanno parte delle pareti del cimitero di Navarrete.

Najera e la poesia del pellegrino

Siamo quasi arrivati a Najera quando una lunga scritta su un muro attrae la nostra attenzione. Composta da un prete della zona e dedicata al Cammino di Santiago ha rappresentato per molti un momento di riflessione, e a volte anche di commozione.

Questa è la poesia in spagnolo, sotto tradotta in italiano.

Polvo, barro, sol y lluvia es Camino de Santiago. 
Millares de peregrinos y más de un millar de años.
Peregrino ¿ Quién te llama? ¿Qué fuerza oculta te atrae?
No es la bravura Navarra, ni el vino de los riojanos
ni los mariscos gallegos, ni los campos castellanos.
Peregrino, ¿Quién te llama? ¿Qué fuerza oculta te atrae?
Ni las gentes del Camino, ni las costumbres rurales.
No es la historia y la cultura, ni el gallo de La Calzada
ni el palacio de Guadí, ni el Castillo Ponferrada.
Todo lo veo al pasar, y es un gozo verlo todo,
mas la voz que a mi me llama la siento mucho más hondo.
La fuerza que a mi me empuja, la fuerza que a mi me atrae,
no sé explicarla ni yo
¡Sólo el de Arriba lo sabe!
Traduzione
Polvere, fango, sole e pioggia, è il cammino di Santiago.
Migliaia di pellegrini, e più di mille anni.
Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non il cammino delle stelle, né le grandi Cattedrali.
Non la selvaggia Navarra, né il vino dei Riojani,
né i frutti di mare galleghi, né i campi della Castiglia.
Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non la gente del cammino, né gli usi rurali.
Non la storia e la cultura, né il gallo della Calzada,
né il palazzo del Gaudì, né il castello di Ponferrada.
Tutto questo vedo passando e vederlo è una gioia,
ma la voce che mi chiama è molto più profonda.
La forza che mi spinge, la forza che mi attira,
non so spiegarla neanche io,
solo Colui che sta in cielo lo sa.
Eugenio Garibay

Najera ci mostra fin da subito il suo lato genuino e accogliente. Il fiume che l’attraversa occupa gran parte del nostro paesaggio, molto verde e rilassante. I bambini che in estate fanno il bagno nelle sue acque fredde, le passeggiate lungo le sue sponde, e il piccolo ma grazioso centro storico su cui si affaccia, rende questa città un buon posto dove fermarsi e riposare. Sui tetti delle chiese e dei palazzi vediamo le cicogne posare i loro grandi nidi, uno spettacolo a cui non assistiamo spesso.

Najera è anche una città dal lungo e importante passato. Il suo terreno argilloso ha influito sulla presenza di grotte nelle colline circostanti, diventate nell’epoca preistorica luogo di insediamento.

L’abbondante presenza di argilla ha inoltre determinato la larga produzione di ceramiche durante l’epoca romana, testimoniato dai numerosi reperti conservati nel Museo Archeologico della città. Dominata dagli arabi per quasi due secoli, fu conquistata nel 923 dai cristiani del re Sancho Garcés I di Pamplona. Già residenza reale, diventa sotto Sancho III la capitale del Reino de Najera, e tappa del Cammino di Santiago. E fu sempre lui che nel 1032, dopo l’apparizione della Madonna in una grotta vicina, fece costruire il Monastero di Santa Maria la Real, che sotto la chiesa conserva ancora i sepolcri degli antichi re di Navarra.

Santo Domingo de la Calzada e la leggenda dei due polli

L’ultima cittadina che incontriamo lungo il Cammino Francese è Santo Domingo de la Calzada. Deve il suo nome a un frate che visse in queste zone nel XI secolo e che contribuì notevolmente a migliorare e a dare ospitalità ai pellegrini diretti a Santiago. Le spoglie di Santo Domingo riposano nel punto in cui oggi sorge la Cattedrale, che è diventata famosa per un fatto unico al mondo: al suo interno conserva, in una gabbia, due polli bianchi vivi, assolutamente una delle cose da vedere sul Cammino di Santiago.

Un’antica leggenda narra di una famiglia, composta da padre, madre e figlio, che sulla via per Santiago si fermò a Santo Domingo de la Calzada per riposare. Dove soggiornavano per la notte vi era una ragazza, la figlia del proprietario della locanda. Ella si innamorò del giovane, ma sentendosi da questo respinta, si vendicò nascondendo tra i suoi effetti una coppa d’argento e denunciandone poi il furto. Il ragazzo venne quindi giudicato colpevole di furto e impiccato.
I genitori, nonostante il lutto, continuarono il pellegrinaggio, ma quando furono sulla via del ritorno fecero nuovamente sosta a Santo Domingo de la Calzada. Quando, con loro grande sorpresa, trovarono il figlio ancora vivo gridarono al miracolo. Andarono quindi dal magistrato perchè scagionasse il ragazzo ma egli, non credendo a una parola, disse: “ Vostro figlio è vivo come i polli arrostiti che ho sul piatto! ”. E subito i polli ripresero vita e cominciarono a cantare.
Il detto infatti recita: “ Santo Domingo de la Calzada, dondé cantó la gallina después de asada! “, cioè arrostita.

Un monumento ai caduti della Guerra Civile spagnola

Sull’Alto de Pedraja, pochi chilometri prima del monastero di San Juan de Ortega, un piccolo monumento ricorda il luogo dove nel 1936, proprio all’inizio di una guerra civile che durerà fino al 1939, 30 combattenti repubblicani vennero fucilati e poi seppelliti da soldati fedeli a Francisco Franco. Scoperti nel 2011 durante i lavori di ampliamento della carreggiata, i parenti delle vittime hanno voluto ricordare così il loro sacrificio.

San Juan de Ortega e il Miracolo della luce

Il Cammino di Santiago incuriosisce anche per la presenza di grandi e spesso fatiscenti edifici religiosi, come chiese o monasteri, in piccoli paesi molto spesso disabitati. Oggi sembrano una presenza ingombrante, quasi sproporzionata, ma all’epoca della loro costruzione essi rappresentavano un approdo sicuro per il pellegrino, un luogo che proprio per la loro presenza in zone isolate, dava conforto e proteggeva dai tanti pericoli della strada.

Un esempio è dato dal monastero medievale di San Juan de Ortega, costruito sul Monte de Oca, nella zona di Ortega appunto. Eretto in mezzo al nulla, voleva essere un faro per i pellegrini che attraversavano soli queste terre spoglie, e una protezione per le tante ruberie di cui erano preda. Fu San Juan de Ortega a decidere della sua costruzione. Discepolo di Santo Domingo de La Calzada, che tanto aveva fatto per il Cammino, dedicò la cappella, il monastero e l’hospital a San Nicola di Bari, cioè a colui al quale aveva rivolto le sue preghiere durante un naufragio di ritorno da Gerusalemme.

La chiesa è oggi famosa soprattutto per un fenomeno chiamato il Miracolo della Luce: alle ore 17, ora solare, durante gli equinozi di primavera e autunno, un raggio di luce illumina il capitelllo dell’Annunciazione dove Maria rivolge le sue mani non all’Arcangelo Gabriele ma alla luce che la illumina. È uno spettacolo incredibile, soprattutto se pensiamo a quanta maestria e conoscenza astronomica è servita per realizzarlo.

Atapuerca, il sito archeologico più importate d’Europa

A pochi chilometri da Burgos si estende la Sierra de Atapuerca, una vasta zona collinare ricca di grotte e cavità, oggi famosa per essere il sito archeologico più rilevante d’Europa. A conferirgli questo primato fu, insieme al ritrovamento di fossili e utensili, la scoperta dei resti umani più antichi d’Europa, datati circa 1.000.000 di anni. 

Dal 2001 alcune aree del Parco Archeologico sono aperte al pubblico, mentre a Burgos è stato allestito un bellissimo Museo dedicato all’Evoluzione Umana, con ingresso ridotto per i pellegrini. Assolutamente da inserire nella lista di cose da vedere sul Cammino di Santiago.

Cose da vedere sul Cammino di Santiago da Burgos

Il tratto francese che va da Burgos a León non è lungo come il precedente. Parliamo di appena 180km, circa una settimana di Cammino. Oltre alla bellissima città di Burgos, che da sola varrebbe il viaggio, puoi trovare moltissimi altri monumenti e luoghi ricchi di fascino, penso all’antico Hospital di San Antón o alla bella Sahagun. Ma partiamo dal principio.

Burgos, assolutamente una bella sorpresa

Nata nell’anno 884 dalla costruzione di un castello, si è sviluppata molto velocemente. Città viva, verde, dinamica, sorprende per l’ottima qualità della vita che offre. Realtà molto giovane, ospita in un antico hospital per pellegrini, l’università, e un grandissimo parco costeggia in tutta la sua lunghezza il lungo fiume cittadino, creando nel bel mezzo della città un polmone verde eccezionale.

Da più di mille anni in simbiosi col Cammino, ha un lungo passato ecclesiastico, che emerge dai tantissimi conventi, chiese e strutture religiose della città. Questo incredibile patrimonio monumentale è non solo ben curato e apprezzato ma anche valorizzato, grazie alla riutilizzazione degli spazi per scopi attuali.

La gastronomia coi suoi vini è superba, il centro storico un cunicolo di vie e piazze molto suggestivo, e la cattedrale, tra i migliori esemplari gotici d’Europa, è la ciliegina sulla torta.

Patria del Cid, facoltà di teologia, museoCAB, mercato tradizionale, castello, monasteri, insomma un esplosione di bellezza, di fascino, di interessi, di attrazioni. Una calamita per gli amanti delle città a misura d’uomo. Semplicemente incantevole.

La Spagna si sa, ha un calendario ricchissimo di feste, alcune religiose, altre storiche, altre ancora goliardiche. La Settimana Santa è molto sentita, e i suoi festeggiamenti coinvolgono praticamente tutte le città spagnole, comprese quelle castillane. E lo stesso vale per il ferragosto o per il giorno di San Pietro e Paolo.

Quest’ultima festa, in particolare, quella di San Pietro e Paolo, attira a Burgos migliaia di persone ogni anno. Dura dai 7 ai 10 giorni e prevede una serie pressoché infinita di attività e attrazioni. Assolutamente unica e caratteristica è la danza dei gigantillos, una coppia di un uomo e una donna fatta in cartongesso, che rappresenta l’essenza del burgalese. L’onore di “vestirli” si tramanda di padre in figlio e appartiene a poche famiglie di Burgos. Questi ballano e corrono nonostante i 60 kg di peso e i 2,40m di altezza, portando gioia e allegria tra le strade di Burgos.

Castrojeriz e i suoi dintorni

A pochi chilometri da Castrojeriz il Cammino passa sotto il portico dell’antico Hospital di San Antón, oggi in rovina. Eretto nel 1146 per accogliere i pellegrini, era anche famoso per curare il fuoco di sant’Antonio. Nonostante rimanga poco della sua struttura originaria, non è difficile immaginarne il passato splendore, e ancora oggi apprezzarne la bellezza.

A Castrojeriz è invece l’antico monastero di San Francesco a mostrare le sue rovine. Di esso rimangono solo gli archi, ormai quasi completamente inghiottiti dalla natura. Uno spettacolo suggestivo.

Di Castrojeriz ammiriamo soprattutto la fortezza che domina dalla collina. Antico accampamento romano durante la lotta tra l’imperatore Augusto e le popolazioni locali, divenne, durante la Reconquista cristiana, il centro strategico per combattere l’avanzata degli arabi. Era l’anno 883, e il suo esempio spronò il re Alfonso III ad acconsentire alla fondazione di Burgos e alla costruzione di altri castelli nelle vicinanze, così da aumentare la popolazione e difendere le zone occupate.

Leggenda del tributo delle Cento Vergini

Questa leggenda nasce durante l’occupazione araba ed è ambientata nella cittadina di Carrion del los Condes. La storia narra che il figlio bastardo di Afonso I, re Mauregato, cospirò contro Alfonso II per rubargli il trono stringendo un’alleanza con l’emiro di Cordoba Abderraman, al quale doveva versare ogni anno 100 vergini, 50 nobili e 50 plebee. Un giorno gli arabi andarono a reclamare le quattro vergini di Carrion de los Condes, ma quando esse si fermarono davanti alla chiesa di Nuestra Señora del Parral e pregarono Maria che le liberasse, all’improvviso quattro tori comparvero a difesa delle fanciulle, uccidendo e mettendo in fuga i nemici.

Oggi, sulle rovine di quella chiesetta, sorge la Chiesa di Santa Maria del Camino, inizialmente chiamata Santa Maria de las Victorias. Sull’arco della porta principale trova spazio la raffigurazione di questa storia, con le immagini di tori e fanciulle.

Sahagun, metà esatta del Cammino di Santiago

Sahagun ricoprì nel Medioevo un ruolo strategico nell’accoglienza e nella cura dei pellegrini diretti  a Santiago. La piccola chiesa della Virgen del Puente, appena fuori dalla città, era un hospital a loro dedicato, e così anche il monastero benedettino, il quale fu per molto tempo diretto dall’Ordine di Cluny.

Due curiosità: innanzitutto siamo finalmente arrivati a metà del nostro Cammino, come dimostra la targa in prossimità dell’Arco di San Benito; in secondo luogo è qui che il Cammino di Madrid si congiunge col Cammino Francese.

Cose da vedere sul Cammino di Santiago da León

Il tratto di Cammino Francese che da León arriva a Sarria è più o meno lungo 200km ed è quindi ricco di tantissimi luoghi che hanno fatto la storia di questo pellegrinaggio. León, Astorga, la Cruz de Hierro e O’Cebreiro devono infatti assolutamente rientrare nella lista delle delle cose da vedere sul Cammino di Santiago.

León, una delle città più belle e affascinanti sul Cammino

Cammino di Santiago

León è di certo una delle realtà più interessanti lungo questo Cammino.

Nata come legione romana, conserva ancora molte tracce del suo passato. Viene liberata dall’occupazione araba nel 742 e fatta capitale del regno nell’anno 910. Diventa quindi una tappa fondamentale del pellegrinaggio jacobeo, e punto di partenza per il Cammino di San Salvador in direzione Oviedo. 

Tra i tanti e pregiati monumenti che la città gelosamente conserva spicca la Cattedrale gotica di Santa Maria la Regia, in assoluto una delle più belle d’Europa. Il passato si mescola al futuro, e col MUSAC, l’Auditorio o l’Edificio Europa, per citarne alcuni, emerge una León nuova, dinamica, rivolta al domani. Una città insomma tutta da vivere, che attrae anche per la sua movida notturna, per il suo cibo e per la socievolezza dei suoi abitanti.

All’uscita da León attirano la nostra curiosità delle strane case simili a quelle della Contea, del Signore degli Anelli: ricoperte da una cupola di terra ed erba, sono molto frequenti in queste zone, perché calde d’inverno e fresche d’estate.

Una delle feste più particolari di León è invece la rivisitazione di un evento storico, cioè la vittoria dei cristiani nella battaglia di Clavijo e la conseguente liberazione del regno dall’obbligo del tributo delle cento vergini. Il 5 ottobre, giorno di San Froilán, delle giovani in abiti medievali ballano per la “Sotadera”, la ragazza che all’epoca veniva scelta per iniziarsi alle usanze musulmane.

Per altre informazioni leggi l’articolo dedicato alla città di León.

Il Puente de Orbigo e la storia del Paso honroso

Il ponte di Orbigo è uno spettacolo per gli occhi, con le sue tante arcate e il profilo di pietra. Se lo si  attraversa al crepuscolo è tanta l’emozione e la suggestione che provoca, forse legata alla storia e alle leggenda che da sempre lo circondano. La più famosa è quella del Paso Honroso, anche citato sulle targhe al lato del ponte.

La storia narra di un certo Don Suero de Quiñones, che perdutosi in un amore non ricambiato, si legò un ferro al collo in segno di schiavitù e giurò che se lo sarebbe tolto in onore di Santiago se fosse riuscito ad affrontare vittorioso il Paso. Così, tra il 9 luglio e il 10 agosto dell’anno santo 1434, lui e altri nove cavalieri sfidarono a duello combattenti venuti da ogni dove. I giochi richiamarono moltissime persone, che andarono ad assistere ai combattimenti. Dopo 30 giorni i dieci cavalieri, ancora tutti vivi, abbandonarono la città e intrapresero il pellegrinaggio per Compostela.

Importante luogo di sosta, nel Medioevo, per la presenza di un hospital per pellegrini, Hospital de Orbigo divenne un punto strategico molto prima. Furono i romani infatti a costruire il ponte, così da oltrepassare facilmente il fiume e collegare la Via Aquitania, che portava a Roma, con Astorga.

Astorga

Astorga era per i romani un polo economico di grande importanza, soprattutto per lo sfruttamento delle sue tante miniere d’oro. Vi rimasero stabilmente per molto tempo e oggi la città conserva ancora numerose testimonianze della loro presenza. Le mura ad esempio sono in perfetto stato, così come le terme, il foro, qualche domus, l’accampamento dei legionari e la rete fognaria, mentre l’antica prigione ospita il Museo Romano.

All’interno delle mura si sviluppa il centro storico, nel quale spiccano due imponenti edifici: la Cattedrale di Santa Maria, costruita tra il XV e il XVIII secolo e il Palazzo Episcopale, eretto su progetto del famoso architetto catalano Antonio Gaudì.

In questi anni è nato un dibattito sulla rivalutazione del complesso minerario del monte Teleno, che datato intorno al I secolo d.C, è il più grande complesso al mondo di opere minerarie.

Foncebadón, Cruz de hierro e Manjarín

Chi non ha mai sentito parlare della Cruz de Hierro o del particolare albergue di Manjarín o dell’ultimo pueblo prima del passo, Foncebadón?! Questi sono ormai diventati dei luoghi simbolo del Cammino di Santiago, protagonisti di ogni foto e racconto su quest’esperienza. In particolare a colpire è la Cruz de Hierro, un palo alto 5 metri con alla sommità una croce di ferro e ai suoi piedi un cumulo di sassi e messaggi lasciati lì dai pellegrini.

La tradizione vuole che prima di partire per il Cammino il pellegrino raccolga un sasso e lo porti con sé per tutto il tragitto, finché, arrivato alla croce, lì lo lasci, come riprova del sacrificio che egli ha compiuto per rimediare a una colpa.

Ponferrada e il castello dei Templari

Nata come accampamento e cittadella romana, col Cammino di Santiago diventa un piccolo borgo, chiamato Pons Ferrata. La sua vicinanza con la rotta jacobea convince nel 1178 il re Fernando II a consegnare il pueblo nelle mani dell’Ordine dei Templari, che già altrove aveva dato prova di generosa accoglienza e ospitalità verso i pellegrini. I templari utilizzano così la fortezza esistente e ci costruiscono un grande castello, con torri di guardia e ponte levatoio.

Ancora perfettamente conservato, è il castello la grande attrazione della città, che può essere visitato e che al suo interno ospita una bellissima biblioteca templare. Nel paese anche il Museo del Bierzo vale la pena visitare, se siete interessati a saperne di più sulla storia di Ponferrada e sulla zona del Bierzo, che è quella in cui ci troviamo.

Villafranca del Bierzo e la Porta del Perdono

Villafranca del Bierzo è una graziosa e raccolta cittadina, attraversata da un fiumiciattolo e quasi al confine con la Galicia. La sua particolarità sta nel conservare, nella sua chiesa, una Puerta del Perdón uguale a quella della Cattedrale di Santiago, le sole in tutto il Cammino. La tradizione vuole infatti che se durante un Anno Santo un pellegrino arrivato fin lì non può proseguire per gravi problemi di salute, gli possa venire comunque concessa la Grazia giubilare, come se attraversasse la porta della cattedrale stessa.

O’Cebreiro, le pallozas e il Miracolo del Santo Graal

Nella lista di cose da vedere sul Cammino di Santiago non può assolutamente mancare O’Cebreiro, un piccolo paese proprio sul confine tra Galicia e Castilla y León e posto sulla cima di una verde collina. Di origine preromana, secondo alcuni celtica, O’Cebreiro conserva ancora esempi delle antiche abitazioni, chiamate oggi “pallozas” e diffuse in altre zone lì vicino: si tratta di strutture a pianta circolare oppure ovale, con pareti di pietra e un tetto di paglia, da cui usciva il fumo dei camini quando ancora non c’erano i comignoli. All’interno una parete divideva lo spazio in due, una parte abitata dagli uomini, e l’altra dai propri animali.

O’Cebreiro è anche famosa per la Leggenda del Santo Graal, che lo vorrebbe custodito nella chiesa di Santa María la Real, che datata IX secolo, è anche la chiesa più antica del Cammino.

La leggenda del Miracolo dell’Eucarestia, risalente al XIV secolo, narra che in una sera di forte tempesta e neve, un contadino molto devoto decidette di affrontare il maltempo e di raggiungere comunque il paese per presenziare alla celebrazione della Messa. Il prete, appena lo vide così stanco e bagnato se ne burlò, rimproverandolo per aver corso così tanti pericolo solo per un pezzo di pane e un po di vino. Fu proprio in quel momento che miracolosamente l’ostia si trasformò in carne, e il vino in sangue: un gesto di Dio contro la mancanza di fede e di compassione nel prete.

Interessante la presenza di un antichissimo albergue per pellegrini, l’Hospital de San Giraldo de Aurillac risalente all’anno 835, che acquisterà fama solo nel XI secolo quando verrà preso in carico dai monaci francesi di Aurillac.

Cose da vedere sul Cammino di Santiago da Sarria

Il Cammino Francese da Sarria è tutto in discesa ormai. Mancano solo 115km a Santiago de Compostela, e non si potrebbe essere più felici e soddisfatti di tutti i luoghi fin qui visti ed attraversati. Se però è da qui che parti, tranquillo, hai la fortuna di vedere almeno altri luoghi eccezionali, come ad esempio i magici boschi galiciani e la bella Portomarín.

Sarria

Cammino di Santiago da Sarria fotografico

Sarria è la città da cui i pellegrini che vogliono fare gli ultimi 100 km partono in direzione Santiago de Compostela. Località da sempre legata al Cammino, sorge accanto al fiume Oribio, che scavalchiamo tramite un bel ponte in pietra. In piazza una statua del re Alfonso IX ricorda il luogo della sua morte, avvenuta mentre stava compiendo il pellegrinaggio al sepolcro di San Giacomo.

Negli anni Novanta, con la rivalutazione del tracciato jacobeo, molti edifici sono stati ristrutturati, e così è stato per il cinquecentesco Hospital de San Antón, oggi adibito a Tribunale.

Tra i luoghi più rilevanti non può mancare il Convento de la Magdalena: fondato nel XIII secolo e subito adibito all’accoglienza dei pellegrini, fu nel 1332 oggetto di una bolla papale che concedeva al hospital il permesso di fare carità ai viandanti e, nel caso morissero lì, dare loro sepoltura. Nella Cappella di San Lorenzo sono infatti sepolti i molti pellegrini deceduti prima dell’arrivo a Santiago.

Portomarín e la città sommersa

Cammino di Santiago da Sarria fotografico

Portomarín è uno di quei posti da rientrare a pieno titolo nelle cose da vedere sul Cammino di Santiago. Divenne fin subito una tappa fondamentale del Cammino di Santiago, grazie soprattutto alla presenza di un lungo ponte che collegava le rive del fiume Miño e che permetteva ai pellegrini di non doversi servire di una barca. Tante sono le vicende storiche che nei secoli hanno plasmato questa città, ma oggi ciò che più affascina è sapere che sotto quel fiume, completamente sommerso dall’acqua, riposa il vero borgo di Portomarín.

Il ponte che attraversiamo, le strade e le case che vediamo, sono tutte state costruite al principio degli anni Sessanta, quando l’antica città venne abbandonata e sommersa dall’acqua per la costruzione della grande diga di Belesar, inaugurata nel 1963. Ancora oggi, quando il livello del fiume è basso, possiamo scorgere i tetti dell’antico borgo.

L’opera più degna di nota fu però il salvataggio della Chiesa Fortezza di San Nicola, un edificio del XII secolo che affascina soprattutto per il suo Pórtico de la Gloria, molto simile a quello della Cattedrale di Santiago perché creato dal discepolo dell’architetto compostelano Maestro Mateo. Quando si seppe della costruzione della diga la chiesa venne “smontata” un pezzo alla volta: ciascun elemento venne numerato, trasportato e poi riassemblato, un’opera davvero incredibile.

E dopo Portomarin?

Si arriva a Santiago de Compostela dove termina questo meraviglioso cammino.

  •  Deborah Torreggiani

    Ciao sono Deborah Torreggiani Travel Blogger, Editor e Co – Founder di Apiediperilmondo.com. La nostra missione è racchiudere in un solo portale tutte le informazioni sui viaggi a piedi, attraverso le nostre esperienze e il nostro lavoro.  Creo dei testi chiari e ricchi di informazioni per aiutarti a trovare tutto ciò che cerchi.
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