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Il Cammino Inglese

Apri l’indice dei Contenuti Partenza: Ferrol Lunghezza: 118 Km Difficoltà: T/Escursionistico N.Tappe: 5 Il Cammino inglese: Ferrol o A Coruña Il Cammino Inglese parte da Ferrol,

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25 maggio 201819 min3872 paroleAggiornato 27 maggio 2026
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Il Cammino inglese: Ferrol o A Coruña

Il Cammino Inglese parte da Ferrol, più precisamente dall’antico porto medievale di As Curuxeiras, che inizialmente usato come porto di fortuna in caso di forte maltempo, vide dal XII secolo lo sbarco di numerosi pellegrini. A detenere i permessi ufficiali per l’approdo di mercanzie e pellegrini era però la città di A Coruña, distante via mare solo una trentina di chilometri, da cui, allora come oggi, era possibile incamminarsi e ricongiungersi dopo 32 km col cammino inglese, ad Hospital de Bruma.

Oggi la maggioranza dei pellegrini decide di partire da Ferrol, e i numeri lo dimostrano.  Nel 2019 sono state oltre 15mila le persone che sono partite da qui, mettendo Ferrol al quinto posto tra le città di partenza dei cammini di Santiago. La ragione sta essenzialmente nel fatto che solo partendo da Ferrol si possa ottenere la Compostela: il Cammino Inglese da Ferrol è infatti lungo 118km, mentre il Cammino da A Coruña solo 74km, troppo pochi per richiedere la pergamena.

Il Cammino Inglese è il percorso perfetto per chiunque abbia una sola settimana di tempo, sia perché percorribile in soli 5 giorni, sia perché si tratta di un cammino fatto e finito, e non l’ultimo pezzo di un cammino più lungo. É proprio per quest’ultimo motivo che molti lo preferiscono al Cammino da Sarria (ultimi 100km del Cammino Francese) e al Cammino da Tui (ultimi 100km del Cammino Portoghese). Certo, rispetto agli altri due, il Cammino Inglese ha molti meno servizi e alloggi, ma se si è provvisti di un pò di spirito di adattamento, sa regalare grandi emozioni.

Tappe del Cammino Inglese da Ferrol

  1. Il Cammino Inglese è lungo 118km e può essere diviso in 5 o 6 tappe. Purtroppo la scelta delle tappe è obbligata dalle condizioni del tracciato, povero di strutture ricettive e localizzate solo nei centri urbani. Questa situazione incide ovviamente sulla decisione di fare o meno questo cammino, soprattutto visto che ci sono due tappe da 30km e 28km. Se quindi si decide di partire per il Cammino Inglese bisogna esserne consapevoli.

    1b. Ferrol – Neda  |  16km

    2b. Neda – Pontedeume  |  14km

    1. Ferrol – Pontedeume  |  30km
    2. Pontedeume – Betanzos  |  20km
    3. Betanzos – Hospital de Bruma  |  28km
    4. Hospital de Bruma – Sigüeiro  |  24km
    5. Sigüeiro – Santiago de Compostela  |  17km

    Il Cammino Inglese costeggia l’oceano per i primi 50km, attraversando località balneari come Miño, che vanta numerose bandiere blu per le sue spiagge, e luoghi maggiormente legati alla storia e alla ricchezza culturale e monumentale. Fino a Betanzos, ultima città di mare, attraversiamo molti paesi e incrociamo altrettanti punti di ristoro.

    La situazione cambia quando ci inoltriamo nelle zone più interne, dove possono trascorrere anche 2-3 ore prima di trovare un paese o un caseggiato. É infatti un cammino, che soprattutto nella seconda parte, riserva preziosi momenti di solitudine.

Difficoltà del Cammino Inglese

Il Cammino Inglese è un percorso di bassa/media difficoltà, che si può definire Turistico/Escursionistico nella scala del grado di difficoltà escursionistica. Nonostante questo non me la sento di consigliarlo a chi deve partire per la prima volta e non ha esperienza di nessun tipo nel viaggio a piedi. Non è tanto per l’impegno fisico, ma per la scarsità di servizi e la presenza di tappe obbligate. Ecco quindi una lista delle difficoltà che deve affrontare chi decide di intraprendere il Cammino Inglese.

  • Dislivelli – Il totale dei dislivelli positivi e negativi del Cammino Inglese è di 3900 m, esattamente a metà tra il Cammino da Tui, il più semplice dei 100km, e il Cammino da Sarria, il più impegnativo. Non si tratta di un dislivello elevato, soprattutto considerando che si diluisce in 5/6 giorni di cammino, ma per affrontarlo serve un minimo di allenamento. Se non riesci a quantificare quel dato in termini di fatica e impegno, ti consiglio di fare una camminata in montagna e di misurare tempo e dislivello, magari con un orologio sportivo o con un App. In questo modo saprai leggere in modo più consapevole l’altimetria di una tappa e saprai prepararti al meglio per affrontarla.
  • Si cammina più giorni – Camminare più giorni di seguito implica uno sforzo fisico non indifferente, molto diverso da quello richiesto per una passeggiata in montagna, anche se difficile. Il fatto che il giorno dopo aver camminato non ci aspetti un pò di riposo ma un’altra giornata di cammino, magari più impegnativa, fa davvero la differenza, credimi! Il modo giusto per affrontare questa situazione è rallentare, camminare sempre con il proprio passo, non esagerare e prendersi delle pause nel corso della tappa, lasciando a casa la fretta.
  • Tappe obbligate – La natura rurale di questo cammino e la scarsità di paesi e centri urbani, soprattutto nella seconda parte del tracciato, fa sì che ci siano poche strutture ricettive. Questo incide sulla divisione del percorso, e porta a tappe obbligate e fisse. Ciò significa che se un giorno siamo stanchi e vogliamo camminare pochi chilometri, non incontreremo nel corso della tappa nessuna struttura in cui fermarci. Quindi bisogna essere pronti a terminare la tappa prestabilita a prescindere da come ci sentiamo quel giorno.
  • Scarsità di servizi  La scarsità di paesi e quindi di servizi, come per esempio bar e luoghi di ristoro lungo la tappa, rendono il Cammino Inglese un percorso solitario e poco adatto ai “principianti”. Poter contare sulla presenza di persone del posto che un aiuto in caso di bisogno è importante per chi non ha nessuna esperienza.
  • Zaino di 7/8kg – Camminare più giorni di fila e su un percorso sali e scendi, seppur con poco dislivello, diventa ancora più impegnativo con uno zaino di 7/8kg sulle spalle. La prima cosa da fare è selezionare le cose da mettere nello zaino e cercare di alleggerirlo il più possibile arrivando a un massimo 6kg. Poi un pò di allenamento prima di partire con lo zaino sulle spalle è consigliato.

Quando partire per il Cammino Inglese

Il Cammino Inglese attraversa per quasi 120km la regione più verde e piovosa di Spagna, la Galizia. Bisogna quindi essere pronti ad abbondanti precipitazioni tutto l’anno, soprattutto tra Ottobre e Aprile. A prescindere dal periodo in cui tu decida di partire ti consiglio di portare sempre con te almeno una mantella per la pioggia, così che tu sia pronto nel caso piova. Guarda le previsioni prima di partire e, se il cielo promette pioggia, munisciti di un buon equipaggiamento anti-pioggia. Tra l’altro, in caso di pioggia, i sentieri risulteranno molto fangosi, quindi attento! Per qualche consiglio in più leggi l’articolo “Cosa mettere nello zaino per il Cammino di Santiago”.

Per quanto riguarda le temperature, l’influenza dell’oceano non le fa mai scendere, se non in rari casi, sotto gli zero gradi. Questo fa sì che anche in inverno la probabilità di neve sia molto bassa. In estate poi, sebbene ci siano anche qui temperature di 25-30 gradi, il Cammino Inglese risulta piacevole da percorrere, favorito dalla presenza di molti boschi.

Il periodo migliore per fare il Cammino Inglese è quindi da Maggio a Settembre: poche precipitazioni e temperature miti.

Dove dormire sul Cammino Inglese

Ne abbiamo parlato più volte nei capitoli precedenti, il Cammino Inglese non offre una grande quantità di strutture ricettive. Oltre a questo non offre neanche un’offerta diversificata. É quindi necessaria una buona e tempestiva organizzazione del viaggio, e la prenotazione delle strutture con largo anticipo.

Andiamo quindi ad analizzare ciascuna tipologia:

  • Albergues privati/ostelli – si tratta di ostelli in cui è possibile prenotare. Sul Cammino Inglese NON ce ne sono, se non nella penultima tappa.
  • Albergues municipali – ostelli gestiti dalla Xunta de Galicia e aperti tutto l’anno ad uso esclusivo dei pellegrini, in cui è vietata la prenotazione. Ci sono in ogni fine tappa. Il costo varia dai 5€ ai 7€, quando non donativo.
  • Hotel, B&B, pensioni – generalmente di medio livello, queste strutture offrono un ridotto numero di posti. La maggior parte nel periodo invernale chiude. In estate invece, quelle a ridosso del mare accolgono anche un turismo balneare, riducendo la disponibilità di posti.

Segnaletica sul Cammino Inglese

Il Cammino Inglese condivide con tutti gli altri cammini di Santiago la stessa segnaletica. Troverai quindi la classica freccia gialla a indicarti la strada, accompagnata dalla concha, ovvero un’immagine stilizzata della conchiglia.

Puoi incrociare segnali verticali, quindi cartelli in legno con indicata la direzione, oppure pennellate su rocce, alberi, case, muretti, ovunque il segnale risulti visibile e chiaro. Le frecce sono unidirezionali e se ne trovano frequentemente, sia lungo i rettilinei che in prossimità dei bivi. Naturalmente è necessario fare attenzione e non farsi distrarre troppo dal paesaggio o dalle chiacchiere con gli amici.

Credenziale e Compostela

La regola dice che chiunque percorra almeno 100km a piedi e 200km a cavallo e arrivi a Santiago, abbia diritto, se lo desidera, alla Compostela. La Compostela è una pergamena che si ritira a Santiago e che attesta che colui che la richiede ha effettivamente percorso il Cammino. Nel caso del Cammino Inglese, è consentito ritirarla solo si è percorso il tratto da Ferrol, lungo 118km, mentre non è consentito per il tratto da A Coruña perché troppo breve (soli 74km).

Per poterla ottenere è necessario, nel corso del proprio cammino, timbrare almeno una volta al giorno la credenziale. La credenziale è un libretto su cui apporre tappa dopo tappa dei timbri, così da dimostrare all’ufficio di Santiago che si è regolarmente fatto il cammino e che si ha diritto alla Compostela.

Per sapere dove ritirarla ti consiglio di leggere l’articolo specifico su credenziale e Compostela.

Paesaggio sul Cammino Inglese

Il paesaggio del Cammino Inglese è estremamente verde e rurale. Immersi in una natura autentica, selvaggia, spesso lontano da grandi nuclei urbani, ci inoltriamo tra i boschi, dove castagni, olmi, querce ed eucalipti ci circondano. Attraversiamo campi coltivati e allevamenti, costeggiamo l’oceano, calpestiamo la sabbia in riva al mare, e a volte incrociamo per qualche chilometro l’asfalto.

Le Fragas do Eume, nella località di Pontedeume, esprimono in pieno quest’idea di natura incontaminata: dichiarato da qualche anno parco naturale, racchiude un ecosistema e una biodiversità unica, massimo esempio di bosco atlantico d’Europa.

Le abbondanti piogge che caratterizzano queste zone hanno portato nei secoli scorsi all’ideazione e alla costruzione di granai galiziani chiamati Hórreos: di forma rettangolare, fatti in pietra o in legno, li troviamo sollevati da terra per evitare che entrino animali e l’umidità dal terreno, e bucherellate le pareti per favorirne la ventilazione interna. In prossimità dei molti rivoli e fiumi, troviamo inoltre diversi mulini e ponti medievali, indici di un importante passato legato al transito di merci e persone.

Cosa vedere sul Cammino Inglese

Ferrol è quindi il nostro punto di partenza per il Cammino Inglese. Città di 70.000 abitanti sita all’interno di un fiordo sulle coste della Galicia occidentale, possiede un ricco patrimonio monumentale strettamente legato al suo passato militare: ne sono un esempio i molti forti, castelli, cantieri navali, addirittura i quartieri, come quello della Magdalena, fatto costruire nel XVIII secolo da Carlos II per militari d’alto rango, ingegneri e commercianti.

Curiosità – Il forte di San Felipe e il castello di San Martín, posti l’uno di fronte all’altro sulle rive opposte del fiordo all’altezza dell’imboccatura, nel XIV secolo adottarono un astuto stratagemma per impedire attacchi nemici via mare: tra i due edifici, durante le ore notturne, veniva infatti tirata una lunga catena, che almeno una volta impedì la presa della città da navi nemiche.

Nel XVIII secolo, sotto i Borboni, vanterà infatti il primato di più grande base navale d’Europa, diventando la città più popolosa della Galicia. Città natale di Francisco Franco, viene chiamata per tutta la durata del suo regime El Ferrol del Caudillo, ma oggi rappresenta di certo un luogo turistico molto apprezzato.

Neda

Sulle coste dello stesso fiordo troviamo Neda, un paese che vincolò la propria fortuna al cammino di Santiago, e che già luogo di residenza di famiglie nobili, ricevette nel XIV secolo un ulteriore impulso dalla concessione del fuero da parte del re Alfonso XI, desideroso di esprimere gratitudine al suo importante alleato Fernán Pérez de Andrade.

Da qui fino a Betanzos la famiglia degli Andrade godette per generazioni del potere di plasmare queste terre, influenzandone l’economia, la vita, e finanziando molti degli edifici religiosi e civili che ancora oggi ammiriamo.

Pontedeume

A Pontedeume gli Andrade finanziarono la costruzione del suo famoso ponte in pietra, delle mura che circondavano per intero la città difendendola da attacchi esterni, del convento di San Agustín e  di molti altri. Il ponte di pietra fu costruito a partire dal 1380 per sostituire il precedente ponte in legno che, a pelo d’acqua, era percorribile solo con la bassa marea. Lungo 600m e poggiante su 79 archi, godeva di un hospital, una cappella e due torri. Ricostruito a metà del XIX secolo, vede oggi solo 15 archi e nessun edificio su di esso.

Betanzos

A Betanzos i resti del primo degli Andrade riposano nella Chiesa di San Francisco, in un sarcofago custodito dai due simboli della casata, il cinghiale e l’orso.

La città è però stata plasmata più recentemente da altri due personaggi, i fratelli García Naveira. “Indianos”, rientrarono dall’Argentina dopo esservi emigrati sul finire del XIX secolo e aver fatto fortuna, decidendo di investire molto del loro denaro sulla cultura e sulle infrastrutture della città. Anche grazie a loro, oggi Betanzos vanta il nucleo storico-monumentale più bello e visitato della Galicia.

Nulla di rilevante troviamo fino a Santiago, quando stanchi ma soddisfatti varchiamo la Porta da Pena e ci inoltriamo nelle sue antiche vie. Santiago naturalmente è magnifica, e vale almeno un paio di giorni del nostro tempo per visitarla.

Cosa mangiare sul Cammino Inglese

Molte parole vanno inoltre spese per l’incredibile enogastronomia di questa terra e dei suoi mari.

Piatti di pesce, con molluschi, merluzzi, granchi, crostacei accompagnano squisiti piatti di carne, condividendo in alcune pietanza la tipica cottura “ a la gallega”.

Famosi e da provare assolutamente sono:

  • Il pulpo a la gallega, polipo stufato a pezzi con paprica, olio e sale;
  • Il cocido gallego, uno stufato con prosciutto, salsiccia, manzo, pollo, cavolo, patate, ceci;
  • Il lacón gallego, un prosciutto crudo prodotto con i quarti anteriori del maiale;
  • L’empanada gallega, una torta salata o con pesce o con carne, con peperoni, acciughe,         pomodori e cipolle.
  • Percebes, un particolarissimo crostaceo comunemente chiamato “unghia di drago”, diffuso in particolare nella Costa della Morte a La Coruña.
  • Arroz con bogavante, ovvero riso all’astice blu.
  •  

Tra i dolci non può mancare la Tarta de Santiago, una semplice torta con mandorle tritate, magari accompagnata dalla grappa Orujo. I vini sono tutti molto buoni, ma spiccano il bianco Albariño e il rosso Ribeiro.

Il Cammino Inglese da A Coruña

Il Cammino Inglese ha un inizio alternativo nella città di A Coruña, da dove anticamente cominciava il Camino do Faro verso Santiago. Da qui, percorsi 33 km, si arriva ad Hospital de Bruma, dove ci si congiunge con il Cammino Inglese da Ferrol. 74km ci separano da Santiago, non abbastanza da guadagnarsi la Compostela ma sufficienti per scoprire un bellissimo angolo di Galicia.

Partiamo dalla Chiesa di Santiago, nel centro storico, e dopo un primo tratto dominato dall’asfalto, nel quale costeggiamo per una decina di chilometri il corso d’acqua, cominciamo finalmente a percorrere dei sentieri tra i boschi, immersi in una natura autentica e selvaggia.

Il tragitto si svolge quasi sempre in falso piano, tranne per gli ultimi 8 km, quando un impegnativo dislivello costringe a salire dai 100m ai 477m d’altezza di Hospital de Bruma.

A Coruña e O Burgo, due città del cammino legate dalla storia

Sebbene siano pochi coloro che scelgono di partire da A Coruña invece che da Ferrol, stupisce l’assenza di un albergue per pellegrini in città, soprattutto visto il suo forte legame col cammino.

L’offerta alberghiera comunque non manca in una città che fa del turismo un’importante risorsa economica. A Coruña, la Città di cristallo per le tipiche vetrate delle sue gallerie in Avenida de la Marina, è non solo un rinomato centro culturale, artistico e museale, ma una florida località balneare, con spiagge, parchi, giardini e un largo lungomare.

Il Monte di San Pedro rappresenta un luogo privilegiato per ammirare dall’alto la città, e vede, sulla cima dell’opposto promontorio, la millenaria Torre de Hércules. Risalente al I secolo d.C, questo faro romano è il più antico del mondo, e anche l’unico ancora funzionante.

Pochi chilometri dopo A Coruña, lungo il cammino, troviamo la piccola località di O Burgo.

Nel XII secolo, quando ancora A Coruña non esisteva, era Burgo de Faro il centro urbano più importante della zona. Con accesso diretto al mare, era un porto rinomato e ospitava commerci e pellegrini.

A detenere il potere erano in parte i cavalieri templari, che risiedevano lì stabilmente, e in parte la Chiesa, rappresentata sia dalla Cattedrale di Santiago che dal monastero di Sobrado dos Monxes. Quest’ultimo possedeva molte terre in città, tante da commissionare i famosi mulini di Acea de Ama, oggi esistenti e visitabili. Quando, nel XIII secolo, il re dette l’ordine di fondare A Coruña e di popolarla, O Burgo subì un grave declino che la costrinse a vivere all’ombra della nuova città.

Storia del Cammino Inglese

Come spesso accade, la presenza del mare ha rappresentato un’opportunità importante per l’economia di queste terre. Grandi città come Ferrol o A Coruña, ma anche piccole realtà come Neda e Fene, hanno fatto del porto e della cantieristica navale la loro forza fin dall’epoca medievale, plasmate da importanti vicende storiche e da nuclei monumentali che ancora oggi attirano molti visitatori.

Grande influenza ha inoltre avuto il fenomeno del pellegrinaggio, che protrattosi per secoli, ha visto il suo apice nel XV secolo, soprattutto nella sua prima metà in occasione degli anni santi. Nato agli inizi del XII secolo per quei pellegrini che dal nord Europa giungevano sulle coste galiziane diretti a Santiago de Compostela, vedeva inglesi, irlandesi, scandinavi, fiamminghi ed est europei salpare dai principali porti nordici e raggiungere il porto di O Burgo nel golfo Ártabro, uno dei centri urbani più importanti della zona.

Rinomato polo commerciale, O Burgo era provvisto dei permessi reali necessari all’accoglienza e al trasporto dei pellegrini, una pratica regolata da precise norme sul numero di persone ammesse, sulle tariffe dei trasporti e sulle concessioni agli armatori.

Tra i primi pellegrini ad arrivare via mare vi furono molti crociati e cavalieri diretti in Terra Santa, volontari di tutto l’impero partiti per espugnare e poi difendere Gerusalemme e le antiche terre cristiane, che secoli prima erano state conquistate dall’esercito arabo-musulmano. Pellegrinare quindi verso Santiago de Compostela e invocare, ai piedi del sepolcro, la protezione di San Giacomo il “matamoros”, fu una pratica comune per quasi tutta la durata delle crociate. 

O Burgo divenne addirittura una delle sedi dell’Ordine dei Templari,  che per due secoli tenne sotto il suo controllo parte del porto.

Nel corso del XIII secolo O Burgo subì un grave declino, soppiantato dalla nuova città di A Coruña, che sorta all’imboccatura del golfo, risultò un luogo strategicamente migliore per approdare. Con lei, anche la città di Ferrol cominciò a prosperare e ad accogliere i pellegrini, che da qui partono tuttora per Santiago. Il cammino da A Coruña, col suo faro d’Ercole, prese il nome di Camino do Farotermine oggi non più utilizzato.

Inglesi, scozzesi, irlandesi, scandivani e fiamminghi addirittura, decidevano di arrivare in Galicia via mare, a volte per risparmiare tempo, altre per evitare zone di conflitto e pericoli. Durante la guerra dei cent’anni per esempio, moltissimi furono i nordeuropei che decisero di non attraversare la Francia e arrivare direttamente in Spagna via mare.

Tracce evidenti di questo passato sono i molti “Hospital”  che venivano costruiti accanto al cammino e di cui ancora oggi abbiamo memoria. Il più antico, anche se non più esistente, è quello di Bruma, documentato già nel 1175, che vide nel 1520 la regale presenza di Carlos V di Asburgo.

Pontedeume, un piccolo “hospital” venne costruito sul ponte in costruzione nel 1380. A Betanzos ne troviamo un esempio risalente al XVII secolo e ancora funzionante, anche se oggi destinato ad altri usi. Questi edifici e la memoria storica che li avvolge ha permesso quindi di tracciare il tragitto originale, grazie anche agli antichi documenti sui pellegrinaggi custoditi a Neda nella sua Casa de Cultura.

Perché i pellegrini viaggiavano in nave

Il viaggio in nave veniva scelto per molti motivi. Innanzitutto permetteva di risparmiare mesi di cammino, se non anni, contro i cinque-sei giorni di mare e un paio di settimane sulla terra ferma.

Di conseguenza si potevano risparmiare anche grandi somme di denaro, nonostante da una parte lo status di pellegrino “garantisse”  generose forme di ospitalità, e dall’altra che le tariffe per imbarcasi fossero molto alte, soprattutto in corrispondenza degli anni santi, quando l’afflusso di pellegrini aumentava.

Le strade erano inoltre molto pericolose. Non solo ladri e briganti, ma guerre e scorribande minacciavano ogni giorno la sicurezza dei viandanti. La guerra dei Cent’Anni, avvenuta dal 1337 al 1453, sconvolse tutta l’Europa facendo della Francia un grande campo di battaglia, praticamente chiusa al passaggio di chiunque.

Nonostante tutti i pericoli, il XV secolo vide il maggior afflusso di pellegrini della storia, ma basterà aspettare il XVI secolo per assistere al suo fragoroso declino.

La causa è da attribuire a due grosse scosse che hanno investito il mondo cristiano: in primis la riforma protestante, iniziata nel 1517 con le famose tesi di Lutero; poi lo scisma anglicano, provocato nel 1534 dalla rottura dei rapporti tra il Papato e il re d’Inghilterra Enrico VIII, il quale si proclamò primo capo della sua nuova Chiesa.

La pratica del pellegrinaggio, qui come altrove, ha quindi seguito le logiche della storia e delle persone che l’hanno vissuta, in un flusso mai costante né nei modi né nei tempi.

Oggi infatti il Cammino Inglese è molto diverso. Parte dal mare ma non vi ha più alcun legame, di certo non come coloro che era costretti ad attraversare l’oceano per raggiungere la costa. Un cammino unicamente di terra quindi, per una generazione di viandanti che lo sta appena riscoprendo.

Come raggiungere Ferrol

  • AEREO
    • Ferrol è priva di aeroporto, quindi bisogna raggiungere in aereo una località vicina e utilizzare treno o autobus per arrivare in città. I due aeroporti più vicini sono:
    • A Coruña, raggiungibile dall’Italia facendo scalo a Madrid.
    • Santiago de Compostela, servita dall’Italia e senza scalo con la compagnia low  cost Ryanair.
  • TRENO –  Per orari e collegamenti consultare il sito http://www.renfe.com
  • AUTOBUS – Per orari e collegamenti consultare il sito https://www.alsa.es

Come raggiungere A Coruña

  • AEREO
  • L’aeroporto di A Coruña non effettua voli diretti con l’Italia, ma solo tratte interne. É quindi necessario fare prima scalo a Madrid.
  • Santiago de Compostela è invece direttamente collegata con l’Italia tramite la compagnia low coast Ryanair. In questo caso siamo costretti a servirci di mezzi pubblici per giungere ad A Coruña.
  • TRENO –  Per orari e collegamenti consultare il sito http://www.renfe.com
  • AUTOBUS – Per orari e collegamenti consultare il sito https://www.alsa.es

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