Cento volte il Cammino di Santiago. Otto volte il Kumano Kodo. Decine di volte le coste del Portogallo, e poi la Francigena, l'Irlanda, l'Inghilterra, la Normandia: ogni cammino che trovi qui l'ho fatto con i miei piedi, in ogni stagione, da solo e con gruppi privati e aziende. Non propongo un passo che non ho camminato.
Ma il cammino è la parte visibile. Sotto c'è un'azienda che ho costruito con le mie mani, pezzo per pezzo, senza investitori: il sito che stai leggendo, le campagne che ti hanno portato qui, le foto, le guide cartacee da trentamila copie, il gestionale con cui seguiamo ogni viaggio, l'app che i nostri viaggiatori aprono in cammino, gli assistenti di intelligenza artificiale che oggi lavorano con noi. Marketing, tecnologia, fotografia, scrittura, numeri: ho imparato tutto quello che serviva, quando serviva, e non ho mai smesso.
Prima ero un nomade digitale, con il lavoro nello zaino e il mondo davanti. Poi ho scelto di fermarmi a Santiago de Compostela con Deborah Torreggiani, compagna di vita e socia, per costruire qualcosa che in Italia non c'era: un modo di far camminare le persone fatto di cura, non di tessere. Da Apiediperilmondo è nato Wayure, tour operator con licenza spagnola, e da lì oltre trentacinquemila persone partite con noi. Siamo stati tra i pionieri del viaggio a piedi self-guided in Italia, e abbiamo contribuito a far nascere due cammini nuovi.
Poi un grave problema di salute, risolto con il tempo. Ne sono uscito con una certezza: quello che ho imparato vale solo se lo metto al servizio di chi parte. Sono un imprenditore e un camminatore, e prima ancora un amante della strada. Cammino lento quando serve, guido per chilometri quando la strada chiama. In ogni caso, parto libero.

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