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Camminare a Singapore, la città-giardino per eccellenza

Camminare a Singapore è un’occasione per unire turismo e attività all’aria aperta, in una delle città più verdi al mondo, approfittando del clima equatoriale e di una architettura urbana sempre più attenta agli spazi pubblici. 

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Singapore è una città-stato di 5,6 milioni di abitanti, tutti concentrati su un’isola di 602 km2, la punta più a sud della penisola malese. Pur vantando una densità abitativa di oltre 9.000 abitanti/km2, la città ha saputo negli anni riproporsi come una delle metropoli più moderne e attente al verde, adottando come slogan proprio Singapore – A City in a Garden. Ad oggi, più del 47% dell’area totale è adibita a spazi verdi, una dimostrazione di come anche la vita urbana possa essere interpretata in funzione della Natura e non viceversa. Aiuta sicuramente il fatto che Singapore sia il terzo paese più ricco al mondo in termini di reddito pro-capite, dopo Qatar e Lussemburgo. Gran parte delle foreste comprese nel territorio di Singapore sono secondarie, e quindi rinate dopo la deforestazione, ma rimane ancora una piccola percentuale di foresta primaria.

 

Singapore è una città cosmopolita: la maggioranza della popolazione è di origini cinesi (74%), seguiti da malesi (13%) e tamil (9%). Come conseguenza del suo passato coloniale, la lingua più diffusa è l’inglese, considerata ufficiale al pari di malese, mandarino e tamil.

In una città così verde è difficile non farsi venire la voglia di uscire per una camminata. Camminare a Singapore è infatti uno dei modi più semplici per conoscere questa metropoi. Le opzioni sono molteplici: si passa da brevi passeggiate nei parchi cittadini a veri e propri percorsi nella natura approfittando delle riserve naturali e acquatiche. Non è purtroppo possibile intraprendere trekking di più giorni, ma escursioni giornaliere bene si conciliano con un programma turistico che permetta di vivere Singapore in tutti i suoi aspetti.

Singapore ha un clima costante durante tutto l’anno: caldo e umido, mitigato però da piogge quasi giornaliere che, di solito a metà pomeriggio, donano un po’ di refrigerio. Il sole ovviamente è quello equatoriale ma non è insopportabile. La città si può quindi visitare tutto l’anno.

Dove camminare a Singapore

Il sito del National Parks Board di Singapore è particolarmente ben fatto e indica chiaramente tutte le possibili opzioni per vivere i parchi di Singapore. Per ogni percorso è possibile scaricare una pratica brochure con tutte le informazioni necessarie. Inutile aggiungere che la segnaletica sul posto è impeccabile. Il sito è arricchito di pratiche cartine sulle quali si possono applicare filtri in base alle attività che si intende svolgere. 

I parchi sono in fase di collegamento nella cosiddetta “Park Connector Network”, una rete di passaggi pedonali e ciclabili che collegano tra loro le aree verdi, rendendo ancora più reale l’idea di “città in un giardino”. Per esempio, la rete che collega i parchi nella zona orientale dell’isola raggiungerà i 150 km di lunghezza. Non molte altre città possono offrire tanto a un passo da casa!

Qui di seguito una selezione di quelli che sono i percorsi più interessanti anche da un punto di vista turistico.

Southern Ridges

I Southern Ridges (lett. dorsale meridionale) sono un percorso misto a sud dell’isola che collega tra loro diversi parchi grazie a ponti spesso particolarmente avveniristici. Il percorso inizia dalla stazione della metro di Harbourfront dietro la quale inizia il Mount Faber Park, uno dei più vecchi di Singapore. Questo parco è collegato con il seguente, il Telok Blangah Hill Park, grazie a un ponte divenuto molto famoso per lo stile architettonico d’avanguardia: l’Henderson Waves Bridge. Si tratta di un ponte di 275 m a 36 m di altezza rispetto all’omonima strada sottostante. Il parco di Telok Blangah Hill presenta invece un altro tratto di percorso particolarmente interessante: il Forest Walk. Si tratta di 1,3 km di ponti sopraelevati (tra i 3 e i 18 m di altezza) che permettono un colpo d’occhio sulle fronde della foresta tropicale secondaria.

Arrivati alla fine del Telok Blangah Hill Park e superato il ponte Alexandra Arch, si può scegliere di continuare dritti verso Hort Park (in questo caso il percorso completo sarà di 9 km) o di deviare per il Labrador Park, un parco costiero a sud dei Southern Ridges. All’interno del Labrador Park si possono vedere alcune installazioni risalenti alla Seconda guerra mondiale. Il tratto di lungomare incluso nel parco è dotato di spazi per picnic e giochi per bambini. Dal Labrador Park si può inoltre accedere al percorso costiero di Palau Keppel. Da lì si può tornare in poco tempo al punto di partenza.

Rientrati dalla deviazione a Labrador Park, si riprende il percorso originale che attraversa Hort Park, un parco dedicato alle coltivazioni ortofrutticole. A questo punto si entra nell’ultimo parco del percorso, Kent Ridge Park, dal cui ingresso si procede lungo un Canopy Walk, un percorso di 300 m a un’altezza di 16 m che permette di camminare attraverso la foresta tropicale secondaria di Tembusu.

Il percorso termina al Science Park di South Buona Vista Road e la Kent Ridge MRT è a pochi passi di distanza, per un totale di 14,5 km. Un’ottimo itinerario per chi desidera camminare a Singapore e conoscerne il lato più verde e naturalistico.

Visita il sito del parco a Singapore

 

MacRitchie Reservoir Park

La riserva d’acqua MacRitchie è la più vecchia di Singapore (1868). Era stata costruita per andare incontro alle richieste sempre maggiori di acqua dolce che la popolazione di Singapore iniziò ad avanzare nel XIX secolo. Furono quindi abbattute gradualmente le foreste che ricoprivano gran parte dell’isola e si arrivò a preservarne solo un 10%. Il resto del territorio deforestato andò a contribuire alla crescita economia di Singapore come porto ma anche come spazi per contenere acqua, che fino a quel momento veniva pompata dalla sezione superiore del fiume Kallang. Vennero quindi realizzate altre due riserve d’acqua, Lower Peirce Reservoir e la Seletar Reservoir ma anche così l’acqua dolce non era sufficiente. Singapore non era semplicemente in grado di soddisfare autonomamente la domanda. Nel 1932 venne quindi firmato un accordo con il sultano del Johor, lo stato malese che confina con Singapore, affinché venisse importata acqua dalla penisola. Con questi progressi si interruppe anche la deforestazione dell’isola e oggi la Riserva MacRitchie è di fatto un parco naturale di 1 km2 di foresta tropicale primaria, oltre a zone di foresta tropicale secondaria.

Oggi il parco è prevalentemente utilizzato come spazio sportivo per escursioni a piedi, corsa e canoa. I percorsi sono ben segnalati e di diversa lunghezza. E’ frequente incontrare nel parco varani e scimmie. Il parco è prevalentemente pianeggiante e la sezione più apprezzata è un percorso di ponti sopraelevati lungo 250 m, il Tree Top Walk, che offre viste sulla foresta dall’alto.

Si può scegliere, tra le varie opzioni, il percorso circolare che inizia e finisce alla struttura di accesso al parco. La camminata è punteggiata da gazebo coperti per proteggersi dagli improvvisi acquazzoni equatoriali (che non mancano mai ma durano sempre poco!). Una nota: il Tree Top Walk è percorribile solo in un senso, quindi si consiglia di intraprendere il percorso in senso antiorario.

Visita il sito del Parco a Singapore

Cos’altro vedere a Singapore

Singapore si visita benissimo in un paio di giorni da turista. E’ una città da visitare rigorosamente a piedi (ma la metro è comunque molto comoda!). I percorsi pedonali sono ovunque e ovviamente in perfette condizioni. E’ utile inoltre ricordare che i taxi non hanno prezzi proibitivi e quindi sono una valida alternativa in caso di necessità.

Il percorso che vi proponiamo qui di seguito si snoda nella parte storica di Singapore. Ovviamente la città offre molto di più: Little India, Chinatown, il quartiere arabo, tutte zone da scoprire sempre camminando.

Itinerario di trekking urbano a Singapore

Ecco un itinerario più cittadino per camminare a Singapore e conoscerne il lato più culturale e ricreativo, con musei, bar, ristoranti e installazioni artistiche.

Arrivando a City Hall MRT, la prima tappa è il Museo Peranakan, dedicato alla cultura tradizionale di Singapore (e della Malesia) dei cinesi dello Stretto. Merita una pausa almeno il piccolo negozio annesso accessibile dalla strada.

Poco oltre si entra nel Fort Canning Park, una collina di 18 ettari con piacevoli viali alberati intervallati a installazioni artistiche (Fort Canning ospita la Pinacoteca di Parigi). Il sito di Singapore National Parks offre ovviamente molti approfondimenti e proposte di percorsi all’interno del parco. Dall’angolo meridionale del parco è possibile ammirare le colorate persiane della Old Hill Street Police Station, oggi sede del Ministero delle Comunicazioni e dell’Informazione e del Ministero della Cultura, Comunità e Gioventù. Il parco ospita al centro la riserva d’acqua, non accessibile al pubblico.

Uscendo da Fort Canning verso nord si arriva in poco tempo su Orchard Road, una delle vie principali di Singapore e sicuramente la via dello shopping per eccellenza. Per raggiungere i centri commerciali più conosciuti, bisogna dirigersi verso ovest. Andando in questa direzione vale la pena deviare su Emerald Hill Road, una caratteristica via intrisa di cultura peranakan. Le residenze che si affacciano sulla via sono state recentemente ristrutturate e ospitano in alcuni casi locali e negozi.

Ritornando sui propri passi, dirigetevi verso sud-est, lungo Bras Basah Road, che fiancheggia il complesso del Raffles Hotel, famoso hotel storico di Singapore (il complesso è al momento in ristrutturazione e riaprirà tra qualche mese).

Lungo St. Andrew’s Road si superano sulla sinistra il War Memorial e il campo da gioco del Padang, tristemente famoso per essere stato il punto di smistamento scelto dai giapponesi per deportare gli stranieri di Singapore nel 1942 (lo stesso Padang però ospiterà poi la cerimonia di riconsegna di Singapore agli inglesi dopo la sconfitta del Giappone). Sulla destra invece è possibile visitare la Cattedrale di St. Andrew e la nuova National Gallery.

Proseguendo oltre il Padang si arriva sulla Promenade lungo il Singapore River, affiancata dal Victoria Memorial Hall and Theater, l’Asian Civilization Museum e il Parlamento. Attraversando il Singapore River, il Boat Quay è punteggiato da numerosi locali e ristoranti. Al termine del Boat Quay, sulla destra, il Fullerton Hotel anticipa la Marina Bay Reservoir con la statua del Merlion, il Jubilee Bridge e la Marina Promenade. Inutile dire che le foto sono tutte per l’altro lato della baia: l’Helix Bridge sulla sinistra, il distretto finanziario sulla destra e, al centro, il Marina Bay Sands.

Per cena, sono sempre un’ottima opzione gli stand del Makansutra Gluttons Bay, economici, ovviamente puliti, a volte affollati ma di buona qualità e con un panorama unico.

 

Gardens by the Bay

Sul retro del Marina Bay Sands si aprono gli avveniristici Gardens by the Bay, un parco di più di 100 ettari di terreno “reclamato” (ovvero riportato all’asciutto), da esplorare assolutamente a piedi. Una tappa fondamentale per chiunque desideri visitare e camminare a Singapore. 

I giardini sono stati aperti nel 2012. Si dividono in tre parti: Bay Central Garden e Bay East Garden, entrambi in espansione, e Bay South Garden. I Bay South Gardens ospitano, oltre a imponenti piante tropicali, giardini tematici e installazioni d’avanguardia, due imponenti serre: il Flower Dome (clima mediterraneo e regioni tropicali semi-aride) e il Cloud Forest (clima delle regioni tropicali montane). 

Al centro dei giardini sono inoltre visibili anche da lontano i Supertree Grove: giardini verticali che fungono anche da generatori di energia per l’intero giardino in quanto assorbono l’energia del sole, l’acqua piovana e l’energia delle biomasse per contribuire al funzionamento delle serre e del resto del giardino. I Supertree centrali sono collegati da un corridoio rialzato (OCBC Skyway) accessibile al pubblico.

Il sito dei Gardens by the Bay offre maggiori informazioni

Singapore Botanic Garden

I Giardini Botanici di Singapore sono una delle principali attrattive della città. Furono aperti nel 1859 e sono Patrimonio dell’Umanità. Si estendono per 82 ettari (la lunghezza del parco è di 2.5 km, in verticale), ma sono in continua espansione. Ospitano più di 10.000 specie di piante. Al loro interno sono contenuti altri giardini, tra i quali il più famoso è sicuramente il National Orchid Garden, dedicato al fiore simbolo di Singapore, l’orchidea. Basta solo dire che solo questo giardino ospita 1.200 specie di orchidee e 2.000 ibridi. Tra gli altri giardini: il Ginger Garden, il centro botanico, il parco per bambini Jacob Ballas, il giardino delle erbe curative, la foresta pluviale. All’interno del parco si trovano inoltre tre laghi.

Sul sito dei Giardini è possibile scaricare idee di percorsi tematici.

Un po’ di storia di Singapore

Il nome, Singapore, viene da Singapura, città del leone, anche se il simbolo della città-stato è il Marlion, un incrocio tra una sirena (MERmaid) e un leone (LION), con riferimento allo stretto contatto con il mare che circonda l’isola. La storia di Singapore si divide tra pre-Lee Kuan Yew e post-Lee Kuan Yew, il Presidente-Padre-Padrone che ha letteralmente forgiato Singapore trasformandolo in quello che è oggi.

Singapore nasce con e per il commercio: la punta della penisola malese era un avamposto ambito nelle rotte commerciali verso l’India e i cinesi furono tra i primi a capirne l’importanza, intorno al 300. Pur interessando portoghesi e olandesi, furono finalmente gli inglesi, con Sir Stamford Raffles, vice-governatore di Java, ad avere la meglio, se non altro economicamente, e a firmare un accordo per l’uso della terra lungo il Singapore River e, nel 1823, dell’intera isola in cambio di un versamento annuale. Fu lui infatti ad approfittare dell’instabilità del regno di Johor, regione meridionale della penisola malese. L’anno successivo, l’accordo fu convertito in un vero e proprio acquisto di Singapore da parte della Compagnia inglese delle Indie Orientali, con sede a Calcutta e ormai unico arbitro dello Stretto grazie alle proprietà su Penang e Malacca. A riconoscimento del ruolo di Raffles, oggi il suo nome è ovunque, dalle scuole ai centri commerciali agli ospedali agli hotel.

Il commercio era fiorente, soprattutto di pepe, stagno e gomma malesi, ma era grazie all’oppio commerciato tra India e Cina che le casse della Compagnia delle Indie Orientali si riempivano sempre di più. Fu in questo periodo che i nuovi ricchi singaporeani diedero vita a una nuova etnia, i peranakan: cinesi nati nello Stretto che avevano adottato uno stile di vita unico, influenzato dalla cultura locale.

Come un po’ ovunque in Asia, le cose cambiarono drasticamente nel 1942 con gli attacchi giapponesi contro gli inglesi. Tokyo occupò l’isola e la lasciò solo tre anni dopo, con la sconfitta del 1945. Con la fine della guerra, il controllo britannico risultava però anacronistico. Nel 1959 si tennero quindi le prime elezioni, vinte da Lee Kuan Yew. La priorità era lo sviluppo economico e il sociale. Con l’indipendenza della Malesia dall’Inghilterra del 1963, Singapore entrò in quella che era la nuova Federazione malese ma lo scontro tra popolazione di origine cinese e popolazione di origine malese, da sempre presente a Singapore, portò alla sua espulsione dall’Unione e alla nascita, nel 1965, di Singapore come lo conosciamo oggi. Lee rimase a capo del nuovo stato e impose rigide leggi, in alcuni casi difficilmente condivisibili. Il risultato, nel bene e nel male, è una città-stato super efficiente e super controllata. Le entrate oggi derivano principalmente dal porto e dallo stoccaggio di petrolio.

Nel 1989 Lee passò il testimone a Goh Chok Tong, pur rimanendo in carica come Senior Minister. Nel 2004 il figlio di Lee, Lee Hsein Loong, successe a Goh. Lee Jr. è tutt’ora Primo Ministro.

Flavia Cusaro & Simone Ciampi

Flavia Cusaro & Simone Ciampi

Writers APIEDIPERILMONDO - Siamo Flavia & Simone e viviamo in Cina da 8 anni dove lavoriamo, viaggiamo e camminiamo. Siamo appassionati di Asia e abitando qua possiamo viaggiare in lungo e in largo attraverso deserti sconfinati, città caotiche, montagne altissime, campi di tè verde smeraldo e albe silenziose. Pur vivendo in una città da 23 milioni di persone, appena possiamo rallentiamo l’andatura e cerchiamo di apprezzare i dettagli e i piccoli piaceri, e il trekking ci permette di farlo nella maniera da noi preferita.

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