Pubblicati da Deborah Torreggiani

Camí de Cavalls – Trekking a Minorca

Camí de Cavalls - Trekking a Minorca

Se cerchi un viaggio a piedi di 10 giorni che unisca mare, spiagge paradisiache, tappe semplici e poche ore di volo, il Camí de Cavalls di Minorca è la soluzione perfetta



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Camì de Cavalls

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Il Camí de Cavalls è un percorso di straordinaria bellezza che corre sull’isola “più tranquilla delle Baleari”, Minorca. Lungo 185km, segue tutto il perimetro dell’isola disegnando un anello, che ha, come punto di partenza ideale, la capitale Mahón, o Maó in catalano. Il trekking viene generalmente diviso in 10 tappe, anche se è possibile modificare quasi a piacimento questo numero in base alle esigenze di ciascuno.

Camí de Cavalls: Informazioni generali

Il Camí de Cavalls è ben segnalato e con un livello medio-basso di difficoltà. Può essere percorso tutto l’anno, anche se è meglio evitare i mesi estivi per via del grande caldo e della mancanza di ombra lungo buona parte del percorso. L’assenza di strutture ricettive nei fine tappa costringe l’escursionista a una maggiore organizzazione in fase iniziale. Prima di partire dovrai quindi pianificare tappe, spostamenti e accoglienze.

Nonostante queste difficoltà, il Camí de Cavalls rimane uno dei percorsi escursionistici più belli e percorsi di tutta Europa. Il cammino passa accanto a scenari incredibili, calette dalla sabbia bianca e l’acqua cristallina, fari, scogliere, rocce dalle forme particolari, uliveti, boschi, paesi bianchi e tipicamente minorchini, città, siti archeologici, allevamenti di cavalli dal pelo nero e lucente (tipica razza minorchina), e molto altro! 

A dimostrazione della grande ricchezza naturalistica, Minorca è infatti, dal 1993, Riserva della Biosfera, e uno dei più importanti territori del Mediterraneo per l’avifauna. Possiamo per esempio vedere l’aquila pescatrice, il cormorano e anche il Nibbio reale.

Difficoltà del Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è un percorso escursionistico di difficoltà medio-bassa, classificabile come T/E (Turistico/Escursionistico) nella scala di difficoltà escursionistica. Questa considerazione è determinata da diversi elementi, come per esempio i dislivelli, l’assenza di fonti d’acqua lungo il percorso, il peso dello zaino, e non da ultimo, la necessità di organizzarsi al meglio prima della partenza. Andiamo quindi ad approfondire ciascun elemento:

  • Dislivelli – Il Camí de Cavalls affronta un dislivello positivo di 4650m, che diluiti in 10 giorni di cammino e 185km di lunghezza, non risultano molto impegnativi da un punto di vista fisico. Diciamo che, per affrontare questi dislivelli, una buona preparazione fisica è consigliata ma non obbligatoria. Ovvio, più sei allenato meglio affronti le sfide, però in questo caso non serve che tu sia un esperto di montagna o che faccia escursioni settimanali per allenarti. É sufficiente camminare regolarmente, anche vicino casa, e fare qualche uscita giornaliera in collina o in  montagna prima di partire.
  • Si cammina più giorni di fila – Camminare per 10 giorni di fila rappresenta un impegno fisico non indifferente. Come puoi immaginare è diverso da quando affronti una scampagnata in montagna, anche se difficile, e i giorni successivi ti riposi. Devi quindi allenare la tua resistenza e prendere la tappa con filosofia, senza fretta, rispettando sempre il tuo passo naturale e facendo frequenti pause.
  • Pianificazione nei dettagli – Come detto prima, sul Camí de Cavalls non ci sono strutture ricettive ad ogni fine tappa, quindi, per avere ogni notte un tetto sopra la testa, è necessario organizzare al meglio il proprio viaggio a piedi. A seconda della tappa, dei mezzi pubblici presenti e della disponibilità di strutture, dovrai decidere in che località andare a dormire e rispettare la tabella di marcia. Per farlo devi essere consapevole delle tue forze, della tua media chilometrica, di quante soste vuoi fare e di quanto tempo vuoi farle durare, così da rispettare eventuali orari e appuntamenti.
  • Zaino sulle spalle giornaliero – Con una buona organizzazione, lo zaino che dovrai portare sulle spalle non sarà come quello di un trekking itinerante (7-8kg) ma di uno giornaliero, di soli 3-4kg, pieno dello stretto necessario per la giornata di cammino. Questo inciderà in modo positivo sulla buona riuscita del trekking  e richiederà un minor sforzo fisico.

Nel caso in cui non te la sentissi di organizzare il trekking in modo autonomo o non avessi il tempo di studiare nei minimi dettagli il percorso, puoi affidarti a noi per l’organizzazione di tutto. Dai un’occhiata al Camí de Cavalls organizzato che proponiamo, e se hai esigenze particolari, rivolgiti a noi per una proposta interamente su misura. Saremo felici di aiutarti nella realizzazione di questo fantastico trekking!

Tappe del Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è lungo 185km e viene generalmente diviso in 10 tappe. Queste non sono obbligate, al contrario possono essere modificate e smezzate a seconda delle esigenze dell’escursionista. Alcuni dividono infatti il percorso in 20 tappe, da circa 10km l’una.

Trattandosi di un percorso ad anello, il cammino inizia e finisce nello stesso punto. Per comodità facciamo iniziare il Camí de Cavalls da Mahón/Maó, non solo perché si tratta della capitale dell’isola, ma perché è ben collegata al vicino aeroporto. Quello che qui propongo è una divisione del  Camí de Cavalls  in 10 tappe:

  • Tappa 1 – da Mahón a Es Grau
    • 10km +290m  3-5h
  • Tappa 2 – da  Es Grau a Port d’Addaia
    • 20km  +480m  7-9h
  • Tappa  3 – da Port d’Addaia a Fornells
    • 13km  +300m   5-7h
  • Tappa 4 – da Fornells a Binimel Là
    • 14km  +410m  3-5h
  • Tappa 5 – da Binimel Là a Cala Morell
    • 22km  +1180m  9-11h
  • Tappa 6 – da Cala Morell a Ciutadella
    • 19km  +310m  5-7h
  • Tappa 7 – da Ciutadella a Son Xoriguer
    • 17km  +150m  4-6h
  • Tappa 8 – da Son Xoriguer a Sant Tomàs
    • 26km  +750m  8-10h
  • Tappa 9 – da Sant Tomàs a Binissafúller
    • 25km  +530m  8-10h
  • Tappa 10 – da Binissafúller a Mahón
    • 21km  +250m  6-8h

Segnaletica sul Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è provvisto di un’ottima segnaletica, presente su tutta la lunghezza del percorso e di buona qualità. Considerando che è stata terminata la posa nel 2010, e che ci troviamo in un ambiente protetto, la segnaletica è nuova e costruita con materiali il più possibile resistenti ed ecocompatibili.

I segnali, di colore rosso, hanno inciso il simbolo del Camí de Cavalls, la scritta GR223 e il simbolo dei “Caminos naturales”, la rete spagnola dei percorsi escursionistici, ciclopedonali ed equestri. Sul percorso sono presenti due tipi di segnaletica:

  • Paletti in legno – dell’altezza di un metro circa, si tratta di paletti posizionati in modo strategico e soprattutto visibili all’escursionista, molto simili a quelli presenti sulla Rota Vicentina, un altro trekking sul mare di grande bellezza. Frontalmente una targhetta rossa e in cima una targa bianca con la scritta Camí de Cavalls. 
  • Frecce in metallo – posizionate su pali alti due metri, sono completamente rosse con le scritte in bianco. Su di esse sono segnate le località vicine e i chilometri necessari per raggiungerle.

Quando partire per il Camí de Cavalls

Minorca, isola delle Baleari nel cuore del Mediterraneo, vede appena 600mm di pioggia all’anno, e temperature miti anche in inverno, che non scendono mai sotto i 5°. Certo, le estati sono molte calde, con temperature intorno ai 30°, perfette per trascorrere una vacanza al mare, meno per avventurarsi in un viaggio a piedi, soprattutto visto che il percorso non ha zone di ombra.

Escludendo quindi Luglio e Agosto, il Camí de Cavalls è percorribile per tutto il resto dell’anno. Gli  Inverni sono infatti miti e con precipitazioni che non salgono mai sopra gli 80mm al mese. L’unico problema potrebbe essere una carenza di strutture ricettive, molte delle quali chiuse in bassa stagione.

Primavera e Autunno sono quindi le stagioni migliori per percorrere il Camí de Cavalls, anche se in autunno le precipitazioni sono intorno agli 80-100mm al mese, contro i 40-20mm di Aprile e Maggio. Le temperature, uguali per entrambi e intorno ai 15°-20°, sono perfette per qualunque escursionista! A prescindere da queste considerazioni, tutte importanti e fondate, credo che la Primavera abbia sempre, coi suoi fiori, i suoi profumi e quella particolare luce del sole, una marcia in più!!

Dove dormire sul Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls non è il Cammino di Santiago, e non dispone di ostelli e accoglienze “povere” ad ogni fine tappa. Al contrario, è un trekking immerso nella natura, in una delle isole più belle del Mediterraneo, che si sviluppa per la maggior parte del suo tracciato lontano da paesi e centri urbani. Gli unici ostelli presenti sull’isola sono infatti nelle due città principali, Maó e Ciutadella.

A parte queste due eccezioni, a Minorca troviamo hotel, villaggi vacanze, appartamenti, pensioni, B&B e campeggi. Trattandosi di un’isola molto turistica e rinomata, soprattutto per il mare e le vacanze balneari, i prezzi cambiano molto a seconda che partiamo in bassa o alta stagione. Per darti un’idea, considera un’oscillazione tra le 120€ e le 70€ a notte a camera, per una struttura di media qualità.

Se decidi di percorrere il Camí de Cavalls in inverno, tieni a mente che molte strutture sono chiuse durante la bassa stagione. E anche da un punto di vista dei trasporti pubblici abbiamo una diminuzione di linee e di orari. Tienilo a mente quando organizzi il tuo trekking.

Nota importante! Sul Camí de Cavalls NON è consentito il campeggio libero, quindi, se provvisti di tenda, è necessario alloggiare presso dei campeggi autorizzati.

Camí de Cavalls: un pò di storia

Il Camí de Cavalls, anche chiamato GR223, si inserisce nella Rete dei cammini naturali di Spagna e soprattutto nella rete europea di sentieri a lunga percorrenza. Ne è un esempio il GR10, ovvero la Grande Traversata dei Pirenei, o i tanti trekking in Francia, come … Si tratta di un percorso che associa all’elemento paesaggistico un’importante valenza storica.

Il Camí de Cavalls nasce infatti tra il XIV e il XVII secolo, negli anni di dominazione catalana (1287 – 1713), con l’obiettivo di controllare e vigilare la costa da parte delle autorità militari e governative, per evitare saccheggi e invasioni. A questo scopo vennero nel tempo create diverse torri di difesa, ancora presenti sull’isola.

Il Camí de Cavalls, ora come allora, attraversava anche proprietà private, garantendo per legge il libero passaggio delle persone, che utilizzavano questo percorso per muoversi più liberamente sull’isola. Questo diritto venne negato all’inizio del XX secolo per decisione dei proprietari terrieri, fino ad essere ripristinato ufficialmente nel 2007. É solo nel 2010 che il Camí de Cavalls viene completato e reso accessibile al pubblico come percorso escursionistico ufficiale.

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Cammino Francescano della Marca

Cammino Francescano della Marca

da Assisi ad Ascoli Piceno

8 giorni di Cammino dall’Umbria alle Marche, il Cammino Francescano della Marca ripercorre le orme di San Francesco



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Cammino Francescano della Marca

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  • Partenza: Assisi


  • Lunghezza: 167 km


  • Difficoltà: T/Escursionistico


  • N.Tappe: 8

Il Cammino Francescano della Marca è un percorso lungo 167km che si sviluppa tra due bellissime regioni italiane, l’Umbria e le Marche. Nasce con l’ambizione di ripercorrere, il più fedelmente possibile, quei passi che nel 1215 condussero San Francesco dalla città di Assisi a quella di Ascoli Piceno.

Cammino Francescano della Marca: informazioni generali

Proprio la figura senza tempo di San Francesco e l’impronta storica del cammino attirano camminatori di ogni genere, dal pellegrino spinto da spirito di devozione, al semplice viandante, desideroso di scoprire a piedi un altro magnifico angolo d’Italia. Ad attirare il viaggiatore non sono però solo la storia e la spiritualità di questi luoghi, ma anche lo straordinario e diffuso patrimonio artistico-culturale, la ricchezza enogastronomica e l’aspetto naturalistico.

Il Cammino Francescano della Marca può essere percorso in entrambe le direzioni, quindi  sia da Assisi che per Assisi. Il percorso che descriveremo noi è quello che parte da Assisi e giunge ad Ascoli Piceno, sia per coerenza storica, sia per venire incontro a chi, giunto ad Assisi da Roma o da La Verna sulla Via di Francesco, desidera proseguire il suo cammino.

Il Cammino Francescano della Marca coincide per quasi metà del suo percorso con la Via Lauretana, che abbandona all’altezza di Pievefavera: da qui il primo devia verso sud, mentre il secondo prosegue verso est.

Merita certamente due righe la Via Lauretana: si tratta di un cammino ancora allo stato embrionale, in via di istituzionalizzazione; la meta finale è Loreto, una delle destinazioni mariane più importanti d’Europa e luogo in cui è custodita la Santa Casa di Maria. Si può supporre che nel giro di un paio d’anni possa diventare un cammino perfettamente percorribile in tutta sicurezza da chiunque lo desideri.

Difficoltà del Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca è un percorso di bassa-media difficoltà, classificabile col grado T/E della scala escursionista, ed è quindi adatto anche a coloro che non sono molto allenati, a chi magari si fa una scampagnata in montagna ogni tanto o a chi normalmente fa qualche chilometro vicino casa per tenersi in forma.

Il percorso conta 8 tappe, lunghe tra i 15km e i 27km. É vero che i dislivelli in salita e discesa superano quasi sempre i mille metri al giorno, ma la moderata lunghezza delle tappe aiuta ad affrontare meglio lo sforzo. Naturalmente, trattandosi di un percorso lungo quasi 170km, si consiglia di allenarsi prima della partenza, così da non farsi trovare impreparati.

Un altro elemento da tenere in considerazione è il peso dello zaino, che varierà tra i 6kg e i 10kg a seconda della stagione in cui si decide di camminare e da quanto bravi si sarà a lasciare a casa ciò che non serve. Inoltre, grazie alla presenza di bar e supermercati in tutti i fine tappa, non serviranno grandi scorte di cibo e acqua.

Tappe del Cammino Francescano della Marca

Come anticipato nei paragrafi precedenti, il Cammino Francescano della Marca è lungo esattamente 167km e viene diviso in 8 tappe, tutte di difficoltà media, e lunghe tra i 15km e i 27km.

  • Tappa 1 _ da Assisi a Foligno
    • 19km  +250m  -350m  5.30h
  • Tappa 2 _ da Foligno a Colfiorito
    • 25km  +750m  -200m  8h
  • Tappa 3 _ da Colfiorito a Polverina
    • 27km  +450m  -800m  8h
  • Tappa 4 _ da Polverina a Montalto di Cessapalombo
    • 19km  +650m  -450m  6h
  • Tappa 5 _ da Montalto di Cessapalombo a Sarnano
    • 18km  +700m  -750m  6/7h
  • Tappa 6 _ da Sarnano a Comunanza
    • 22,5km  +600m  -650m  7/8h
  • Tappa 7 _ da Comunanza a Venarotta
    • 21km  +700m  -750m  7h
  • Tappa 8 _ da Venarotta a Ascoli Piceno
    • 15km  +350m  -600m  5h

Segnaletica sul Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca è perfettamente segnalato in tutta la sua lunghezza, complice il fatto che la sua messa in opera ha solo qualche anno di vita.

Vengono utilizzate due tipi di segnaletiche:

  • Verticale, caratterizzata dai classici cartelli direzionali del Cai, quindi una freccia bianca con una punta rossa e una scritta nera indicante la distanza e il nome della prossima località, con annesso il logo del Cammino e l’acronimo CFM;
  • Pennellate rosse e bianche, tipiche del CAI, con la scritta in nero CFM

Si trovano posizionati ai bivi e a distanza di 400m circa gli uni dagli altri, e questo garantisce non solo la massima copertura possibile, ma la possibilità, per chi è disattento e sbaglia strada, di accorgersi subito o quasi dell’errore.

Paesaggi lungo il Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca tocca, nei suoi 167km di lunghezza, quattro parchi, rispettivamente il parco del Monte Subasio, il Parco dell’Altolina, il Parco di Colfiorito e il Parco Nazionale dei Sibillini. Al loro interno troviamo luoghi come le cascate del Menotre, l’altopiano e le paludi di Colfiorito, il lago di Polverina, le Gole del Fiastrone e i calanchi vicino Ascoli, giusto per citarne qualcuno. L’altitudine massima che si raggiunge sono i 970m del Monte Parivecchio.

In generale si attraversano paesaggi collinari, verdi, ricchi di boschi ma anche di aree erbose e ampie visuali sull’ambiente circostante, soprattutto quando si arriva nelle zone marchigiane. La natura domina ogni nostro sguardo, sempre, e i piccoli borghi di pietra presenti lungo il percorso non fanno altro che rendere il paesaggio più interessante e ricco di fascino. É come se tutto fosse armonizzato, se ci fosse un’equilibrio, anche estetico, tra uomo e natura.

Quando partire per il Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca può essere percorso tutto l’anno, anche se si tende a sconsigliare l’estate per il grande caldo e l’inverno per il rischio neve.

Nel primo caso è necessario portare con sé più acqua e utilizzare tutte le misure possibili per proteggersi dal sole, mentre nel secondo caso è preferibile avere esperienza con la montagna di inverno e di trekking sulla neve. Attenzione, non è detto che debba nevicare proprio la settimana in cui si cammina, ma bisogna partire con la consapevolezza che se capita si è preparati al meglio.

Il periodo migliore è quindi la Primavera e l’Autunno, soprattutto grazie al clima mite, tra i 10° e i 20°. Un discorso a parte meritano le precipitazioni, abbondanti nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre.

Equipaggiamento per il Cammino Francescano della Marca

Scegliere l’equipaggiamento giusto per affrontare il Cammino Francescano della Marca dipende innanzitutto dal periodo nel quale si intende partire.

É ovvio che se si opta per la stagione invernale, è necessario portare con sé sia un abbigliamento pesante e antipioggia, che in quanto tale sarà ingombrante, sia una quantità maggiore di vestiti, dato che si rischia di  bagnarsi durante le giornate piovose e di non avere magari il tempo di far asciugare gli abiti. In questo caso lo zaino peserà circa 8-9kg senza acqua. Se poi si aggiungessero il sacco a pelo e il telo doccia, allora lo zaino peserebbe un paio di chili in più.

Per il periodo estivo è al contrario sufficiente portare con sé al massimo un paio di cambi, quindi un numero minimo di vestiti, leggeri e poco voluminosi. Certo, una giacca antipioggia è sempre bene portarsela dietro, però nulla di simile a quella ideale per il periodo invernale. In questo caso, viste le alte temperature, il peso dello zaino dipenderà non tanto dagli abiti quanto dall’acqua e dalla frutta, sempre consigliabile.

Per quanto riguarda le scarpe, premetto che ciascun camminatore è libero di indossare la scarpa che più si adatta al suo piede e con cui si sente più a suo agio. Quello che segue è quindi unicamente un consiglio personale dettato dalla mia esperienza. Quello che posso dire è che, considerando il fondo agevole, i moderati dislivelli e la presenza di tratti di asfalto, una scarpa bassa da trekking è sufficiente. Ne consiglio un modello abbastanza tecnico, resistente, con suola grippante e, a seconda della stagione, con membrana gore-tex per proteggersi dalla pioggia.

Per camminare in inverno, con condizioni meteo al limite e rischio neve, consiglio invece uno scarponcino, sempre in Gore-Tex, che tenga il piede perfettamente stabile anche in caso di scivolamento o caduta.

Leggi l’articolo su come scegliere la scarpa per un viaggio a piedi

Dove dormire sul Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca ha, per ogni fine tappa, diverse soluzioni di alloggio.

Grazie al sostegno di parrocchie e ordini religiosi, i camminatori potranno trascorrere la notte in accoglienze cosiddette “povere” e farlo a prezzi contenuti se non addirittura a donativo. É possibile che si debba dormire in letti a castello e in camerate condivise con l’accesso comune al bagno, magari con l’obbligo di portare con sé sacco a pelo e telo doccia. Qui sarà però possibile condividere i pasti con eventuali altri pellegrini o con gli stessi ecclesiali, e vivere fino in fondo un’esperienza di vita comunitaria e pellegrina.

In alternativa è possibile pernottare in ogni fine tappa presso strutture private, come B&B, hotel, pensioni, affittacamere e appartamenti, che in quanto tali garantiranno la privacy di ognuno. A seconda della struttura sarà quindi possibile includere colazione e cena, così da fare un viaggio senza troppi pensieri.

Cosa vedere sul Cammino Francescano della Marca

Il Cammino Francescano della Marca conserva una ricchezza storica, artistica e culturale di grande spessore, sia rispetto ai paesi che si attraversano sia grazie alle molte cose interessanti che si trovano sulla strada.

Spello, riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia, fu in antichità, in particolare all’epoca dei romani, un importante centro militare, aiutato dal fatto che vi passava la via Flaminia, una delle strade consolari più strategiche dell’epoca. Ancora oggi si vedono l’arco di Augusto e le mura romane, anche se inglobate quasi totalmente a quelle medievali. Anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore sorge, per esempio, sul tempio romano di Giunone e Vesta. Qui è possibile ammirare i magnifici affreschi del Pinturicchio, risalenti al XV secolo. Famosa l’Annunciazione nella Cappella Baglioni.

Foligno, poco distante da Spello e primo fine tappa del cammino, viene tradizionalmente detta “ il centro del mondo ”, così considerata perchè si pensava fosse il centro dell’Italia e quindi di tutto il mondo antico. Da qui passavano pellegrini, mercanti, eserciti, e questo rese la città sempre viva. Centro tipografico tra i più importanti d’Italia, nel 1472 vide la stampa della prima edizione della Divina Commedia di Dante. Assolutamente da vedere anche l’affresco del Perugino raffigurante il Battesimo di Gesù, posto nell’Oratorio della Nunziatella.

Pale, le grotte dell’Abbadessa e l’eremo di Santa Maria Giacobbe sono solo alcuni dei luoghi più interessanti sulla via per Colfiorito. Per raggiungere l’eremo è sufficiente fare una deviazione di un paio di chilometri, mentre per visitare le grotte dell’Abbadessa e vederne stalattiti e stalagmiti è necessario prenotare una visita guidata. Pale, conosciuta nel medioevo per le sue importanti cartiere, ospita invece un bel castello del XV secolo, anch’esso visitabile.

Basilica di Santa Maria di Plestia, con la sua facciata in pietra e il suo aspetto elegante, sorge anch’essa su un tempio romano, nel bel mezzo della terza tappa. Curiosa la sua posizione proprio al confine tra le due regioni: una parte dell’edificio è in territorio umbro e l’altra parte in territorio marchigiano. Purtroppo, a causa delle scosse sismiche degli anni scorsi, non è possibile visitarne gli interni.

Botte Varano, di origine rinascimentale e ancora oggi funzionante, rappresenta una delle opere idrauliche più grandi della penisola. Commissionate appunto dai Varano, signori dell’epoca, servirono per bonificare l’altopiano di Colfiorito e rendere quelle terre coltivabili. Scavi recenti hanno individuato, parallelo a questi, un collettore romano di quasi 2 mila anni, realizzato per lo stesso motivo, un’opera che all’epoca risultò di grande ingegno e maestria.

Resti fossili di 900.000 anni di mammuth, elefanti, tigri dai denti a sciabola e molto altro,  le più antiche testimonianze del genere in Italia, sono stati scoperti in queste zone e ad oggi conservati nel Museo Paleontologico di Serravalle di Chienti. Meritano una visita!

Il Convento di San Francesco, posto sulla terza tappa per Polverina, venne secondo la tradizione fondato nel punto in cui San Francesco riposò nel suo viaggio del 1215. All’esterno del convento troviamo un pozzo, lo stesso citato nei Fioretti (antologia che narra la vita dei primi discepoli di San Francesco): qui si racconta infatti che San Francesco tramutò l’acqua in vino per coloro che stanno lavorando all’edificazione del convento.

Castello di Pievefavera, perfettamente conservato, regala una vista stupenda su tutta la valle del Chienti. Con una deviazione di 2km troviamo Caldarola e il suo fiabesco castello, e tutt’intorno un paesaggio unico!

La grotta dei Frati, raggiungibile con una deviazione di 10 minuti, viene così chiamata perchè qui, nell’anno Mille, vi abitarono alcuni monaci. Scenografica la posizione, proprio sulla gola del Fiastrone.

Ascoli Piceno, conosciuta come la città delle cento torri, conserva in effetti un gran numero di torri campanarie e gentilizie, anche se ad oggi solo una minima parte rispetto alle oltre duecento del medioevo. La sua importanza fin da tempi antichi la si deve prima alla cultura picena, poi a quella romana, grazie soprattutto alla via Salaria che la collegava con Roma. Si susseguono tre ordini di mura: picene, romane e medievali. Da vedere il ponte romano di Solestà, le rovine del teatro romano, la torre degli Ercolani, e in generale tutto il centro storico della città.

Torneo della Quintana, una festa medievale che ha luogo ad Ascoli Piceno tra il mese di Luglio e Agosto.

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Cammino Materano da Bari a Matera – Via Peuceta

Cammino Materano da Bari a Matera - Via Peuceta

Uno straordinario viaggio a piedi sulla Via Peuceta, 170km da Bari a Matera, alla scoperta di un angolo del Sud Italia



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  • Partenza: Bari


  • Lunghezza: 170 km


  • Difficoltà: T/Escursionistico


  • N.Tappe: 7

Il Cammino Materano che da Bari va a Matera, anche chiamato Via Peuceta, è un percorso davvero molto bello e alla portata di tutti. Permette di scoprire a passo lento zone poco frequentate e non toccate dal turismo di massa, un territorio dal grande valore paesaggistico, artistico, storico e soprattutto enogastronomico.

Lunga 170km e percorribile in 7 giorni di cammino, la Via Peuceta parte dalla Basilica di San Nicola di Bari e attraversa località come Altamura e Gravina in Puglia, fino ad arrivare a Matera, la città dei sassi, patrimonio Unesco e capitale europea della cultura 2019. Il percorso attraversa foreste di ulivi, querceti, zone carsiche, lame e gravine (tipici del territorio pugliese), e l’esteso altopiano della Murgia.

mappa Cammino Materano

Le 5 Vie del Cammino Materano

Sebbene il termine “cammino” possa trarre in inganno, il Cammino Materano non è un percorso storico, come il Cammino di Santiago o la Via Francigena. Si tratta invece di una rete di percorsi, tracciati e costruiti su sentieri e tratturi, con l’intento di portare il camminatore a scoprire a passo lento zone del Sud Italia ancora inesplorate e poco interessate dal turismo classico.

E in effetti il viaggio a piedi è perfetto per promuovere e popolare il Sud di un turismo sostenibile, destagionalizzato e attento alle realtà locali. Chi cammina sviluppa infatti una sensibilità particolare nei confronti dei luoghi che attraversa e delle persone che incontra, e questo accresce la qualità dell’esperienza di tutti gli attori coinvolti.

Nel complesso le regioni interessate sono la Puglia, la Basilicata, l’Abruzzo e la Campania. Finora sono state ideate 5 Vie per il Cammino Materano, tutte o quasi con destinazione Matera. Ad oggi solo la Via Peuceta, di cui parliamo in questo articolo, e la Via Ellenica sono state attivate e rese percorribili. Per le altre si sta ancora lavorando.

Ecco le 5 Vie del Cammino Materano:

  1. Via Peuceta – da Bari a Matera – attiva
  2. Via Ellenica – da Brindisi a Matera – attiva
  3. Via Sveva – da Trani a Matera – non attiva
  4. Via Dauna – da Termoli a Matera – non attiva
  5. Via Lucana – da Matera a Paestum – non attiva

Tappe del Cammino Materano da Bari a Matera

Il Cammino Materano da Bari a Matera (Via Peuceta) viene generalmente suddiviso in 7 tappe, lunghe dai 17km ai 30km. Le tappe sono obbligate, e questo significa che non è possibile fermarsi a dormire in una località intermedia. 

A parte le ultime due, che presentano qualche difficoltà legata alla lunghezza e al dislivello, si caratterizzano per essere semplici e alla portata di tutti. Ogni fine tappa corrisponde a un paese dell’entroterra pugliese, provvisto di ogni genere di servizio, come farmacia, supermercato, guardia medica e struttura ricettiva.

Ecco quindi l’elenco delle tappe:

  • Tappa 1 – da Bari a Bitetto
    • 17km  +175m  -35m
  • Tappa 2 – da Bitetto a Cassano delle Murge
    • 25km  +240m  -40m
  • Tappa 3 – da Cassano delle Murge a Santeramo in Colle
    • 22km  +300m  -160m
  • Tappa 4  – da Santeramo in Colle ad Altamura
    • 24,5km  +250m  -255m
  • Tappa 5 – da Altamura a Gravina in Puglia
    • 20km  +145m  -270m
  • Tappa 6 – da Gravina in Puglia a Picciano
    • 30km  +545m  -460m
  • Tappa 7 – da Picciano a Matera
    • 29,5km  +450m  -500m
  • Tappa 7bis – da Picciano a Matera
    • 17km  +285m  -335m

Difficoltà del Cammino Materano da Bari a Matera

La Via Peuceta, ovvero il Cammino Materano da Bari a Matera, è un percorso semplice e alla portata di tutti, classificabile come T/Turistico nella scala della difficoltà escursionistica. É quindi perfetto per le persone che si avvicinano per la prima volta al mondo del viaggio a piedi e desiderano farlo in sicurezza. Certo, trattandosi di un cammino di più giorni è giusto valutare tutto, quindi ecco di seguito qualche elemento di criticità.

  • ● Dislivelli – La Via Peuceta presenta un dislivello totale, tra positivo e negativo, di circa 3800m, non molti se consideri che andranno diluiti in 7 giorni di cammino. Se sei alle prime armi e non ti rendi conto di cosa significa affrontare quel dislivello, ti consiglio di fare una passeggiata o un trekking in montagna e di monitorare la tua attività, magari con un App o un orologio tecnico. In questo modo comprenderai meglio la fatica e la risposta del tuo corpo a un determinato dislivello.
  •  
  • ● Tappe obbligate – La Via Peuceta presenta tappe obbligate. Questo significa che non essendoci  strutture ricettive e paesi in punti intermedi della tappa, non si possono modellare le soste in base alle proprie esigenze. Sinceramente non credo sia un grosso problema, le tappe sono ben proporzionate e con dislivelli minimi. Basterà allenarsi un pò prima di partire e il gioco è fatto.
  •  
  • ● Zaino da 7/8 sulle spalle – Il peso che ho indicato è solo una stima di quello che potrebbe essere il peso del tuo zaino per il Cammino Materano da Bari a Matera. Molto dipende ovviamente da quanto sei bravo a selezionare l’abbigliamento e in generale l’equipaggiamento per il tuo viaggio a piedi. Considera che lungo alcune tappe non ci sono punti di ristoro o fonti, quindi è necessario portare con sé le scorte per la giornata. Chilogrammi da aggiungere nella pesa finale dello zaino.

Segnaletica sul Cammino Materano

Il camminatore che intraprende la Via Peuceta può contare su un’ottima segnaletica in giallo e verde, presente in modo omogeneo e capillare sull’intero percorso. Su alberi, muretti e rocce ci sono frecce di legno che indicano la direzione, frecce gialle pennellate e bande verde-giallo, anch’esse pennellate. Nelle città invece il camminatore viene guidato con l’ausilio di adesivi, alcuni verdi con freccia gialla, altri con le due bande verde-gialla sovrapposte.

La segnaletica è posizionata presso i bivi e ad intervalli di circa 300m, un grande aiuto per evitare di perdersi o per accorgersi subito se si è sbagliato strada. Dopotutto una distrazione può capitare a tutti!

Dietro una segnaletica così c’è però il costante lavoro di gruppi di volontari, chiamati “comitati del Cammino Materano”, che oltre a fare questo servizio, si occupano dell’accoglienza del camminatore e di un aiuto in caso di difficoltà.

Cammino Materano Via Peuceta

Quando partire per il Cammino Materano

Il Cammino Materano da Bari a Matera attraversa un territorio dal clima mite, con rari cali di temperatura sotto lo zero e senza eccessive precipitazioni. Il fondo dei sentieri è agevole, le altitudini rimangono sotto i 450m, e non ci sono pericoli di sorta, quindi nessuna stagione è categoricamente sconsigliata. Certo è che ci sono periodi buoni, e altri più problematici. Andiamo quindi ad approfondire meglio:

Le stagioni ideali per percorrere la Via Peuceta sono la primavera e l’autunno: poche precipitazioni e temperature miti.

In inverno, in particolare tra Gennaio e Marzo, le precipitazioni aumentano e le temperature calano, quindi è necessario attrezzarsi con un adeguato equipaggiamento anti-pioggia e un abbigliamento più caldo.

In estate abbiamo il problema opposto, quindi scarse precipitazioni e temperature fino a 35°, che in un territorio non boschivo può davvero rappresentare un problema. In questo caso il miglior consiglio è quello di partire la mattina molto presto e di fare un’adeguata scorta di acqua e frutta, in modo da essere sempre idratati e con livelli di zucchero elevati.

Dove dormire sul Cammino Materano

Sulla Via Peuceta puoi trovare ogni genere di struttura ricettiva, soprattutto in corrispondenza delle località più turistiche, come Bari, Altamura e Matera. In generale ci sono tre tipologie di accoglienza:

  • ● ospitalità domestica – ideale per chi ha un buono spirito di adattamento e vuole vivere questa esperienza ancora più intensamente, l’ospitalità domestica consiste nell’essere ospitati, appunto, da persone del posto presso le loro case. Ovviamente è necessario avvertire la famiglia con un certo anticipo e di adottare nei loro confronti dei comportamenti rispettosi e cordiali. Per questa forma di accoglienza non si richiede un compenso prestabilito in denaro, ma una donazione a scelta, come gesto di riconoscenza verso la famiglia che ci ha ospitati.
  •  
  • ● ostello – con letto in camerata e bagno in comune, dal costo indicativo di 15-20€. Gli ostelli non sono presenti lungo tutto il Cammino Materano, quindi è necessario alternarli ad altre forme di accoglienza.
  •  
  • ● B&B, hotel, appartamenti – presenti in gran numero lungo tutto il Cammino Materano, hanno prezzi molto variabili a seconda del periodo e dal livello della struttura. In generale dobbiamo considerare 50-60€ per una camera doppia di buona qualità.

Credenziale e Testimonium del Cammino Materano

Ebbene sì, anche il Cammino Materano ha una credenziale e un Testimonium, esattamente come il Cammino di Santiago o la Via Francigena. A differenza di questi però, la Via Peuceta non viene percorsa per motivi di fede o con spirito cristiano, e allo stesso modo, al termine del cammino, la Compostela (per dirla alla spagnola) non dà diritto a nessuna indulgenza dai propri peccati.

Nel caso del Cammino Materano, la credenziale ha un valore più terreno: permette di usufruire di prezzi speciali presso le accoglienze convenzionate, ed è un bellissimo ricordo dei luoghi attraversati e del cammino percorso. Nel caso in cui il camminatore abbiamo percorso almeno 100km a piedi e 170km in bici, ovvero tutta la Via Peuceta, potrà inoltre richiedere il Testimonium, una pergamena che certificherà, nero su bianco, la riuscita dell’impresa.

Per richiedere la credenziale è necessario inviare una mail all’indirizzo [email protected]. Nel caso in cui non sia possibile spedirla a casa, è possibile concordare il ritiro presso uno dei comitati del Cammino Materano.

Per ritirare il Testimonium è invece necessario inviare, con qualche giorno di anticipo, una mail all’indirizzo [email protected].

Cammino Materano Via Peuceta

Cosa vedere sul Cammino Materano da Bari a Matera

La Via Peuceta attraversa zone dal grande valore storico e naturalistico. Basti pensare alle città di Bari e Matera, o alla bellezza dell’altopiano della Murgia. Ecco quindi una lista delle cose da vedere assolutamente sul Cammino Materano da Bari a Matera.

Bari – La città di Bari vale certamente una giornata intera, se non di più. Non lasciarla quindi a margine del cammino, ma rendila protagonista della tua esperienza di viaggio.

Tra le cose da vedere assolutamente ci sono: la Basilica di San Nicola, costruita in perfetto stile romanico nell’XI secolo dopo che, nel 1087, 62 marinai baresi trafugarono le reliquie di San Nicola fino a quel momento custodite a Myra (Turchia), evento che ancora oggi si festeggia a Maggio; il castello normanno-svevo; la Cattedrale di San Sabino e il suo mosaico pavimentale.

Casale fortificato di Balsignano – Situato a Modugno, lungo la prima tappa, il complesso di Balsignano è un’affascinante testimonianza del passato medievale del territorio. Eretto tra il X e l’XI secolo, si compone di una cinta muraria, di un castello, di due chiese e di un Cenobio benedettino.

Bitetto – Col suo ricco borgo medievale, Bitetto custodisce un vero gioiello architettonico, la Cattedrale di San Michele Arcangelo, risalente all’XI secolo.

Cassano delle Murge – Di presunte origine romane, questa cittadina cinta da da antiche mura, è un insieme dedali e viuzze, con case costruite in pietra e continui sali e scendi.

Cava Pontrelli – Situata tra Santeramo in Colle e Altamura, presso Cava Pontrelli due geologi scoprirono, nel 1999, quasi 30.000 orme di dinosauri di ben 200 animali diversi. Si tratta sicuramente di una delle aree più importanti d’Europa.

Altamura – La conformazione architettonica del centro storico ha origine dall’opera di Federico II di Svevia nel XIII secolo. Altamura è infatti caratterizzata da decine di claustri, ovvero piazze circondate da edifici ed elementi ornamentali. Da vedere anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sempre risalente all’epoca dei claustri, e il Museo Archeologico Nazionale, all’interno del  quale sono custoditi reperti dell’alta Murgia risalenti al Paleolitico, compreso l’ “Uomo di Altamura”.

Gravina in Puglia – Si tratta di una città dalla storia millenaria. Anche qui, come a Matera, le persone vissero per molto tempo nelle grotte naturali, utilizzandole anche come chiese (da vedere San Michele delle Grotte). Con la venuta dei Normanni (X secolo), e poi con gli Angioino, la città rinacque e visse lunghi periodi di prosperità. Da vedere la Basilica di Santa Maria Assunta, il Ponte Acquedotto Madonna della Stella.

Cripta del peccato originale – Situata sulla tappa lunga tra Picciano e Matera, si raggiunge con una deviazione di un paio di chilometri. La bellezza è incalcolabile! Considera che viene chiamata la “Cappella Sistina rupestre” per le meravigliose pitture sulle rocce della caverna. Mi raccomando, è necessaria la prenotazione.

Matera – Anche chiamata la Città dei Sassi, Matera ha una storia millenaria e un fascino unico nel suo genere! Al mondo non esiste nulla di eguale. Diventata Patrimonio dell’Umanità nel 1993, ha  ricoperto nel 2019 il ruolo di Capitale Europea della Cultura. Da vedere assolutamente:  la Cattedrale Madonna della Bruna; la chiesa rupestre dedicata alla Madonna delle Virtù; la chiese rupestre dedicata a Santa Maria de Idris, da cui si gode di una bella vista sull’altopiano delle Murge; Palombaro Lungo, una grande cisterna idrica scavata nel tufo.

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Grande Traversata Elbana – GTE

Grande Traversata Elbana - GTE

Occasione unica per conoscere a piedi l’isola d’Elba, la Grande Traversata Elbana è un trekking tanto duro quanto meraviglioso



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  • Inizio: Cavo


  • Lunghezza: 50/60 Km


  • Difficolta: EE/Escursionistico


  • N.Tappe: 3/5

La Grande Traversata Elbana, o GTE per gli escursionisti, è considerata a ragione uno dei trekking più belli e panoramici d’Italia, complice la presenza del mare, il clima mite quasi tutto l’anno, e un perfetto connubio tra storia e natura.

Cos’è la Grande Traversata Elbana

La Grande Traversata Elbana è un percorso escursionistico, con grado di difficoltà E/EE, che attraversa da parte a parte tutta l’isola d’Elba, e con essa il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Lunga dai 50 ai 60km a seconda delle varianti che si decidono di percorrere, va dalla località di Cavo, sulla punta settentrionale dell’isola, al paese di Pomonte, sulla sua estremità occidentale. Il numero di tappe oscilla dalle 3 alle 5 a seconda del numero di chilometri che si vogliono percorrere al giorno, dei luoghi che si vogliono visitare e della disponibilità di posti nelle strutture ricettive, sempre fuori dal percorso.

L’isola d’Elba, anche conosciuta come una delle 7 perle del Tirreno, è una magnifica destinazione per tutti gli amanti del camminare, non solo per la Grande Traversata Elbana, che come vedremo è adatta a pochi, ma per la grande quantità di sentieri e percorsi escursionistici disseminati in ogni parte dell’isola, molti dei quali di bassa e media difficoltà.

Si sa, in termini di turismo attivo e trekking la Toscana è una delle prime regioni in Italia, pensiamo solo alle Vie Romee o alla Via Francigena, e anche in questo caso dimostra tutta la sua forza.

Quel che è certo è che la Grande Traversata Elbana regala scorci incredibili, e, da alcuni punti, una visuale quasi infinita sulla Corsica, la penisola italiana e tutto l’arcipelago toscano. La macchia mediterranea è poi una meraviglia, soprattutto in primavera, col giallo delle ginestre che fa da contorno a un mare cristallino, illuminato da una luce davvero particolare.

Insomma, è uno spettacolo per gli occhi e per l’anima di ogni amante della natura e del camminare.

Mappa Grande Traversata Elbana - apiediperilmondo

Segnaletica e mappe della Grande Traversata Elbana

La Grande Traversata Elbana è un percorso molto ben segnalato. Accanto alle pennellate bianco rosse e la sigla GTE su rocce e alberi, troviamo cartelli in metallo indicanti le località e i tempi di percorrenza per raggiungerle, e frecce in legno più “amatoriali”, sempre corredate dalla sigla GTE.

Accanto a questa segnaletica dedicata troviamo, lungo il percorso, i segnavia della rete sentieristica dell’isola, davvero molto ampia e capillare. L’escursionista potrà quindi seguire il numero del sentiero scelto, e via via comporre il suo personalissimo tragitto.

Anche percorrendo la Grande Traversata Elbana ti capiterà di incrociare dei sentieri e, in alcuni casi, percorrerne dei tratti, per poi abbandonarli e continuare la GTE. Questo accadrà soprattutto in corrispondenza delle deviazioni per raggiungere i fine tappa.

Come detto prima infatti, sulla GTE non ci sono strutture, quindi bisogna sempre uscire dal percorso e seguire un altro numero di sentiero prima di arrivare al paese scelto per la notte.

Per esplorare a piedi l’isola d’Elba è consigliabile acquistare una carta dei sentieri, o carta escursionistica, all’interno della quale sono appunto segnati tutti i sentieri dell’isola. Per chi volesse il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, del quale l’isola d’Elba fa parte, ha messo gratuitamente a disposizione degli escursionisti la versione digitale della sua carta topografica, presente all’interno dell’App Avenza Maps.

Personalmente preferisco sempre viaggiare con una vera cartina, ma la versione digitale può rivelarsi utile per una prima fase di studio del percorso e, in caso di problemi, per geolocalizzarsi in tempo reale, anche in assenza di segnale.

Difficoltà della Grande Traversata Elbana

La Grande Traversata Elbana è un trekking dal grado escursionistico E / EE. Il motivo non sta tanto nella lunghezza delle tappe, visto che, come vedremo, si possono suddividere più o meno a piacere. La vera difficoltà è data da:

  • ● ampio dislivello – si calcolano 2430m di dislivello positivo e negativo per il solo GTE. A questo numero è necessario aggiungere il dislivello per arrivare ai fine tappa e rientrare poi sul tracciato originale, visto che per dormire bisogna uscire dal percorso. Con un dislivello così ampio la media chilometrica si abbassa e le ore di cammino aumentano.
  • ● fondo non sempre agevole – in alcuni punti del percorso i sentieri sono su fondo sdrucciolevole, nulla di che se si affrontano in salita, ma molto meno piacevoli se invece siamo in discesa. La grande sollecitazione di tutti i legamenti, in particolare caviglie e ginocchia, impone che l’escursionista sappia affrontare in modo corretto questi punti evitando così di farsi male.
  • ● Tratti esposti – alcuni tratti sono un pò esposti, quindi è necessario aiutarsi con una corda, presente in loco, per superare senza problemi quel particolare punto.
  • ● Presenza di luoghi isolati e lontani dai centri abitati, spesso senza copertura telefonica – se si è da soli bisogna considerare che ci troviamo in zone isolate, non raggiungibili in macchina o con mezzi a motore, quindi se succede qualcosa è necessario sapere come affrontarlo al meglio. Il consiglio è sempre quello di far sapere a qualcuno dove ci troviamo, magari alla stessa struttura che deve ospitarci per la notte, in modo che si metta in allarme se tardiamo ad arrivare.
  • ● Zaino di 7/8kg – la difficoltà aumenta con l’aumentare del peso dello zaino,( leggi l’articolo come scegliere lo zaino)  sia perché il passo risulta rallentato, sia perché, con l’aumentare della fatica aumenta anche il rischio di disattenzioni e leggerezze, un mix rischioso se si cammina su un fondo magari accidentato. Il peso l’ho stimato calcolando il necessario, in termini di abbigliamento ed effetti personali, per 3-4 giorni di cammino, e scorte per almeno 2 litri di acqua, visto che sul percorso non si trovano fonti.

Per tutte le ragioni elencate, la Grande Traversata Elbana NON è un percorso adatto a tutti. É infatti necessario avere una buona preparazione fisica, un’esperienza di trekking in montagna, e un equipaggiamento adatto. 

Per farla semplice, diciamo che uno con le converse in vacanza al mare non può certamente improvvisarsi e affrontare in sicurezza questo percorso.

Quando partire per la Grande Traversata Elbana

Il periodo migliore per percorrere la Grande Traversata Elbana è dall’autunno alla primavera.

L’estate è da escludete categoricamente per colpa del caldo: non solo le temperature, vicine ai 35 gradi a Luglio e Agosto, ma soprattutto un percorso costantemente esposto al sole, a tratti roccioso, e senza ombra e vegetazione sufficientemente alta per proteggere l’escursionista in cammino.

Anche il periodo invernale ha delle limitazioni:

  • ● Cattive condizioni meteorologiche – in caso di pioggia e temporali le rocce e le discese sdrucciolevoli rischiano di diventare delle vere e proprie trappole per l’escursionista. Certo è che in Dicembre e Gennaio potrebbero esserci delle giornate meravigliose, quindi il consiglio è quello di verificare le condizioni meteo prima di partire. 

 

  • ●Poche ore di luce – avendo a disposizione poche ore di luce, l’escursionista deve avere un buon passo e quindi una buona media chilometrica, e fare tappe più corte per non rischiare di affrontare dei tratti con il buio.

 

  • ● Pochi escursionisti – se viaggi da solo è bene poter contare, in caso di difficoltà, sulla presenza di altri escursionisti che come te stanno percorrendo la GTE. In inverno però la presenza di trekkers è davvero molto bassa, quindi il rischio è quello di essere davvero solo.

Primavera e autunno sono invece i periodo perfetti per affrontare la GTE per svariati motivi:

  • ● Buone condizioni meteorologiche – generalmente le temperature sono intorno ai 20 gradi, perfette per camminare e non morire dal caldo. Il rischio pioggia è inoltre basso, anche se è sempre meglio controllare il meteo prima di partire.

 

  • ● Le giornate si allungano – le ore di luce cominciano ad aumentare, e questo fa tirare un sospiro di sollievo all’escursionista che vorrebbe percorrere la GTE con tranquillità senza la paura del buio.

 

  • ● Alto numero di escursionisti – le ottime condizioni ambientali attraggono un gran numero di trekkers, e questo non può che rappresentare una sicurezza per tutti coloro che magari viaggiano da soli o in coppia.

Tappe della Grande Traversata Elbana

La Grande Traversata Elbana, per le caratteristiche che abbiamo descritto finora, non ha tappe predefinite. É infatti un lungo percorso di 50km senza strutture né rifugi, quindi per trovare un posto dove dormire bisogna lasciare il percorso e deviare sul paese scelto.

Vista la grandezza dell’isola è ovvio che le possibilità non sono infinite e che le persone scelgano di dormire più o meno sempre negli stessi posti. Di seguito ti ho quindi scritto tre possibili combinazioni di tappe, da cui puoi prendere spunto per organizzare la GTE.

Prima però una precisazione: ci sono due fine tappa, uno è Pomonte e l’altro è Patresi; per raggiungere quest’ultimo bisogna aggiungere circa 7km al conto totale del percorso.

Combinazione A

Tappa 1 – da Cavo a Porto Azzurro – 22,3km

Tappa 2 – da Porto Azzurro a Marina di Campo – 22km

Tappa 3 – da Marina di Campo a Poggio – 16km

Tappa 4 – da Poggio a Pomonte – 15,5km

Combinazione B

Tappa 1 – da Cavo a Porto Azzurro – 22,5km

Tappa 2 – da Porto Azzurro a Procchio – 20,5km

Tappa 3 – da Procchio a Poggio – 12km

Tappa 4 – da Poggio a Pomonte – 9km

Combinazione C

Tappa 1 – da Cavo a Porto Azzurro – 22,5km

Tappa 2 – da Porto Azzurro a Procchio – 20,5km

Tappa 3 – da Procchio a Pomonte – 17,5km

Si tratta delle tappe che proponiamo come Apiediperilmondo nel pacchetto viaggio della Grande Traversata Elbana.

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Il Cammino di Santiago da León

Il Cammino di Santiago da León

León, Astorga, la Cruz de Hierro, O’Cebreiro, sono solo alcuni dei luoghi spettacolari che aspettano i pellegrini desiderosi di percorrere il Cammino di Santiago da León



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  • Partenza: Leon


  • Lunghezza: 340 Km


  • Difficoltà: Escursionistico


  • N.Tappe: 13

León è la terza città di partenza per il Cammino Francese. Nel 2019, i pellegrini che sono partiti da qui sono stati 10.505, numeri che gli hanno permesso di essere la terza città di partenza del tratto francese.

León è infatti la città di mezzo dell’intero percorso: si trova a 340km da Santiago e a 460km da Saint Jean Pied de Port. Chi decide di iniziare il suo Cammino di Santiago da León lo fa, principalmente, per tre ragioni:

  • Il tempo, perché più o meno tutti possono prendersi due settimane di ferie dal lavoro;
  • É facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici dai principali aeroporti spagnoli
  • Essendo più o meno a metà, viene scelta come città di stop e ripartenza da chi vorrebbe fare tutto il Cammino ma è costretto a dividerlo in parti per una questione di tempo.

Il tratto che prendiamo in esame è quello che va da León a Sarria. Si tratta di quasi 200km, percorribili in 7-8 giorni di cammino. Si attraversano le regioni di Castilla y León e Galicia, raggiungendo anche altitudini elevate.

In corrispondenza delle città di León e Astorga ci si incrocia inoltre con due importanti Cammini:

Da León a Santiago de Compostela ci sono 340km, meno di 2 settimane di cammino.

In questo articolo è descritto il Cammino di Santiago da León a Sarria

 Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago da Sarria a Santiago de Compostela.

Tappe del Cammino di Santiago da León a Sarria

Come per i precedenti articoli, anche in questo Cammino di Santiago da León ho voluto inserire un elenco di tappe verosimili che coprono la distanza tra León e Sarria. Ti servono unicamente per farti un’idea del percorso, dei chilometri giornalieri e dei giorni necessari. Naturalmente, durante il viaggio, dovrai unicamente tenere conto delle tue necessità ed organizzare le tappe di conseguenza.

Ecco quindi la lista delle tappe coi chilometri corrispondenti.

  1. León – Villar de Mazarife   |   22km
  2. Villar de Mazarife – Astorga   |   31km
  3. Astorga – Foncebadón   |   25km
  4. Foncebadón – Ponferrada   |   27km
  5. Ponferrada – Villafranca del Bierzo   |   25km
  6. Villafranca del Bierzo – O Cebreiro   |   28km
  7. O Cebreiro – Triacastela   |   22km
  8. Triacastela – Samos – Sarria   |   25km

Nessuna di queste tappe è obbligata. Lungo tutto il percorso trovi infatti albergue e punti di ristoro ogni 5-10km. Attento però, nel corso della prima tappa c’è un’eccezione: tra le località Virgen del Camino e Villar de Mazarife ci sono 15km senza nulla.

Varianti sul Cammino di Santiago da León

Varianti importanti su questo tratto di Cammino Francese ce ne sono tre:

  • Variante per Hospital de Órbigo – Dopo León, in prossimità della località Virgen del Camino, trovi un bivio: una strada va in direzione San Miguel del Camino, mentre l’altra si dirige verso Villar de Mazarife. Personalmente ti consiglio di fare la seconda, più semplice e solitaria.
  • Variante alta di Villafranca del Bierzo – Usciti da Villafranca del Bierzo hai due opzioni: costeggiare la statale per 10km fino a Trabadelo, oppure optare per la variante alta, che ti porta a Trabadelo senza fare un metro di asfalto. La prima opzione è noiosa, altamente tossica ma facile; la seconda è invece decisamente più dura (450m di salita) ma molto, molto più bella. Si passa infatti tra le montagne, in quasi totale solitudine, perfetto per i pellegrini che non hanno fretta di arrivare, ma preferiscono godersi il viaggio.
  • Variante al monastero di Samos – Siamo appena partiti da Triacastela quando siamo chiamati a fare una scelta: proseguire dritto in direzione Sarria, oppure deviare per il monastero di Samos, allungando però il nostro Cammino di oltre 6km. Samos è un luogo straordinario e ti consiglio vivamente di goderti un’oretta in più di cammino e andare ad ammirarlo!

Cammino di Santiago Apiediperilmondo

Difficoltà sul Cammino di Santiago da León

A differenza del tratto precedente da Burgos , quello da León riserva molte più difficoltà, dovute soprattutto alla ricomparsa di aree montagnose. La difficoltà maggiore è infatti data dai dislivelli, anche se non si tratta di salite o discese particolarmente complicate, anzi, un pò di montagna è proprio quello che ci vuole per non annoiarsi troppo e ammirare altri panorami e scenari.

  • Dopo Astorga ( 875m) comincia una lenta ma costante salita fino a raggiungere, nel corso di 30km, i 1430m di Foncebadón, i 1500m della Cruz de Hierro e i 1445m di Manjarín. Il punto più alto lo si tocca dopo la Cruz de Hierro, in prossimità di un’antenna per le telecomunicazioni, posizionata a quota 1530m.
  • Particolarmente dura, per il tipo di fondo, la discesa a El Acebo, dopo Manjarín: una brutta sassaia, spacca ginocchia, per fortuna lunga solo un paio di chilometri. In alternativa, in caso troviate una giornata di pioggia, ti consiglio di fare la strada asfaltata che gli corre accanto, è più lunga ma decisamente più sicura. Con quel fondo scivoloso, il rischio di cadere e farsi male è davvero molto alto.
  • Se parliamo di dislivelli non possiamo non menzionare la salita a O Cebreiro. Seppur si tratti di uno dei momenti e degli spettacoli più belli dell’intero cammino, richiede uno sforzo non indifferente: si parte dai 660m di Rutielán e si arriva, dopo 9km, ai 1296m di O Cebreiro. Per quanto posa sembrare dura, ti consiglio di armarti di pazienza e buona volontà e di farla, la bellezza del paesaggio ti ripagherà sicuramente.

La difficoltà maggiore del raggiungere questi luoghi è in caso di maltempo e neve. In inverno infatti, il rischio neve è molto elevato, e diventa quindi tutto più complicato e faticoso.

Clima, piogge e temperature tra León e Sarria

Sebbene confinanti, la Castilla y León e la Galicia sono due regioni completamente diverse, sia per clima che per morfologia. Ecco perché ho deciso di mostrarti tutte le sfumature e i cambiamenti del clima in tutto il tratto del Cammino di Santiago da León a Sarria. Ti illustrerò quindi il meteo di León, quello montano di Foncebadón, e quello galiciano di Cebreiro.

Clima di León

Le estati sono calde, con temperature tra i 23° e i 26° e con punte di 33°. Gli inverni sono invece freddi, con le minime tra i 5° e i 2° e con punte di -3°. Nonostante ci troviamo a quota 840m, il rischio neve è quasi nullo, soprattutto grazie alle precipitazioni, che in inverno non raggiungono i 75mm.

Clima di Foncebadón

Foncebadón si trova a quota 1426m ed è quindi l’esempio perfetto per capire che tipo di clima puoi trovare in montagna. Le estati sono calde, con temperature tra i 19° e i 23°, con punte addirittura di 29°. Trovandoci a un’altitudine elevata, è necessario tenere conto dello sbalzo termico: nei mesi di luglio e agosto può infatti capitare di imbattersi in nottate particolarmente fredde, con temperature che scendono fino a 4°.

In inverno tutto si complica, soprattutto se guardiamo la linea delle minime, tra i 2° e -1°, con punte di -7°. Sebbene anche qui le precipitazioni non superino quasi mai i 75mm, si registrano 15 giorni di pioggia per ciascuno dei mesi invernali, da Ottobre a Gennaio, con una punta ad Aprile. Il rischio neve rimane basso, ma aumentano di molto i giorni di gelo.

Insomma, in inverno non è un tratto facile da affrontare! Bisogna essere preparati ad affrontare giorni molto freddi, pioggia, vento e neve. D’obbligo vestiti molto pesanti e scarpe in Gore-tex.

Clima di O’Cebreiro

Siamo appena entrati in Galicia, e ci troviamo a quota 1296m.

Le estati sono calde, e le temperature si attestano tra i 18° e i 22°, con punte di 29°. Anche qui c’è un forte sbalzo termico, e infatti, nelle notti estive più fredde, si arriva anche ai 4°.

Gli inverni sono freddi, con temperature minime tra i 2° e i -1°, con punte di -6°.

Le precipitazioni sono abbondanti, e da Novembre a Gennaio raggiungono quasi i 125mm. Per quasi tutto l’anno si registrano infatti oltre 10 giorni di pioggia al mese. Fortunatamente il rischio neve è basso.

Dove dormire sul cammino di Santiago da León

León è una città che richiama ogni anno moltissimi turisti, ecco perché, oltre ai classici albergue per pellegrini, puoi trovare moltissimi altri generi di strutture ricettive. In generale, lungo questo tratto di Cammino Francese, trovi ogni genere di albergue  con una frequenza di 5-10km.

L’accoglienza più particolare di tutte è quella del rifugio di Manjarín: gestito da un Ordine dei Templari rifondato, si basa su un’ospitalità molto povera; all’interno non ci sono infatti docce né altre comodità “moderne”. Il suo gestore, Tomás Martínez, ha mollato tutto e aperto questo rifugio, proprio come se prendersi cura del Cammino e del pellegrino fossero la sua missione di vita. Trascorrervi la notte è sicuramente un’esperienza unica, soprattutto in compagnia di un hospitalero tutt’altro che comune.

Un altro albergue degno di nota sul Cammino di Santiago da León è quello situato presso il monastero benedettino di Samos. É un luogo davvero molto spartano e semplice, composto da un’unica camerata e poche docce. Il riscaldamento non c’è, quindi se sei freddoloso e ti rechi lì nel periodo invernale ti consiglio di cercare altro.

Gli Albergues sul Cammino non sempre sono aperti tutto l’anno. Molti sono chiusi nei mesi invernali, quindi, se fai il Cammino di Santiago da Novembre ad Aprile, ti consiglio di controllare quali albergue sono aperti prima di partire. Questo ti permetterà di organizzare meglio il Cammino e di non avere brutte sorprese.

Segnaletica sul Cammino di Santiago da León

Il Cammino Francese da León condivide con tutti gli altri tratti del percorso la stessa segnaletica. Troverai quindi la classica freccia gialla a indicarti la strada, accompagnata dalla concha, ovvero un’immagine stilizzata della conchiglia.

Puoi incrociare segnali verticali, quindi cartelli in legno con indicata la direzione, oppure pennellate su rocce, alberi, case, muretti, ovunque il segnale risulti visibile e chiaro. Le frecce sono unidirezionali e se ne trovano frequentemente, sia lungo i rettilinei che in prossimità dei bivi. Naturalmente è necessario fare attenzione e non farsi distrarre troppo dal paesaggio o dalle chiacchiere con gli amici.

Credenziale e Compostela

La regola dice che chiunque percorra almeno 100km a piedi e 200km a cavallo e arrivi a Santiago, abbia diritto, se lo desidera, alla Compostela. In questo caso, se hai intenzione di partire da León non avrai certamente nessun problema ad averla! La Compostela è una pergamena che si ritira a Santiago e che attesta che colui che la richiede ha effettivamente percorso il Cammino.

Per poterla ottenere è necessario, nel corso del proprio cammino, timbrare almeno una volta al giorno la credenziale. La credenziale è un libretto su cui apporre tappa dopo tappa dei timbri, così da dimostrare all’ufficio di Santiago che si è regolarmente fatto il cammino e che si ha diritto alla Compostela. Per sapere dove ritirarla ti consiglio di leggere l’articolo specifico su credenziale e Compostela.

León, Astorga, Cruz de Hierro e O’Cebreiro: ecco cosa vedere sul Cammino di Santiago da León

Oltre a regalare emozioni uniche, il Cammino di Santiago ti porta alla scoperta di luoghi unici, magari con una millenaria storia alle spalle. Ecco perché ho deciso di approfondire il tema anche per il tratto di Cammino che va da León a Sarria. Qui di seguito trovi solo qualche accenno di quello che puoi trovare lungo il percorso. Se invece vuoi approfondire leggi l’articolo Cose da vedere sul Cammino di Santiago”.

León è una delle città da cui partono più pellegrini sul Cammino Francese. Se hai studiato arte a scuola, la riconoscerai di certo dalla sua magnifica cattedrale, uno dei gotici in assoluto meglio riusciti al mondo. Da qui, oltre a passare il Cammino Francese, comincia anche il Cammino di San Salvador in direzione Oviedo.

A pochi chilometri da León trovi il bellissimo Puente de Orbigo: sede di un antico hospital per pellegrini, è fin dal medioevo protagonista dell’avvincente leggenda del Paso Honroso. Ti consiglio di sbirciare nell’articolo dedicato per saperne di più.

In un batter d’occhio si è ad Astorga, l’ultima grande cittadina fino in Galicia. Punto d’arrivo della Via de la Plata ( Cammino di Santiago che parte da Siviglia), è ricca di monumenti romani e di complessi medievali e moderni. Degno di nota il famoso Palazzo Episcopale di Gaudí. Meriterebbe qualche ora in più rispetto a una visita di passaggio.

Da Astorga si finisce di camminare sull’altopiano e si comincia a salire in montagna. Si raggiungono così le famose località di Foncebadón, della Cruz de hierro, protagonista di milioni di foto sul Cammino e destinataria dei sassi fin lì gelosamente custoditi, e il particolare albergue di Manjarín. La loro importanza simbolica ce li ha fatti inserire nella nostra lista dei 20 luoghi simbolo del Cammino di Santiago. 

Usciamo dalle montagne approdando a quello che in passato era un piccolo accampamento romano, Ponferrada, oggi città dominata da un bellissimo castello templare. Di certo non puoi lasciarti sfuggire l’occasione di visitarne gli interni!

Il Cammino Francese è davvero circondato da un numero infinito di storie, tradizioni e leggende. É il caso della Puerta del Perdón, a Villafranca del Bierzo, e del Miracolo del Santo Gral a O’Cebreiro.

È proprio da O Cebreiro che ammiriamo uno dei panorami più sorprendenti e affascinanti di tutto il cammino: una vista a 360° ci regala immagini di colline e prati verdi a perdita d’occhio. Se arriviamo di prima mattina durante una giornata di sole, O’Cebreiro ci offre uno spettacolo magico: una pesante coltre di nebbia copre infatti le colline sottostanti, come se fossimo oltre le nuvole e il sole avesse deciso di illuminare solo noi. Da qui in poi è tutta una discesa fino a Santiago, anche se le colline, tra alti e bassi, non mancano.

Come raggiungere León, Astorga e O’Cebreiro

Raggiungere queste tre località, sul Cammino di Santiago da León, non è particolarmente difficile, ma presuppone almeno un paio di spostamenti se arrivi dall’Italia. I mezzi di trasporto che ti consiglio di utilizzare sono aereo + autobus. Ecco qui di seguito qualche opzione di combinazione.

Raggiungere León sul Cammino di Santiago:

  • Volare su Madrid + autobus diretto a León: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 3 h 30 min  e il costo oscilla tra le 30€ e le 40€, anche se puoi trovare belle offerte se prenoti online con anticipo.
  • Volare su Bilbao + autobus Oviedo + autobus León: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura quasi 6 ore e il costo oscilla tra le 50€ e le 70€.
  • Volare su Santiago de Compostela + autobus diretto a León: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 6 ore e il costo oscilla tra le 30€ e le 50€.

Raggiungere Astorga sul Cammino di Santiago:

  • Volare su Madrid + autobus diretto ad Astorga: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 4 h 30 min  e il costo oscilla tra le 30€ e le 50€, anche se puoi trovare belle offerte se prenoti online con anticipo.
  • Volare su Vigo + autobus diretto ad Astorga: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 4 ore e il costo oscilla tra le 30€ e le 45€.
  • Volare su Santiago de Compostela + autobus diretto ad Astorga: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 5 ore e il costo oscilla tra le 30€ e le 50€.

Raggiungere O’Cebreiro sul Cammino di Santiago:

  • Volare su Santiago de Compostela + Autobus fino a Piedrafita do Cebreiro + taxi a O’Cebreiro: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura 3 h 30 min e il costo oscilla tra le 30€ e le 40€. Il taxi copre una distanza di soli 5km, quindi dovrai pagare pochi euro.
  • Volare su Vigo + Autobus fino a Lugo + Autobus fino a Piedrafita do Cebreiro + taxi a O’Cebreiro: la prima tratta è operata da Monbus, dura 3 ore e costa circa 15€; da Lugo a Piedrafita do Cebreiro c’è la linea Alsa, dura 45 min e costa tra le 20€ e le 35€; il taxi copre una distanza di appena 5km.

Considera che ho preso in considerazione i voli dagli aeroporti di Milano. Naturalmente tocca a te verificare la disponibilità e i costi dall’aeroporto più vicino a te.

Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago da Sarria a Santiago de Compostela.

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Il Cammino di Santiago da Burgos

Il Cammino di Santiago da Burgos

Un cammino facile quello tra Burgos e León, due città stupende circondate da mesetas e ampi campi di girasoli



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Cammino di Santiago Apiediperilmondo

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  • Partenza: Burgos


  • Lunghezza: 510 Km


  • Difficoltà: T/Escursionistico


  • N.Tappe: 21

Il tratto di Cammino che ci accingiamo ad analizzare in questo articolo è quello che va dalla città di Burgos a quella di León. Parliamo di circa 180km, percorribili in 6-8 giorni di cammino senza particolari difficoltà.

Chi inizia il suo cammino da Burgos ha la fortuna di coprire più della metà dell’intero percorso: da qui a Santiago de Compostela ci sono infatti 510km. In realtà non sono tante le persone che la scelgono come città di partenza: nel 2019 non è neanche tra le prime 8. Ciò nonostante, la sua posizione e la facilità con cui si può raggiungere, la rendono un ottimo punto di ripartenza per i pellegrini che affrontano il Cammino in più anni, spezzettandolo a seconda dei giorni che hanno via via a disposizione.

In questo articolo è descritto il Cammino di Santiago da Burgos a León.

 Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago da León a Sarria.

Tappe del Cammino di Santiago da Burgos a León

Il Cammino di Santiago da Burgos a León attraversa unicamente il territorio della Castilla y León, che infatti si caratterizza per essere la regione più grande di Spagna. Le tappe che abbiamo qui individuato sono meramente ipotetiche e ti permettono unicamente di dare uno sguardo generale a quello che ti aspetta.

Ecco quindi un elenco delle tappe da Burgos a León:

  1. Burgos – Hornillos del Camino   |   21km
  2. Hornillos del Camino – Castrojeriz   |   20km
  3. Castrojeriz – Frómista  |   25km
  4. Frómista – Carrión de los Condes   |   20km
  5. Carrión de los Condes – Terradillos de los Templarios  |  26km
  6. Terradillos de los Templarios – Bercianos   |   24km
  7. Bercianos – Mansilla de las Mulas   |   24km
  8. Mansilla de las Mulas – León   |   19km

Nessuna di queste tappe è obbligata. La presenza di albergue ogni 5-10km ti permette di gestire con facilità le tue giornate di cammino, fornendoti la flessibilità necessaria in caso di problemi o imprevisti.

Fa eccezione il tratto fra Carrión de los Condes e Calzadilla de la Cueza: 17km di meseta, praticamente di nulla, né bar o punti di ristoro, né caseggiati o albergue. Diciamo che è l’unico pezzo di Cammino obbligato.

Paesaggi e mesetas sul Cammino di Santiago da Burgos

Regione famosa per il ricco e importante patrimonio monumentale, per la gastronomia e la varietà dei suoi panorami, la Castilla y León è la comunità più grande di Spagna e vive soprattutto di turismo e agricoltura. Campi di grano e girasoli si estendono a perdita d’occhio su colline e pianure. É uno spettacolo incredibile, che cambia colori e sfumature a seconda della stagione: il sole estivo trasforma infatti ettari di verde pastello in immense distese dorate, che i contadini falciano e trasformano in fieno e farina.

Il Cammino di Santiago da Burgos si sviluppa per la maggior parte su terreno pianeggiante, lungo sentieri sterrati e di campagna. In alcuni tratti siamo costretti a fiancheggiare la statale, ma si tratta di pochi chilometri che, rispetto al passato, oggi si svolgono in totale sicurezza.

Tra i paesaggi più belli e caratteristici di tutto il Cammino, la meseta occupa di certo un posto d’onore. Non per nulla l’abbiamo inserita nella nostra lista dei 20 luoghi simbolo del Cammino di Santiago. Incontriamo la prima subito dopo Burgos in direzione Hontanas: l’emozione che si prova a vedere questo piccolo paesino sbucare dal nulla ad appena 30m di distanza è incredibile! 

Altrettanto bello è il tratto che da Castrojeriz porta a Itero de la Vega. Si tratta in entrambi i casi di pochi chilometri, ma la sensazione e l’emozione che lasciano sono un dono per cui essere grati.

Attento! Una delle difficoltà più evidenti del Cammino di Santiago da Burgos è la meseta che da Carrión de los Condes porta a Calzadilla de la Cueza: corrispondente per i primi chilometri all’antica via romana Aquitania che da Bourdeaux portava ad Astorga, sono 17 km di nulla assoluto, solo terra e cielo. Quindi mi raccomando, se hai paura del caldo, parti presto la mattina e fai abbondante scorta di acqua e cibo energetico.

Cammino di Santiago Apiediperilmondo

Clima, piogge e temperature tra Burgos e León

Il tratto di Cammino Francese che da Burgos porta a León si estende su una grande, immensa meseta. Si oscilla infatti, per tutta la sua lunghezza, tra i 780m e gli 880m slm.

Le estati sono calde: nei mesi di luglio e agosto le temperature si attestano intorno ai 27°, con punte di 34° nei giorni più caldi. Trovandoci ad un’altitudine di 800m, lo sbalzo termico è abbastanza rilevante, e può capitare di raggiungere i 6° nel corso di una nottata fredda.

Gli inverni sono invece piuttosto freddi, e tra Dicembre e Febbraio, le temperature sono tra gli 8° di massima e 1° di minima, con punte sotto lo zero, di -4°. Le precipitazioni sono generalmente scarse, più abbondanti nei pressi di León che di Burgos. Se nel primo caso raggiungono i 75mm, nel secondo non superano mai i 50mm. I mesi più piovosi sono, in entrambe le località, Ottobre, Novembre, Dicembre e Gennaio. Davvero quasi nullo il rischio neve.

Il periodo migliore per fare il Cammino di Santiago da Burgos sono i mesi di Maggio, Giugno e Settembre: non solo eviterai il caldo afoso in prossimità delle mesetas, ma anche il rischio neve della stagione invernale nel tratto dopo Astorga, sul Cammino di Santiago da León. 

Dove dormire sul cammino di Santiago da Burgos

Burgos è una città ancora poco conosciuta tra i turisti stranieri, che a questa prediligono nella zona altre città spagnole, come ad esempio Bilbao, Santander e la vicina León. Non la vedrai quindi assalita da orde di turisti, ma molto più intima, vera, vissuta intensamente dalla gente del posto. É una città che sono sicura ti stupirà e conquisterà.

A Burgos trovi una grande quantità di abergues per pellegrini e ostelli: l’albergue municipale conta addirittura 150 posti letto. In generale però trovi, lungo il Cammino, ogni genere di albergue e struttura privata. Nei mesi di luglio e agosto, ovvero quelli di maggior affluenza, farai un pò più di fatica a trovare posto, ma tranquillo, sarà sufficiente un pò di spirito di adattamento e non ci saranno problemi.

Ci sono in particolare due accoglienze che mi sento di evidenziare per la loro particolarità, e che, se sei disposto ad adattarti, possono regalarti davvero un ricordo e un’esperienza unica:

  • rifugio di San Bol, situato appena prima di Hontanas, a 26km da Burgos, una piccola casa con appena una decina di posti letto, senza elettricità e provvisto solo di una doccia e un bagno. Il luogo nel quale si trova è magnifico, disperso nel nulla, e sono sicura che la notte potresti ammirare una di quelle stellate purtroppo così rare dalle nostre parti.
  • Rifugio nell’Ermita di San Nicolás, gestito dalla Confraternita italiana di San Jacopo (la stessa, con sede a Perugia, a rilasciare la credenziale per il Cammino) e aperto solo da Maggio a Settembre, è anch’esso privo di elettricità e guidato da un forte spirito cristiano e di accoglienza.

Per il resto, non ti resta che affidarti al Cammino e cercare di prendere il meglio da ogni esperienza. Gli albergue sul Cammino non sempre sono aperti tutto l’anno. Molti sono chiusi nei mesi invernali, quindi, se fai il Cammino di Santiago da Novembre ad Aprile, ti consiglio di controllare quali albergue sono aperti prima di partire. Questo ti permetterà di organizzare meglio il Cammino e di non avere brutte sorprese.

Segnaletica sul Cammino di Santiago da Burgos

Il Cammino Francese da Burgos condivide con tutti gli altri tratti del percorso la stessa segnaletica. Troverai quindi la classica freccia gialla a indicarti la strada, accompagnata dalla concha, ovvero un’immagine stilizzata della conchiglia.

Puoi incrociare segnali verticali, quindi cartelli in legno con indicata la direzione, oppure pennellate su rocce, alberi, case, muretti, ovunque il segnale risulti visibile e chiaro. Le frecce sono unidirezionali e se ne trovano frequentemente, sia lungo i rettilinei che in prossimità dei bivi. Naturalmente è necessario fare attenzione e non farsi distrarre troppo dal paesaggio o dalle chiacchiere con gli amici.

Credenziale e Compostela

La regola dice che chiunque percorra almeno 100km a piedi e 200km a cavallo e arrivi a Santiago, abbia diritto, se lo desidera, alla Compostela. In questo caso, se hai intenzione di partire da Burgos non avrai certamente nessun problema ad averla! La Compostela è una pergamena che si ritira a Santiago e che attesta che colui che la richiede ha effettivamente percorso il Cammino.

Per poterla ottenere è necessario, nel corso del proprio cammino, timbrare almeno una volta al giorno la credenziale. La credenziale è un libretto su cui apporre tappa dopo tappa dei timbri, così da dimostrare all’ufficio di Santiago che si è regolarmente fatto il cammino e che si ha diritto alla Compostela. Per sapere dove ritirarla ti consiglio di leggere l’articolo specifico su credenziale e Compostela.

Cosa vedere sul Cammino di Santiago da Burgos

I luoghi degni di nota in questo tratto di Cammino Francese sono davvero tantissimi, e vanno da una semplice costruzione a un’intera città. Naturalmente non ho potuto approfondire molto i singoli punti d’interesse, per questo motivo ho creato un articolo dedicato con tutte le informazioni in merito, dal titolo Cose da vedere sul Cammino di Santiago”.

Innanzitutto Burgos. Si tratta, personalmente, di una città che amo molto e che riserva al visitatore più attento molte sorprese. Verde, giovane e dinamica, Burgos è anche ricca di numerosi elementi storici e artistici. Spicca per bellezza e imponenza la sua Cattedrale gotica, uno spettacolo.

Per quanto sia bello perdersi tra le vie di una bella città, c’è qualcosa di magico e mistico nel trovarsi davanti a un’antica rovina. É il fascino del tempo che passa, della pietra che si usura, e di quel pizzico di immaginazione che ci fa viaggiare indietro nel tempo. É questa la sensazione che si prova davanti alle rovine dell’antico Hospital di San Antón, a pochi chilometri da Castrojeriz. Lo stesso vale per le rovine del monastero di San Francisco, il cui fascino sta nell’essere ormai completamente parte della natura.

Due sculture appena fuori Sahagun, proprio accanto alla bella chiesetta della Virgin del Puente, indicano che sei esattamente a metà cammino. E infatti da qui a Santiago de Compostela mancano circa 390km.

Finalmente si arriva nella bellissima León, una città dal fascino antico, che colpisce soprattutto per la sua grande cattedrale, considerata una dei migliori esemplari di gotico in Europa.

Finalmente Cocido, un classico della cucina castigliana

Percorrere il Cammino di Santiago da Burgos ti permette di entrare in contatto con una parte della cucina spagnola davvero molto interessante. Per questo tratto in particolare voglio parlarti di qualche piatto cucinato con il maiale, ingrediente molto usato da queste parti.

Sebbene lo si utilizzi soprattutto come insaccato, si tratta di una proteina presente anche in zuppe e in cotture al forno. Il maiale è il protagonista indiscusso di uno dei piatti tipici di questa regione, e in particolare di León, il cocido maragato: si tratta di una zuppa composta da sanguinaccio, chorizo, legumi e mille antri ingredienti. La zona di Burgos è invece famosa per il suo estrellado burgalese, un semplice sanguinaccio fritto.

Ad accompagnare queste impegnative pietanze di carne non deve mancare un buon calice di vino rosso, fermo e corposo. Anche qui consiglio vivamente una Rioja.

Come raggiungere Burgos

Se vuoi cominciare il tuo Cammino di Santiago da Burgos, dovrai trovare la migliore soluzione per raggiungere questa città. Di per sé non è molto complicato, e richiede non più di 4 ore in tutto, escluse attese e cambi. É infatti indispensabile abbinare un volo aereo + una tratta in autobus.

Le opzioni più interessanti sono tre:

  • Volare su Bilbao + autobus diretto a Burgos: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura meno di 2 ore e il costo oscilla tra i 15€ e i 25€.
  • Volare su Madrid + autobus diretto a Burgos: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura circa 2h 30 minuti e il costo oscilla tra i 15€ e i 25€.
  • Volare su Santander + autobus diretto a Burgos: la tratta è operata dalla linea Alsa, dura circa 2h 30 minuti e il costo oscilla tra i 15€ e i 25€.

Considera che ho preso in considerazione i voli dagli aeroporti di Milano. Naturalmente tocca a te verificare la disponibilità e i costi dall’aeroporto più vicino a te.

 Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago

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Il Cammino di Santiago da Pamplona

Il Cammino di Santiago da Pamplona

Il Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos è un concentrato di luoghi unici, intrecciati alla storia del cammino e vicini all’autentica identità spagnola



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Cammino di Santiago Apiediperilmondo

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  • Partenza: Pamplona


  • Lunghezza: 730 Km


  • Difficoltà: Escursionistica


  • N.Tappe: 30

Partire da Pamplona per il proprio Cammino di Santiago significa dover percorrere all’incirca 730km per arrivare a Santiago de Compostela. C’è chi ha già percorso i primi 67km da Saint Jean Pied de Port, o chi ha deciso di partire direttamente da qui, vuoi per mancanza di giorni, per una questione di trasporti o per la paura di quella prima tappa fino a Roncisvalle.

Il tratto che prendiamo in esame in questo articolo è quello che va da Pamplona a Burgos: stiamo parlando di circa 220km, distribuiti lungo tre distinte regioni spagnole, Navarra, La Rioja e Castilla y León. Da qui sono partiti, nel 2019, 3039 pellegrini. Pamplona è infatti l’ottava città di partenza del Cammino Francese.

Da Pamplona a Santiago de Compostela ci sono 745km, circa 25 giorni di cammino.

In questo articolo è descritto il Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos.

 Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago da Burgos a León.

Tappe del Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos

Quando si stila un elenco di tappe bisogna subito mettere in chiaro che si tratta di una mera ipotesi, un esempio verosimile per capire bene o male quanti giorni ci vogliono e quanti chilometri dobbiamo macinare per arrivare in un determinato punto. Naturalmente, deciderai via via le tappe nel corso del Cammino stesso, valutando le tue necessità e tenendo conto degli eventuali imprevisti.

Ecco quindi un elenco ipotetico:

  1. Pamplona – Puente la Reina  |   23km
  2. Puente la Reina – Estella  |   23km
  3. Estella – Los Arcos  |   21km
  4. Los Arcos – Logroño  |   28km
  5. Logroño – Nájera  |   31km
  6. Nájera – Santo Domingo de la Calzada  |   23km
  7. Santo Domingo de la Calzada – Belorado  |   23km
  8. Belorado – San Juan de Ortega  |   25km
  9. San Juan de Ortega – Burgos  |   28km

In questo elenco non c’è nessuna tappa obbligata: puoi tranquillamente decidere di fermarti prima o proseguire fino a uno dei tanti paesini intermedi. In linea di massima possiamo notare che per percorrere i 220km tra Pamplona e Burgos servono circa 8-9 giorni, camminando ad una media rispettivamente di 27-24 km al giorno.

Per conoscere le tappe da Burgos in poi leggi l’articolo del Cammino di Santiago da Burgos.

Difficoltà sul Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos

In generale, possiamo dire che il tratto tra Pamplona e Burgos non presenta particolari difficoltà.

Sebbene si tratti di un continuo sali e scendi, i dislivelli rimangono abbastanza dolci, ad eccezione di questi specifici punti, comunque meno duri rispetto alla tappa SJPDP-Roncisvalle:

  • Discesa dall’Alto del Perdón, nella tappa Pamplona – Puente la Reina. La salita da Pamplona è molto dolce, e si passa, in 13km, dai 450m della città ai 770m dell’Alto del Perdón. La discesa è al contrario molto ripida e sviluppata su una lunga sassaia “spacca ginocchia”. Fai quindi attenzione e vai piano, soprattutto in presenza di pioggia, pericolosissimo.
  • Salita da Villafranca Monte de Oca al Monumento ai caduti della guerra civile, nella tappa Belorado – San Jean de Ortega. Si arriva quindi all’Alto della Pedraja raggiungendo i 1.130m di altitudine.

Lungo il Cammino di Santiago da Pamplona troviamo mediamente un paese o un luogo di ristoro ogni 5-10km. Nonostante sia ben servito, ti consiglio comunque di portare con te una buona scorta di acqua e cibo energetico, soprattutto se cammini in giornate molto calde e soleggiate.

  • L’unico punto critico che mi sento di segnalarti è quello che divide Villamayor de Monjardín da Los Arcos: si tratta di 12 km di nulla, una lunga, infinita pista di terra, completamente sotto al sole e priva di fonti d’acqua e punti di ristoro. Fai rifornimento di acqua a Villamayor e cerca di evitare di camminare nelle ore più calde della giornata.

Cammino di Santiago Apiediperilmondo

Paesaggi sul Cammino di Santiago da Pamplona

Il Cammino di Santiago da Pamplona si arricchisce di paesaggi completamente diversi rispetto al tratto da Saint Jean Pied de Port. Ormai fuori dai Pirenei, ad un’altezza di soli 450m slm, si staglia di fronte a noi un’immensa distesa di campi di grano e girasoli. Le strade sterrate, isolate dalla civiltà e immerse in questo scenario meraviglioso, ci permettono di camminare in una natura che sembra incontaminata.

I colori obbediscono al ciclo della natura cambiando ad ogni stagione: i campi appena seminati di grano si colorano, in primavera, di un verde tenue, per diventare, sotto il caldo sole d’estate, immense distese dorate. Lo stesso vale per i girasoli, che fioriscono solo in estate, e per le vigne, che a seconda della stagione, appaiono di sola corteccia, con le foglie, ricche d’uva o colorate d’autunno.

Così come in Navarra, anche ne La Rioja il Cammino attraversa tratti completamente immersi nella natura, ad eccezione di qualche chilometro su strada asfaltata o laterale alla statale. I lunghi e regolari filari di vite si stagliano sullo sfondo di dolci colline, tra campi di grano e strade sterrate.

Clima, piogge e temperature tra Pamplona e Burgos

Indicare una condizione climatica che vada bene per chi percorre tutti i 220km del Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos non è così difficile. É vero, la distanza è molta, ma ci viene in aiuto il fatto che il percorso proceda lungo lo stesso parallelo, e che le altitudini siano simili.

Considera che Pamplona, sebbene sembri in pianura, si trova a 450m di altitudine. Simili Puente la Reina a 370m, Los Arcos a 450m e Logroño a 380m. É solo da Nájera che si comincia a salire, arrivando ai 640m di Santo Domingo de la Calzada, ai 770m di Belorado e ai ben 865m di Burgos.

Sebbene ci siano un pò più di sbalzi termici in corrispondenza delle località a più elevate altitudini, il clima, le temperature e le precipitazioni medie sono le stesse. Le estati sono calde, con luglio e agosto a 26°/27°C con punte di 34°, e gli inverni freddi, con 2°/4°C, con punte di -4°. Le precipitazioni sono abbondanti, soprattutto nei mesi di Novembre e Aprile, ma con un bassissimo rischio neve.

Il periodo migliore per fare il Cammino di Santiago da Pamplona sono i mesi di Maggio, Giugno e Settembre, anche se quest’ultimo supera gli altri due in fatto di scarse precipitazioni.  Eviterai il caldo afoso e il freddo pungente, nonché vento e pioggia.

Dove dormire sul cammino di Santiago da Pamplona

Pamplona è una rinomata città turistica che accoglie centinaia di migliaia di turisti ogni anno. É quindi provvista di ogni genere di struttura ricettiva, dall’hotel a cinque stelle, alla pensione, all’ostello giovanile. Essendo però anche un’importante città di passaggio sul Cammino Francese, dispone di numerose accoglienze pellegrine, dandoti la possibilità di trascorrere magari un giorno in più alla scoperta di questa bellissima città.

In generale, lungo il Cammino puoi trovare ogni genere di albergue. Visto l’aumento di pellegrini di questi ultimi anni, è nato un gran numero di nuove strutture, più moderne e vicine ai bisogni di tutti. Ovviamente, nei mesi di maggior affluenza, come luglio e agosto, si tende a fare un pò più di fatica a trovare posto, ma tranquillo, con un pò di spirito di adattamento non avrai problemi.

C’è un albergue in particolare che mi ha colpito per la sua amorevole e speciale accoglienza, l’albergue parrocchiale di Grañon. Nonostante i pochi posti letto, mai nessuno viene rifiutato, a costo di dormire in chiesa o nel salone da pranzo. La cena è comunitaria e l’atmosfera rispecchia in pieno il significato del Cammino. Un’esperienza che ti consiglio di fare. Personalmente rimane uno dei miei più bei ricordi del Cammino.

Attento! Gli albergue sul Cammino non sempre sono aperti tutto l’anno. Molti sono chiusi nei mesi invernali, quindi, se fai il Cammino di Santiago da Novembre ad Aprile, ti consiglio di controllare quali albergue sono aperti prima di partire. Questo ti permetterà di organizzare meglio il Cammino e di non avere brutte sorprese.

Segnaletica sul Cammino di Santiago da Pamplona

Il Cammino Francese da Pamplona condivide con tutti gli altri tratti del percorso la stessa segnaletica. Troverai quindi la classica freccia gialla a indicarti la strada, accompagnata dalla concha, ovvero un’immagine stilizzata della conchiglia.

Puoi incrociare segnali verticali, quindi cartelli in legno con indicata la direzione, oppure pennellate su rocce, alberi, case, muretti, ovunque il segnale risulti visibile e chiaro. Le frecce sono unidirezionali e se ne trovano frequentemente, sia lungo i rettilinei che in prossimità dei bivi. Naturalmente è necessario fare attenzione e non farsi distrarre troppo dal paesaggio o dalle chiacchiere con gli amici.

Credenziale e Compostela

La regola dice che chiunque percorra almeno 100km a piedi e 200km a cavallo e arrivi a Santiago, abbia diritto, se lo desidera, alla Compostela. In questo caso, se hai intenzione di partire da Pamplona non avrai certamente nessun problema ad averla! La Compostela è una pergamena che si ritira a Santiago e che attesta che colui che la richiede ha effettivamente percorso il Cammino.

Per poterla ottenere è necessario, nel corso del proprio cammino, timbrare almeno una volta al giorno la credenziale. La credenziale è un libretto su cui apporre tappa dopo tappa dei timbri, così da dimostrare all’ufficio di Santiago che si è regolarmente fatto il cammino e che si ha diritto alla Compostela. Per sapere dove ritirarla ti consiglio di leggere l’articolo specifico su credenziale e Compostela.

Cosa vedere sul Cammino di Santiago da Pamplona

l Cammino Francese regala un’infinità di luoghi interessanti, vicini non solo alla storia moderna della Spagna ma anche e soprattutto al suo lontano passato. Attento a non lasciarti trascinare troppo dal fascino di una bella storia, potrebbe essere molto più vicina alla leggenda che alla realtà. Ecco perché mi sono impegnata a svolgere qualche ricerca al posto tuo, così da scindere la mera ipotesi dai fatti.

In questo capitolo ti citerò via via i luoghi più importanti che potrai incontrare sul Cammino di Santiago da Pamplona a Burgos. Per una versione più approfondita ti consiglio di leggere “Cose da vedere sul Cammino di Santiago”.

Partiamo innanzitutto da Pamplona. Città che fonde tradizione e modernità, è conosciuta dai più per la sua celebre corsa dei tori, in occasione della festa di San Firmino. La sua avanguardia nello sviluppo di nuove forme di energia green si nota chiaramente dal grande parco eolico presente qualche chilometro fuori città, su quello stesso Alto del Perdón che ospita il famoso monumento della carovana di pellegrini.

Più avanti, una deviazione conduce dritta sul Cammino Aragonese (Cammino che parte da Somport, in Francia, giungendo a Puente la Reina) fino alla chiesa di Eunate: per la sua forma ottagonale, si pensa sia appartenuta ai cavalieri templari, anche se questa ipotesi è smentita da tutti i documenti scritti rinvenuti.

Strettamente legata al Cammino è la cittadina di Estella, nata nell’anno 1090 per volontà del re aragonese Sancho Ramírez, per aiutare i pellegrini nel loro viaggio verso Santiago de Compostela. E per i pellegrini di oggi, ad Irache, è stata invece messa a disposizione, da una famosa bodega della zona, una bella fontana di vino: chiusa da una cancellata nelle ore notturne, dispensa tinto a chiunque apra il relativo rubinetto.

Passiamo Los Arcos e troviamo, nel paese di Torres del Río, la chiesa del Santo Sepolcro, anch’essa attribuita all’opera dei cavalieri templari. E se sei un appassionato di Rinascimento non perderti a Viana la tomba del famoso Cesare Borgia.

Si entra ne La Rioja attraversando il ponte di pietra della città di Logroño, proprio sul fiume Ebro.

La Rioja, terra da sempre legata al Cammino e alla sua fortuna, esiste con questo nome solo dal 1980, quando, con la caduta del regime di Franco, la Spagna subì una completa riorganizzazione territoriale. Fino al XIX secolo queste zone facevano infatti parte della Castiglia, che a sua volta le aveva sottratte nel XII secolo al Reino de Navarra. Benché si tratti della regione più piccola della Spagna e col più basso indice di popolazione, La Rioja è una realtà economica molto forte, che ha fatto dei suoi prodotti agricoli e vinicoli la sua risorsa più grande.

Dopo aver visto Logroño, e assaporato un pò di movida spagnola, attraversiamo le cittadine di Navarrete, Najera, con la sua famosa poesia sul Cammino scritta all’entrata della città, e Santo Domingo de la Calzada, conosciuto per il miracolo dell’impiccato.

Entriamo quindi, dopo Grañon, in Castilla y León. I chilometri che ci separano da Burgos sono quasi 70km. Sul Monte de Oca, in particolare, troviamo, in appena 15 km, tre luoghi davvero importantissimi. Innanzitutto un monumento ai caduti della guerra civile spagnola, eretto per ricordare i 30 repubblicani che i franchisti uccisero e seppellirono in quel luogo.

Distante una decina di chilometri troviamo il monastero medievale di San Juan de Ortega, che ancora in buone condizioni, è famoso per ospitare, durante gli equinozi di primavera e autunno, il Miracolo della Luce, davvero uno spettacolo ricco di fascino e mistero. Altrettanto interessante è il sito archeologico di Atapuerca, considerato il più importante d’Europa. Qui sono stati rinvenuti resti umani di 1Milione di anni fa.

Giungiamo infine a Burgos, una città dinamica, giovane e green conosciuta ai più per la sua imponente cattedrale, uno dei più begli esempi di gotico in Europa.

 Vai all’articolo successivo per leggere il Cammino di Santiago

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Deborah Torreggiani

CoFounder APIEDIPERILMONDO -
Imprenditore digitale, Travel Planner e sopratutto Camminatrice. Viaggio in compagnia di Vincenzo Martone e piedi per il mondo creando contenuti e nuovi itinerari di viaggio da proporre ai nostri clienti.

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Il Cammino di Santiago da Saint Jean Pied de Port

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Intraprendere il Cammino di Santiago da Saint Jean Pied de Port significa avventurarsi, per 800km, in una delle esperienze più belle e intense della propria vita



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